A Palazzo Chigi

Draghi: «Priorità agli over 75. Smettere di vaccinare chi ha meno di 60 anni. Pensiamo a riaprire»

Forte discontinuità del piano in alcune aree. Fibra ottica su tutto il territorio nazionale, soprattutto al Sud

di Nicoletta Cottone

Draghi: riaperture? Non ho una data, dipende da dati e vaccini

I punti chiave

  • Bisognerebbe smettere di vaccinare chi ha meno di 60 anni
  • Pronti ad accogliere turisti con certificato vaccinale
  • Confermato target 500mila dosi di vaccini al giorno a fine mese
  • In alcune aree il piano è in forte discontinuità col precedente
  • Le tre priorità: giovani, parità di genere e Sud
  • Potenziare asili e istituti professionali
  • Aiutare donne e giovani per posti di lavoro dignitosi
  • La governance e le principali direttrici
  • Sanità: sostituire le tecnologie obsolete negli ospedali
  • Le funzioni degli enti territoriali

8' di lettura

«Con che coscienza si saltano le liste, sapendo che si lascia esposto a rischio concreto di morte persone over 75 o persone fragili?». Lo ha detto il premier Mario Draghi nel corso della conferenza stampa sul piano vaccinale, dopo l’allarme per il vaccino Astrazeneca che sarà somministrato solo agli over 60. Il premier ha detto che è necessario seguire le linee guida di Speranza e Cts».

Il premier rispondendo alle domande dei giornalisti ha detto di non avere dubbi sulle vaccinazioni, gli obiettivi saranno raggiunti. «La disponibilità di vaccini non è calata, i numeri sono come prima di Pasqua, sta risalendo secondo il trend previsto. Non ho dubbi sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti».

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Draghi rispondendo a una domanda ha detto di aver voluto «il ministro Speranza nel Governo e ne ho molta stima».

Bisognerebbe smettere di vaccinare chi ha meno di 60 anni

«Banalizzando potrei dire: smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani, i 35enni, gli psicologi compresi tra gli operatori sanitari. Queste platee di operatori sanitari che si allargano. Ma con che coscienza un giovane salta la lista e si fa vaccinare sapendo che lascia esposta a un rischio concreto, un over 75 o una persona fragile al rischio concreto di morte?», ha detto il premier.

Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), ha detto che il vaccino AstraZeneca «ha un ruolo preciso e di grande utilità per i fragili. Ricordiamoci che le scelte considerate nella giornata di mercoledì fanno riferimento a eventi trombotici rari in sedi inusuali, 86 casi su una platea di 25 milioni di vaccinati. Raccomandare un uso preferenziale di questo vaccino, ricordo approvato per gli over 18, risponde al duplice obiettivo di proteggere la popolazione fragile e quella dove l'incidenza dei casi è stata maggiore».

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Confermato target 500mila dosi vaccini al giorno a fine mese

L’obiettivo di somministrare 500mila dosi al giorno di vaccino anti Covid è confermato, ha assicurato in conferenza stampa Draghi. Su Astrazeneca il crollo fiducia «è stato meno di quanto ci aspettavamo». I vaccini ci sono. «Se nel quarto trimestre avremo vaccinato i più anziani e fragili - ha detto il premier - questa preoccupazione di avere troppi vaccini la gestiremo molto bene. Il generale Figliuolo lavora a una rimodulazione del piano ma senza sostanziali modifiche», ha precisato Draghi.

«Sono molto incoraggiato dal clima che c'è. Non si possono addossare responsabilità a una parte sola: gli eventi sono stati molto complicati. Ora la fase è dirimente. Vaccinare nelle classi più esposte al rischio è interesse delle regioni per aprire la loro economia in sicurezza».

Sul blocco dei licenziamenti la posizione del governo è nota

Sul blocco dei licenziamenti, ha detto Draghi rispondendo a una domanda, «la posizione del governo è nota, prevedendo lo sblocco dei licenziamenti a giugno a seconda dei due tipi di ammortizzatori sociali e poi a ottobre».

Su Erdogan: «Con dittatori serve franchezza», Turchia convoca ambasciatore italiano

«Non condivido il comportamento di Erdogan nei confronti della presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Non condivido assolutamente Erdogan, credo che sia stato un comportamento inappropriato, mi è dispiaciuto moltissimo per l’umiliazione che la presidente della Commissione Europea ha dovuto subire», ha detto Draghi.

«Con questi dittatori, di cui però si ha bisogno - ha scandito Draghi - per collaborare uno deve essere franco nell’esprimere la propria diversità di vedute e anche pronto a cooperare per assicurare gli interessi del proprio Paese. Bisogna trovare l’equilibrio giusto».

Dopo queste dichiarazioni, in serata la Turchia ha convocato l'ambasciatore italiano ad Ankara, Massimo Gaiani, secondo quanto riferisce l’agenzia Anadolu.

