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Rechain, la blockchain che mappa gli immobili all’asta

Il modello informatico punta a tracciare la storia completa dei cespiti finiti in Tribunale. Un punto di arrivo che, una volta rodato, dovrebbe favorire tutta la filiera e rendere più agile e sicura la liquidazione degli asset

di Adriano Lovera

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(MIND AND I - stock.adobe.com)

Il modello informatico punta a tracciare la storia completa dei cespiti finiti in Tribunale. Un punto di arrivo che, una volta rodato, dovrebbe favorire tutta la filiera e rendere più agile e sicura la liquidazione degli asset


2' di lettura

Su un segmento specifico del mercato, quello degli immobili all’asta, ha preso il via un progetto ambizioso: mappare in modo digitale, sfruttando la blockchain, la storia completa dei cespiti finiti in Tribunale. Un punto di arrivo che, una volta rodato, dovrebbe favorire tutta la filiera, a partire dai compratori e dagli istituti che devono liquidare gli asset. Il progetto si chiama Rechain e si deve alla collaborazione tra l’Osservatorio T6, associazione che da anni studia le esecuzioni italiane, e l’Associazione blockchain Italia, che lavorano sin dal giugno 2019 alla creazione del modello informatico.

«Abbiamo proceduto per un anno evitando ogni sensazionalismo» ha spiegato Stefano Scopigli, presidente dell’Osservatorio. «Il progetto che presentiamo, e su cui continueremo a lavorare, potrebbe davvero rivoluzionare il settore, che da sempre chiede più trasparenza, informazione e affidabilità». In sostanza, mediante la scrittura decentrata basata sui “blocchi”, verrà archiviato in modo digitale e sicuro ogni aspetto di una procedura, come le caratteristiche del modulo abitativo, la garanzia reale, l'investimento sottostante di prodotti finanziari, il procedimento di esecuzione. Si tratta di un progetto “aperto”, che ha visto collaborare diverse componenti, dal notaio al visurista, dal gestore all'avvocato. «Il modello di database è pronto. Per la sua applicazione occorrerà ancora un certo tempo. Molto dipenderà dall'interesse che dimostreranno gli interlocutori pubblici nello sviluppo di questa tecnologia» ha osservato Francesco Rampone, “of counsel” di La Scala-società tra avvocati e presidente dell’Associazione blockchain Italia.

Grazie all’archivio di Rechain, dovrebbe essere possibile sburocratizzare e velocizzare i processi. Meno carta, insomma, maggiore celerità nel definire i procedimenti giudiziari legati alle esecuzioni, passaggi amministrativi più snelli. Il sistema, hanno sottolineato entrambe le associazioni in un comunicato, «può contribuire al governo del territorio, quindi essere di sostegno ai tribunali e alle realtà locali, favorendo un mercato più trasparente ed efficiente». Va da sé che processi più semplici e accessibili rendono anche più appetibili gli asset immobiliari e attirano liquidità.

Secondo l’ultimo report di Astasy, consuntivo 2019, l’anno scorso sono state 204.632 le aste immobiliari, in diminuzione del 16,5% sull’anno precedente. Di queste, circa il 70% ricade nel segmento “residenziale” e per il 90% si tratta di cespiti di basso valore, con un valore base d’asta inferiore ai 250mila euro. Un dato, però, emerge su tutti e dimostra la perdita di valore immobiliare, frutto anche delle lentezza e dei continui ribassi: il valore medio di aggiudicazione di un immobile si è attestato a 65.077 euro, quasi la metà dei 115mila euro del 2018.

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