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Record dell’export grazie ai listini. L’energia affonda il saldo commerciale

di Luca Orlando

(AdobeStock)

2' di lettura

Valori in corsa, volumi in frenata. Arrivando a luglio a ridosso dei 58 miliardi, l’export italiano tocca in termini correnti il nuovo massimo di sempre. L’aumento dei listini legato all’inflazione gioca tuttavia un peso rilevante e infatti guardando ai volumi piazzati oltreconfine Istat registra un calo del 4%. Ad ogni, modo, tenendo conto dei valori, il risultato rafforza il bilancio 2022, con l’Italia in grado di fare meglio di Germania e Francia.

Nei sette mesi le vendite estere arrivano oltre i 364 miliardi, progresso del 22% superiore a quanto realizzato da Berlino e Parigi, quasi equamente ripartito tra mercati europei (+24%) ed extra-Ue (+19%).

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I 58 miliardi venduti oltreconfine a luglio rappresentano un balzo del 18% su base annua (ottavo mese consecutivo in crescita a doppia cifra), quasi nove miliardi in più in termini assoluti. Il che significa che il made in Italy si avvicina ad ampie falcate alla soglia dei 600 miliardi: nei 12 mesi compresi tra agosto 2021 e luglio 2022 siamo in effetti già arrivati oltre quota 580.

Scatto delle vendite che tuttavia impallidisce di fronte all’impazzimento dei prezzi di gas e greggio, elementi che spingono le importazioni: +44% sia nel mese che nel periodo gennaio-luglio. Il che si traduce in un ribaltamento del saldo commerciale: se nei primi sette mesi 2021 potevamo vantare un attivo di oltre 37 miliardi ora siamo in rosso di quasi 14. Una corsa all’indietro di oltre 50 miliardi che tuttavia è eguagliata dalla Francia (passa da -57 a -105 miliardi) e superata dalla Germania, che abbatte a 38 miliardi il proprio saldo attivo, 80 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Il crollo del nostro avanzo commerciale, così come accade altrove, è legato in particolare all’impennata delle quotazioni di gas e greggio che portano a luglio al nuovo record anche il valore delle importazioni, poco oltre i 58 miliardi, cifra mai toccata in passato: un anno fa si viaggiava sui 40 miliardi al mese. A fare la differenza è appunto l’energia, costata al nostro paese in sette mesi oltre 76 miliardi, quasi 50 in più rispetto allo stesso periodo 2021. Presentando un trend, peraltro, che peggiora di mese in mese: se a gennaio il maggiore esborso per l’energia è stato di cinque miliardi, a luglio siamo arrivati a sfiorare i dieci.

Rilevante, in questo contesto, il maggiore esborso verso la Russia, che in termini di valore vede lievitare di molto le proprie vendite oltreconfine. Per l’Italia si tratta di acquisti vicini ai 20 miliardi di euro in sette mesi, più del doppio rispetto a quanto compravamo da Mosca nel 2021.

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