turismo

Record di vacanze al mare ma con prezzi in salita

di Vincenzo Chierchia


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(ANSA)

5' di lettura

Con la prima vera ondata di caldo tutti al mare. Le attee sono moto positive. Si prevede - stime Jfc - un incremento complessivo delle presenze del +3,1% e degli arrivi del +3,9%. Decisamente più positivo il dato relativo al fatturato del comparto balneare italiano, che aumenterà di 5,1 punti percentuali: questa
crescita - superiore sia alla quota di presenze che di arrivi, spiegano alla Jfc - è data soprattutto dall'incremento dei prezzi che le strutture del sud
Italia applicheranno. È infatti rilevante il fatto che, mentre il mondo
dell'ospitalità operante nelle destinazioni balneari del Centro-Nord
Italia ha apportato mediamente incrementi di prezzi pari
al 3,4%, le strutture che invece operano nelle destinazioni
balneari del Sud Italia e delle isole hanno incrementato i
propri prezzi, in media, del 6,6%. Basti pensare che, nel solo
mese di agosto, in diverse strutture della Puglia si registrano
aumenti dei prezzi nell'ordine del 18%, dicono da Jfc. Un dato, questo, favorito in particolar modo dall'incremento di ospiti stranieri, la cui incidenza aumenterà – sia in termini di fatturato che di arrivi e presenze – in misura maggiore rispetto a quella degli italiani. Si nota, quindi, come nell'estate 2018 la quota di turisti stranieri nelle località balneari nazionali supererà quota 30% e si avvicinerà al 35% del fatturato complessivo.

Nel ranking delle aree balneari regionali 2018 - ricordano da Jfc che ha realizzato l’indagine - vince la classifica generale per «l'offerta mare nel suo complesso» l'Emilia Romagna, seguita da Sardegna e Sicilia; come «area balneare più famosa» svetta la Sardegna, seguita da Puglia ed Emilia Romagna; l'area balneare considerata «più trendy» fa invece riferimento alla Puglia, seguita da Sardegna ed Emilia Romagna; per quanto riguarda l'area balneare con la «migliore ricettività» vince la Sardegna, seguita da Toscana ed Emilia Romagna; la classifica dell'area balneare con le «migliori spiagge» vede in vetta ancora la Sardegna, seguita da Sicilia e Puglia; infine, la classifica delle aree balneari regionali con «più servizi» vede la vittoria dell'Emilia Romagna, seguita da Veneto e Toscana.


Nella classifica delle destinazioni balneari 2018: secondo Jfc vince, come destinazione più accogliente ed ospitale, Rimini seguita da Jesolo e Vieste; o Gallipoli è considerata la località più di tendenza ed alla moda, seguita da Riccione e Cervia-Milano Marittima; quelle più «rilassanti e tranquille» sono, invece, le Isole Tremiti, seguite da Alba Adriatica e dalle Isole Eolie; la località considerata più divertente e giovanile è Gallipoli, seguita da Ugento e da Porto Cesareo; la più conveniente è Alba Adriatica, poi Rimini e Francavilla a Mare; la più costosa è Porto Cervo, seguita da Capri e Forte dei Marmi; o infine, la località balneare più comunicata e vista in TV è l'Isola di Capri, poi Cesenatico e Lignano Sabbiadoro.

Dalla rilevazione Jfc emerge che il mese di agosto è sempre il favorito
per il 43,6% degli Italiani, ma luglio cresce nelle preferenze, rappresentando nel 2018 ben il 35,9% delle indicazioni (+1,5 punti). In crescita notevole anche la quota di giugno, che praticamente vede raddoppiare le preferenze rispetto allo
scorso anno (passando dall'8,1% al 16,5%), al contrario di settembre
che viene indicato come mese preferito solo dal 3,3% degli Italiani.

Le aree - per Jfc, che otterranno i migliori risultati, sia per quanto riguarda
le presenze che i fatturati, sono quelle della Sicilia, della
Puglia e della Basilicata: nell'isola si raggiungono incrementi
superiori al 10% sia per la costa siciliana che va da Palermo a
Messina (anche grazie a nuove aperture, con il +11% di presenze ed
il +15,2% di fatturato), come pure sono molto positivi i dati sia per la
costa che va da Marina di Ragusa a San Vito lo Capo, sia per il litorale
siciliano da Taormina a Pachino. In Puglia buone le performance per
tutti i tre ambiti analizzati (con punte del +10% in termini di
fatturato); molto bene anche le destinazioni mare della Basilicata
(con oltre il 12% di crescita del fatturato).

