fashion week

Reale o virtuale? Per le sfilate non è un dilemma e Milano chiude in positivo

Gli show ridimensionati confermano che la sfilata resta un mezzo insostituibile: da Fendi a Blumarine, da N°21 a Valentino. Ma efficaci sono stati anche i mini film di Prada ed Emporio Armani

di Angelo Flaccavento

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Gli show ridimensionati confermano che la sfilata resta un mezzo insostituibile: da Fendi a Blumarine, da N°21 a Valentino. Ma efficaci sono stati anche i mini film di Prada ed Emporio Armani


2' di lettura

Il bilancio della fashion week che si è chiusa a Milano è positivo: per il semplice fatto che la manifestazione si sia svolta - in assoluta sicurezza, con show piccoli che hanno riportato al centro il professionismo, invece delle distrazioni inutili come il pubblico di wannabe e intrusi vari - e per l'energia sempre positiva e propositiva dei designer e dei marchi che vi hanno preso parte.

La sfilata rimane uno strumento insostituibile, questo è stato evidente - dal lessico famigliare di Fendi ai fiori carnivori di Blumarine, dalle cartoline di Etro alla risignificazione di Valentin passando per la tela bianca e tesa di No.21, gli show in presenza sono stati una gioia, non ultimo per il contenuto moda - ma alcune delle produzioni virtuali sono da menzionare per accuratezza e utilità.

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Sono state macchine filmiche perfette lo show di Prada, vagamente noir e grafico nell'esaltazione dei dettagli, come il montaggio visivo/sonoro di Emporio Armani. Efficaci anche, agli opposti estremi dello spettro, i burattini molto vecchia scuola di Moschino come la realtà virtuale, con strizzate d'occhio kitsch, di GCDS.

Sul fronte più concettuale, potente da Act N.1 la metafora dello spazio personale come teca di plexiglass nella quale tutto puó succedere: un video di intensità quasi caravaggesca, ma non plateale, ideale contenitore per la moda di ricerca ma concreta del duo.

Lirico e avvolgente anche l'esperimento sociale di Marni, con la collezione presentata attraverso un collage di 48 tranche-de-vie riprese ai quattro angoli del globo. E non ha disatteso le aspettative la sfrontata fantasia sottomarina di Donatella Versace, anche se di show a porte chiuse si trattava.

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