sul territorio

Reati nel 2016: aumento record a Prato, Ravenna la più virtuosa

di Bianca Lucia Mazzei e Michela Finizio


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(Marka)

4' di lettura

Gli omicidi colpiscono soprattutto le città meridionali, mentre i furti nelle abitazioni e nei negozi quelle del Centro Nord. Emerge dalle classifiche provinciali sui delitti denunciati ogni 100mila abitanti, dove le province del Sud occupano i primi dieci posti per omicidi (compresi i tentativi), quelle del Centro-Nord si aggiudicano la top ten dei furti (tranne quelli di auto).

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Prato e i «cinesi bancomat»
In controtendenza è la provincia di Prato (+5,5% di denunce sul 2015). Incremento dovuto soprattutto al primo posto per scippi (+9% annuo). «La Provincia è molto piccola – afferma il sindaco Matteo Biffoni – quindi il dato del centro urbano non viene diluito a livello demografico. L’anno scorso è emerso il fenomeno dei “cinesi bancomat” che, viaggiando con molti contanti, hanno attirato bande di criminali. A fine gennaio 2016 abbiamo quindi avviato una campagna sul territorio, anche in cinese, che ha fatto emergere numerose denunce».

Situazione opposta a Ravenna, -18% annuo di denunce. «Il dato non va accolto con eccessivo entusiasmo – sottolinea il sindaco Michele de Pascale – perché negli anni precedenti c’era stato un aumento fortissimo, soprattutto per furti in abitazione. Il nostro è un territorio molto ricco e, per questo, spesso preda di chi vuole delinquere». La marcata flessione, in ogni caso, è legata ad una maggiore presenza delle forze dell’ordine. «È merito di un eccezionale lavoro di squadra tra prefettura, questura e carabinieri: l’attività di indagine e di regìa per dividersi il territorio, attraverso un lavoro di mappatura, è stata incisiva», aggiunge de Pascale, ricordando che in corso c’è un piano di assunzioni del Comune per arruolare 50 nuovi vigili urbani (+25% dell’organico).

Reti di vicinato e Rete web
Per combattere i furti in casa Lucca e Savona stanno puntando sul “controllo di vicinato”, uno strumento fondato sulla collaborazione fra cittadini e forze dell’ordine. «A Lucca siamo stati i primi a partire con una convenzione con la prefettura già nel 2014», dice l’assessore alla sicurezza Francesco Raspini. Savona voterà, invece, la delibera nei prossimi giorni. «Non si tratta di ronde - sottolinea il comandante della polizia locale Igor Aloi - ma di segnalazioni di veicoli o soggetti sconosciuti». «Contro l’impennata di furti dell’estate 2014-15 - continua Aloi - il prefetto ha messo a punto un piano di coordinamento fra tutte le forze dell’ordine».

Trieste spicca per incidenza di truffe informatiche ogni 100mila abitanti. «Forse la ragione è l’alta presenza di anziani - commenta il vicesindaco con delega alla sicurezza, Pierpaolo Roberti -. L’unico strumento di prevenzione è l’informazione: per questo dal 2017 nel servizio “Ocio alla truffa” abbiamo inserito anche quelle informatiche».

Il Sud e il crimine organizzato
Napoli è la città dove si concentra il maggior numero di omicidi. Il capoluogo campano detiene anche il record di rapine (+9% nel 2016) anche se la Questura segnala che tra gennaio e settembre di quest’anno c’è stato un forte recupero (-17%). Al secondo posto si posiziona Vibo Valentia, che comunque registra una flessione del 48 per cento. «Abbiamo fondato l’amministrazione sulla trasparenza, chiarendo che né nella Giunta né nel Consiglio c’è posto per la ’ndrangheta - dice il sindaco Elio Costa -. Dalla fine del 2015 abbiamo aperto sportelli antiusura, antiraket e per la segnalazione delle violenze sulle donne. La riduzione degli omicidi è un fatto positivo, ma può comunque essere dovuta anche a un cambio di strategia della criminalità organizzata».

Il sindaco Dario De Luca commenta invece così la performance positiva di Potenza, soprattutto nei furti. «I timori di penetrazione da parte delle mafie presenti nelle zone limitrofe ci sono - dice il sindaco Dario De Luca - ma l’attenzione di tutte le istituzioni è molto alta, così come il controllo del territorio. Incide inoltre la povertà della zona poiché la malavita si concentra dove c’è più ricchezza».

I tentacoli del racket
Tra le estorsioni, il secondo posto della provincia di Asti e il nono di Rimini (+40% annuo) testimoniano l’allargamento al Nord del raggio d’azione della criminalità organizzata.

Rimini, poi, si conferma in testa per l’incidenza di scippi. «La provincia è penalizzata dal fatto di avere una popolazione di appena 335mila abitanti che i flussi turistici, però, portano alla dimensione di una grande città - ricorda il sindaco, Andrea Gnassi -. Inoltre, in Emilia Romagna la propensione a rivolgersi alle forze dell’ordine è più elevata che altrove e, in buona sostanza, si traduce nella tenuta della relazione fiduciaria tra cittadino e istituzione».

La provincia di Bologna - nonostante un calo del 12%, doppio rispetto alla media nazionale - è la più colpita dai furti negli esercizi commerciali. Molto presenti anche furti nelle abitazioni, scippi, borseggi ed estorsioni: un mix che ha spinto il capoluogo emiliano al terzo posto tra le zone con più delitti. «Assistiamo a una crescita delle tossicodipendenze - dice l’assessore alla sicurezza Riccardo Malagoli - che si ripercuote sugli atteggiamenti predatori. L’eroina è tornata con forza e quindi stiamo ragionando con le Asl per ripristinare alcuni interventi di prevenzione realizzati negli anni 70 e poi abbandonati. Bologna è comunque una città dove si denuncia parecchio».

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