Sempre con indici molto positivi si posizionano due ambiti della
Sardegna: la Costa Smeralda (+4,1% di presenze e +5,3% di
fatturato) ed i territori dell'Oristanese e dell'area di Alghero (+6% di
presenze e +6,6% di fatturato). Decisamente positive anche le
previsioni per le località della Maremma Toscana (+3,8% di presenze
e +5,2% di fatturato), nonché per altri due ambiti balneari della
Sardegna (l'area sud-ovest, con il +3,5% di presenze ed il 3,8% di
fatturato, e quella che va da San Teodoro alla Costa Rei, con il +3,3%
di presenze ed il 5,1% di fatturato). Diverse anche le zone che segnano indici in crescita attorno ai due punti percentuali: la costa nord delle Marche (+2,1% di
presenze e +2,2% di fatturato), la riviera molisana (+2,2% di
presenze e +3,2% di fatturato), le isole toscane (+2,8% di presenze
e +3,1% di fatturato), nonché il levante ed il ponente ligure. Anche
l'area sud della Campania (dalla Costiera Amalfitana sino al Golfo di
Policastro) e le destinazioni della Calabria segnano indici di crescita
attorno ai due punti percentuali per le presenze (rispettivamente il
+2,1%, il +2%, +2,2% e +1,8%), ma indici di crescita superiori per
quanto riguarda il fatturato (il +4%, il +4,3%, +4,9% e +3,2%).


Nell'estate 2018 quasi sette operatori su dieci hanno aumentato
i prezzi, mentre è pari al 28,5% la quota di coloro che affermano di aver mantenuto i prezzi invariati. Vi è poi una quota dello 0,2% di imprenditori dell'economia balneare italiana che dichiara di aver abbassato i prezzi rispetto allo scorso anno, mentre il 5,1% degli stessi (operatori nazionali) afferma di aver aumentato le promozioni e gli sconti.
Tra gli operatori del settore balneare che hanno dichiarato di aver aumentato i prezzi vi sia una quota del 43,7% che hanno apportato un incremento compreso tra il 3% ed il 5% mentre la percentuale di quelli che hanno aumentato le
tariffe tra il 5% ed il 10% è pari al 16,7%. Alta anche la quota di
coloro che hanno applicato un aumentato dei prezzi compreso nel
range massimo (oltre il 10%): il 5,6%.

Per quanto riguarda i singoli settori, questa stagione estiva sarà
caratterizzata dai seguenti indicatori di prezzo:
- l'alloggio (su base nazionale): gli alberghi delle località balneari – centro-nord Italia – hanno apportato un aumento di prezzo del loro listino pari
al +3,4%; gli alberghi delle località balneari – sud Italia ed isole –
hanno apportato un aumento di prezzo del loro listino pari
al +6,6%; le strutture plein air (villaggi turistici, campeggi ed aree di
sosta) delle località balneari – per l'estate 2018 – hanno
aumentato i loro prezzi del +3,2%; le altre strutture ricettive extra-alberghiere (RTA, B&B, agriturismi, case e appartamenti per vacanze, ostelli per la
gioventù) delle località balneari italiane hanno apportato un
aumento dei prezzi pari al +2,7%;
- i servizi spiaggia (su base nazionale): i servizi di spiaggia subiranno un aumento complessivo che si attesta al +3,3%;
- la ristorazione (su base nazionale): la ristorazione, sia essa tradizionale o veloce, al ristorante, al bar od in spiaggia, aumenta di una quota pari al +2%;
- i costi del viaggio (su base nazionale): i costi del viaggio, rispetto allo scorso anno, si riducono del -0,3%;
- le spese per lo svago (visite, escursioni, divertimento, etc. – su
base nazionale): lo “svago” costerà qualcosa in più rispetto allo scorso anno,
segnando un incremento pari al +1,1%;
- gli altri consumi (bar, gelaterie, etc. – su base nazionale):
o questi servizi subiscono un incremento che si attesta al
+1,2%.

Infine, Jfc sottolinea che gli italiani ridurranno il proprio budget rispetto a quanto speso nella passata stagione per una settimana di vacanza al mare; ogni Italiano spenderà in media - nell'estate 2018: 620 euro a persona per una settimana di vacanza al mare in Italia (contro i 634 euro dello scorso
anno); spesa che diventa pari ad Euro 1.501,00 per nucleo
familiare composto dai genitori e da un figlio di età inferiore agli
8 anni; 236 euro, invece, la spesa media a persona per
trascorrere un fine settimana al mare in Italia; spesa che
diventa pari ad 524 euro per nucleo familiare composto dai
genitori e da un figlio di età inferiore agli 8 anni.

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