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Realizzi sull'auto in tutta Europa, a Milano Stellantis in coda

Frenano anche Pirelli e Iveco dopo i recenti rialzi. Mediobanca ha rivisto al rialzo il rating di Stellantis e tagliato quello di Cnh Industrial

di Stefania Arcudi

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il settore auto europeo viaggia con il freno a mano tirato nell'ultima seduta della settimana. Mentre l'Euro Stoxx 50 azionario segna un +0,37%, l'Euro Stoxx 600 Auto cede l'1,6%, nettamente il peggiore tra gli indici settoriali europei. I titoli, colpiti da prese di beneficio dopo i rialzi precedenti, sono in netto calo: a Piazza Affari (FTSE MIB), sono tra i peggiori Pirelli & C, Iveco Group, dopo due giorni di forti aumenti in scia a nuovi accordi, e soprattutto Stellantis a 14,39 euro per azione. Su quest'ultima Mediobanca ha alzato il rating da "neutral" a "outperform", ma ha abbassato l'obiettivo di prezzo da 21,40 a 21,10 euro per azione (contro una media di consensus di circa 20 euro). Gli analisti di Mediobanca hanno aggiornato anche la valutazione di Cnh Industrial da "outperform" a "neutral", ma hanno rivisto al rialzo il target price da 19,40 a 20 euro per azione (contro la media di circa 17 euro).

Guardando al resto dell'Europa, a Francoforte sono tutte in discesa Volkswagen, che il 12 gennaio ha comunicato dati sulle vendite del gruppo in calo del 7% nel 2022, pur se con un balzo del 26% dei veicoli elettrici, Daimler, Bmw e Porsche (-1,14%), mentre a Parigi perde quota anche Renault.

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Vero è che, nonostante la battuta d'arresto odierna, gli investitori sono discretamente positivi sul comparto automotive: nei giorni scorsi Equita aveva inserito Stellantis tra i "top picks" del 2023 confermando la raccomandazione "buy" sostenendo che, a fronte di stime caute sul 2023 come per tutta l'industria dell'auto, il titolo tratta a multipli bassi sia in termini assoluti rispetto alle previsioni di utili e margini 2023-24 sia in termini relativi con uno sconto del 40% sulla media dei costruttori europei. In generale, secondo gli esperti di Haig Partners, anche se il 2022 è stato un anno complesso per le immatricolazioni a livello globale a causa della crisi dei semiconduttori, del calo delle scorte e dell'aumento dei tassi di interesse, le prospettive non sono necessariamente fosche, tanto più che soprattutto i produttori americani si sono confermati in utile.

Non tutti però sono d'accordo: una ricerca di Bain & Company sull'automotive mette in luce che, dopo i profitti record messi a segno dalle case automobilistiche negli ultimi anni, per i costruttori auto si prospettano tempi duri, soprattutto a causa del deterioramento della situazione economica generale e nonostante i miglioramenti nell'offerta di semiconduttori. In particolare, nei prossimi due anni, gli utili potrebbero contrarsi del 4%-6% e i margini medi delle case auto potrebbero di fatto dimezzarsi. A livello globale, i volumi dei produttori saranno impattati dalla riluttanza dei clienti ad acquistare nuove auto a causa della situazione economica.

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