Energia e ambiente

Transizione energetica, Cingolani: basta demonizzare l’industria, va garantito il lavoro

Il ministro della Transizione ecologica è intervenuto al Festival dell’Economia di Trento

Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani (foto Ansa)

3' di lettura

«La transizione richiederà molti sacrifici. Il più semplice, installare decine e decine di gigawatt di sistemi» per la produzione di energie «rinnovabili ha un prezzo dal punto di vista dei paesaggi: nulla è e sarà gratis per la sfida al cambiamento climatico». È quanto ha messo in evidenza il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani intervenuto al Festival dell’Economia di Trento, sottolineando che il Recovery sarà un «booster che darà una accelerazione molto forte» ma per la transizione non basteranno 5 anni. Per questo, ha aggiunto, «non ci possiamo più permettere nessuna ideologia» ma «serve pragmatismo» per passare da «un modello di crescita a spese del pianeta e un modello crescita per il pianeta».

Basta demonizzare industria, va garantito lavoro

Allo stesso tempo Cingolani ha messo in evidenza che la transizione energetica è «questione complessa, non c’è una soluzione semplice come sentiamo dire da chi strilla, sono problemi tridimensionali che toccano la giustizia sociale, il lavoro. Io non ne posso più di sentire demonizzare l’industria», non si può «cambiare tutto in un giorno», vanno create «le condizioni infrastrutturali, tecnologiche, fare crescere anche il mercato della domanda, cambiare il modello produttivo e industriale, ma dobbiamo farlo in maniera sostenibile e la sostenibilità è anche garantire il lavoro. Io trovo quasi offensivo sentire dire che questo è contro l’ecologia».

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No finanza d’assalto sul verde, si aiutino Paesi deboli su sostenibilità

«A livello globale - ha ricordato il ministro - c’è una finanza verde che spinge le grandi aziende a investire in sostenibilità. Occorre vigilare che non si trasformi in una finanza d’assalto sul verde». Il responsabile della Transizione ecologica del governo Monti ha messo in evidenza «come ci sono Paesi in via di sviluppo che rivendicano il proprio diritto a svilupparsi. La finanza è buona allora se aiuta questi Paesi più deboli a compensare gli sforzi per la sostenibilità».

Rifiuti: serve recuperare gap di alcune Regioni

L’intervento ha toccato anche il tema dello smaltimento dei rifiuti. Sugli obiettivi per i rifiuti, ha detto Cingolani, «ci sono Regioni che sono già avanti, altre dove i rifiuti vengono portati via con i camion ogni giorno». Per raggiungere un obiettivo comune con punti di partenza tanto diversi «serve fare un lavoro di recupero molto importante e complesso sui gap, ciononostante sull’economia circolare l’Italia se la cavi molto bene, ma possiamo fare molto meglio recuperando i gap».

Nucleare? Già fatti 2 referendum, non all’ordine del giorno

In un intervista a Sky TG24 sulla Giornata mondiale delll’ambiente, Cingolani ha parlato anche di energia nucleare. «Sul nucleare abbiamo fatto due referendum e ci siamo pronunciati. Questa è l’unica cosa che conta. Infatti nessuno ne ha mai parlato e non è nemmeno all’ordine del giorno». «Le polemiche – ha aggiunto - sono nate perché mentre l’Europa lanciava il Recovery Plan, e ci chiedeva gli sforzi per la transizione, alcuni paesi europei, capeggiati dalla Francia, hanno fatto una richiesta di riconoscere l’energia prodotta dai microreattori nucleari di quarta generazione come verde. Il che, se fosse, diventerebbe un importante cambiamento di regole in corso di partita. Abbiamo fatto notare che questa cosa in questo momento è particolarmente delicata, e bisogna avere una posizione, discuterne con l'Europa. Il fatto che in questo momento alcuni paesi, compresi gli Stati Uniti, stiano considerando il micronucleare e cerchino di dimostrare che è verde, è una cosa che non possiamo dire che non esiste. Se ne sta parlando. Io voglio vedere i dati, perché non ci sono, non ce li ho. La mia risposta è: su questa specifica materia, finché non vedo i numeri, non so cosa dire».

Next generation Eu è forte acceleratore per transizione

«Il Nex Generation Eu - ha ricordato infine il ministro - è un forte acceleratore per la transizione green. È una maratona fino al 2050. Dobbiamo potenziare l’economia circolare».

Rinnovabili, i nodi della formazione delle nuove generazioni e dei tempi delle autorizzazioni

Secondo Valentina Bosetti, presidente di Terna e docente di economia ambientale alla Bocconi, bisogna puntare sulla formazione dei giovani. Intervenuta al Festival dell’Economia di Trento, Bosetti ha ricordato che «per formare le nuove generazioni sui temi dell'ambiente, sarebbe opportuno non solo inserire corsi specifici di educazione ambientale in tutti i gradi scolastici, ma anche spiegarne in modo scientifico la complessità e far capire come misurare gli interventi che vengono messi in campo per raggiungere gli obiettivi». Formazione delle nuove generazioni, ma non solo. Se si vogliono creare le condizioni per una crescita delle energie rinnovabili, occorre risolvere un’altra questione. «In Italia, specie negli investimenti in rinnovabili, sono l'incertezza dovuta ai tempi degli iter autorizzativi e di conseguenza i costi da affrontare - ha sottolineato Andrea Ghiselli, ad di EF Solare -. Il rischio è anche quello di arrivare alla realizzazione con tecnologie diventate obsolete. Per questo è fondamentale che imprese, territorio ed istituzioni collaborino e appianino le diverse visioni, il fotovoltaico è un modo democratico di produrre energia che porta benefici a tutti».

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