Retail

Recarlo, eventi ritrovati e voglia di celebrare trainano il 2021

di Marta Casadei

3' di lettura

«il 2021 ha registrato una forte ripresa del mercato, in primis di quello locale. Merito anche di una gestione lungimirante della pandemia. Per quanto ci riguarda, poi, è stato un anno molto positivo: il nostro focus è sul fidanzamento, con il solitario come asset strategico, e quest’anno gli italiani hanno voluto celebrare gli eventi persi nel 2020». È soddisfatto Paolo Re, amministratore delegato di Recarlo, azienda di gioielleria di Valenza Po che guida insieme al fratello Giorgio: la pandemia ha portato le persone a concentrarsi sugli affetti più cari, l’astinenza da eventi a organizzarne di nuovi, e, complici i risparmi accumulati e la voglia di investire in un prodotto da regalare, tutto ciò si è tradotto nell’acquisto di gioielli importanti. Anche da parte dei clienti italiani, che sono tornati a comprare nelle gioiellerie delle loro città: «Il dinamismo maggiore lo abbiamo registrato nelle province, mentre nelle grandi città, complice l’assenza dei turisti stranieri che assorbivano una quota rilevante degli acquisti pre-Covid, le boutique non sono tornate a pieno regime», continua Re.

Focus distribuzione

L’azienda, nonostante la pandemia, ha proseguito il piano di riassetto della distribuzione wholesale: «Siamo arrivati a quota sette shop in shop sul territorio nazionale», dice il ceo. «Il nostro obiettivo è quello di consolidare il mercato italiano e ampliare la distribuzione in Europa, partendo dai mercati più affini al nostro, come la Spagna e la Francia». C’è poi il capitolo digitale: «Abbiamo un e-commerce che funziona bene con i clienti fidelizzati e giovani - spiega Paolo Re -; puntiamo a sviluppare il canale digitale come strumento che, attraverso il racconto dei valori del brand, sappia portare i clienti in negozio».

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Nel complesso l’obiettivo di Recarlo è quello di «avere una distribuzione il più possibile selezionata e qualificata. Teniamo molto alla formazione del personale, tanto che la nostra Academy organizza corsi dedicati ai gioiellieri nostri partner commerciali affinché il rituale di vendita rispecchi i valori del brand». I consumatori, infatti, sono sempre più interessati ai valori dei marchi e acquistano prodotti che rappresentano i propri valori.

Impegno nella sostenibilità

Tra quelli di Recarlo c’è senza dubbio la sostenibilità. Proprio nel febbraio di quest’anno l’azienda ha presentato un nuovo piano d’azione (messo a punto con la Eco Age di Livia Firth)  che si intitola “Our promise to you” - il nome strizza l’occhio alla “promessa” che gli anelli di fidanzamento suggellano - e garantisce alla clientela un impegno sempre maggiore sia sul fronte dell’impatto ambientale sia su quello dell’etica.

Lo racconta meglio Paolo Re: «Stiamo implementando un sistema di monitoraggio dell’impatto ambientale della Recarlo. Attualmente impieghiamo al 100% energia autoprodotta da fonti rinnovabili e utilizziamo materiali rinnovabili e certificati per creare i nostri gioielli. L’obiettivo, tuttavia, è creare una vera e propria filiera green: è questo l’impegno che, come azienda e come famiglia, abbiamo voluto prendere con i nostri clienti».

Scendendo nel dettaglio, la maison utilizza esclusivamente diamanti naturali provenienti da Paesi che aderiscono al programma mondiale di autoregolamentazione Kimberley Process e ha ottenuto la certificazione del Responsible Jewellery Council.

Artigianalità e tradizione

Il concetto di sostenibilità è insito nell’identità dell’azienda, fondata nel 1967, la cui manifattura ha sede nel distretto orafo di Valenza Po: i gioielli sono creati in Italia da artigiani altamente specializzati con tecniche di lavorazione che si tramandano di generazione in generazione.

Così come i gioielli: «Chi compra oggi lo fa anche per tramandarli alle nuove generazioni», chiosa il ceo. Una forma di sostenibilità anche questa, in fondo.

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