Industria

Realtà virtuale per allenare gli equipaggi alle emergenze

di Momica Zunino

3' di lettura

Visori per calarsi nella situazione di emergenza e bracciali per effettuare virtualmente le manovre di ammaino delle scialuppe di salvataggio, calandole in mare, come si farebbe davvero a bordo.
La realtà virtuale e aumentata si imbarca anche nella formazione di chi lavora in mare. «Noi non abbiamo mai avuto allievi coinvolti in incidenti, ma si tratta di operazioni molto pericolose e iniziare un primo addestramento con realtà virtuale è sicuramente un grosso vantaggio. Credo che, nel giro di pochi anni, diventerà una prassi anche a livello internazionale. Abbiamo sposato con entusiasmo questa proposta perché crediamo sia la strada del futuro», commenta Paola Vidotto, direttore dell’Accademia della Marina mercantile di Genova, dove Ett e BCService hanno presentato (e sperimentato con due gruppi di allievi), la multipiattaforma Step (Smart education platform) in realtà virtuale e realtà aumentata, uno dei progetti a valere sugli accordi per l’innovazione tra ministero dello Sviluppo economico e Regione Liguria, co-finanziato da Regione Liguria.
«Creiamo le condizioni di simulazione per provare e riprovare le situazioni estreme», spiega Giovanni Verreschi, amministratore delegato di Ett, sottolineando anche l’aspetto della gamification che rende l’attività più accattivante. «Non vuol dire - prosegue - che successivamente non ci sia anche la parte reale, ma risparmiamo tempo e costi da un punto di vista operativo nel simulare e ripetere le operazioni in maniera immersiva. E ci sono studi psicologici secondo cui ciò che si fa in realtà virtuale, a seconda di come è realizzato, arriva all’80-90% del ricordo recepito, una percentuale simile a quella registrata per ciò che si fa realmente».
La componente psicologica non è secondaria nella formazione con la realtà virtuale, perché consente di sperimentare le reazioni degli allievi in ogni situazione. «È importante vedere - spiega la Vidotto - come si comportano di fronte ad un incidente, come gestiscono l’emotività, la comunicazione, il team, le procedure . E questo cambia anche il modo di intendere la squadra. Prima della Concordia il comandante era il deus ex machina e il team aveva meno importanza, dopo la Concordia sono cambiate le regole, conta come si è capaci di gestire insieme sulla base del ruolo che viene assegnato, prima ancora del grado».
Da BCService spiegano che l’alternativa alla formazione tradizionale per l’ammaino e il recupero delle scialuppe, realizzata con i partner Ett e Aitek è «sicura, valida in quanto molto verosimile, ed efficace». Gli allievi sono proiettati in uno scenario virtuale e con la realtà aumentata visualizzano modelli e animazioni in 3D di oggetti, ganci e parti di scialuppe con cui possono interagire.
L’Accademia, intanto, sta già muovendo altri passi con le nuove tecnologie per immergere gli allievi nel loro futuro prossimo. «Abbiamo acquistato – dice ancora la Vidotto - simulatori di coperta, di plancia, di macchina e abbiamo intenzione di acquisirne altri con i soldi del Pnrr . Stiamo cercando di trasformare il nostro centro di addestramento storico in un centro tecnologico a tutti gli effetti. La formazione si sta modificando rapidamente: con il simulatore di plance e il caschetto, i ragazzi vedono come se fossero sulla nave e la manovra diventa realistica». Si possono inserire cattivo tempo, incagli, strettoie, scegliere il porto. E con l’apertura della rotta artica l’Accademia pensa pure all’acquisto di un programma di navigazione nei ghiacci.

Loading...
Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti