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Reato di ricostituzione del partito fascista, basta l’ostentazione di idee e simboli

Non serve l’uso della violenza, perché scatti il reato di pericolo, basta l’ostentazione e l’esaltazione, per fare proseliti, delle idee e dei simboli nazifascisti

di Patrizia Maciocchi

2' di lettura

Scatta la condanna per il reato di tentata ricostituzione del partito fascista, per la nostalgica delle Camice brune, che partecipa a una manifestazione organizzata dall’associazione paramilitare filonazista “Sturmabteilung”. Un gruppo, noto nell’estrema destra italiana come Squadre d’assalto o con l’acronimo SA, che aveva organizzato due manifestazioni a Roma nel 2009. Eventi pubblici - che avevano avuto una particolare risonanza mediatica, per il numero di partecipanti - nel corso dei quali l’imputata era stata ripresa, da fotografi e operatori Tv, mentre sfilava con abiti ispirati alle divise naziste e faceva il saluto nazista. Fatti che la ricorrente, classe 1960, non nega, ma che considera non lesivi del bene protetto dalla legge Scelba (645/1952), che punisce appunto la tentata ricostituzione del partito fascista. La difesa fa notare che non c’era stata violenza.

La sentenza

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La legge Scelba e la Costituzione

E la semplice ostentazione dei simboli nazionalsocialisti, indice solo di nostalgia per quel regime, non mettevano a rischio la democrazia, rientrando invece nella libera manifestazione del pensiero. Diverso il parere della Cassazione (sentenza 10569/2021). I valori espressi nella manifestazione, dall’imputata e dagli altri partecipanti, erano tipici dell’ideologia e della politica filonazista: improntati alla discriminazione razziale e all’intolleranza. Condotte sanzionate dalla legge che configura un reato di pericolo concreto, garantendo una tutela preventiva a difesa dell’ordine democratico. La legge Scelba - spiega la Suprema corte - non sanziona le manifestazioni del pensiero e dell’ideologia fascista in sé, viste le libertà garantite dall’articolo 21 della Costituzione. La norma punisce però le condotte che determinano il pericolo di ricostituire organizzazioni fasciste «in relazione al momento e all’ambiente in cui sono compiute, attentando concretamente alla tenuta dell’ordine democratico e dei valori ad esso sottesi».

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Idee basate sulla violenza e sulla superiorità della razza

Per i giudici è questo il caso. Nelle manifestazioni in questione, molto partecipate, si propagandava l’idea della lotta politica basata sulla violenza, sulla superiorità e sull’odio razziale o etnico. E non c’è dubbio che l’esaltazione di tali valori fosse tesa anche a fare proselitismo.

Un reato punibile con il carcere fino ad un massimo di tre anni.

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