«Condanniamo con forza le affermazioni senza controllo del primo ministro italiano Mario Draghi sul nostro presidente eletto» Recep Tayyip Erdogan, ha detto il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu.

Dl sostegni di dimensione maggiore rispetto all’ultimo

Il prossimo Dl sostegni avrà «una dimensione probabilmente più grande di quello passato», ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi nel corso della conferenza stampa. «Sullo scostamento è previsto che il ministro dell’Economia presenterà il Def, dove viene definito lo scostamento, poi sullo scostamento voterà il Parlamento. Quindi presenteremo il decreto sostegni. Se conterrà sostegni e misure economiche per le riaperture? Entrambi».

Almeno un mese in classe per studenti. Banda larga per tutti

L’obiettivo per il mondo della scuola è quello di riportare tutti in classe, chiudendo l’anno in presenza. «Io voglio vedere le prossime settimane di riaperture, a cominciare dalle scuole. Obiettivo deve essere quello di dare ai ragazzi l’opportunità di almeno un mese in classe, chiudere assieme l’anno», ha sottolineato il premier.«Sulla didattica a distanza ognuno può avere l'opinione che vuole, ma è meglio di niente», ha detto Draghi. Banda larga per tutti? «Digitale è tra priorità, c’è l’impegno del governo».

Pronti ad accogliere turisti con certificato vaccinale

«Siamo pronti ad accogliere tutti i turisti che abbiano un certificato vaccinale», ha sottolineato il presidente del Consiglio in conferenza stampa. «Bisogna procedere rapidamente nel nostro interesse ad avere un certificato vaccinale. Più che preoccuparsi delle complicazioni di carattere etico cominciamo a farlo», ha detto il presidente del consiglio.

Le prossime settimane saranno di riaperture, non di chiusure. «La stagione turistica? Non ho una data per le riapertura, dipende dall’andamento dei contagi e delle vaccinazioni», ha detto il premier. «Garavaglia dice aperture il 2 giugno? Magari anche prima», ha risposto Draghi. «Non diamo per abbandonata la stagione turistica, tutt'altro».

Draghi ha ricordato di aver visto Salvini, i presidenti di Regione, Anci e Province. «Poi ho visto anche Bersani stamattina, in un equilibrio del tutto casuale. É normale chiedere le riaperture, sono le miglior forme di sostegno».

Sputnik: vediamo cosa dice Ema, poi si possono fare contratti

«Sullo Sputnik vediamo cosa dice l'Ema», se arriva il via libera «si possono fare benissimo questi contratti. Ma ci hanno detto che le capacità produttive sono molto limitate, dosi non interessanti per un paese e se gli accordi verranno rispettate l'Italia avrà tutte le dosi che servono. Bisogna poi vedere se Sputnik si presta ad essere adattato in presenza di varianti, che inevitabilmente verranno fuori. Ancora: la produzione dello Sputnik dovrebbe venire nel 40% in Russia», ha detto Draghi. Il resto «in siti internazionali. Questo per rimarcarvi la complessità della scelta, ma non c'è una proibizione. Dal punto di vista legale non ci sono problemi, se la Germania sta procedendo con dei contratti sta facendo una cosa legale».

Alitalia: Ita avrà una forte discontinuità

Draghi ha risposto a domande su Alitalia. «Il punto centrale è creare una società che si chiamerà Ita che avrà una forte discontinuità con la vecchia Alitalia. A me dispiace moltissimo che non si chiamerà più Alitalia, ora stanno trattando sul logo», ha detto il premier.

«Siamo in piena trattativa tra i ministri e la Commissione: non possiamo accettare asimmetrie ingiustificate. Se ci sono ragioni per maltrattare Alitala le vedremo, ma non accetteremo discriminazioni arbitrarie. Ora il punto centrale è creare una società che si chiamerà Ita, che avrà una discontinuità con il passato. Mi spiace che non si chiamerà più Alitalia: come una famiglia un po' costosa ma una di famiglia. Ora serve partire immediatamente con la stagione estiva, con una società nuova, forte che si regga sulle sue ali, senza sussidi. Speriamo in un esito positivo con la Commissione».

Sul Golden power sono d’accordo con Giorgetti

«Sul Golden power sono d’accordo con il ministro Giorgetti: va usato quando è necessario ed è previsto dalla legge. É un uso di buon senso del golden power», ha detto il premier rispondendo a una domanda nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Recovery: pacchetto di investimenti molto ambizioso

Prima della conferenza stampa Draghi aveva avuto un incontro con gli enti locali. Il Piano nazionale di rilancio e resilienza è «un pacchetto di investimenti molto ambizioso e un pacchetto di riforme» che va a coprire gli anni tra il 2021 e il 2026, ha detto Draghi. «Un’opportunità che dobbiamo cogliere», in particolare quella della transizione ecologica e digitale. «Dobbiamo essere consapevoli - ha sottolineato - della portata storica di questo piano, è un'occasione unica» per migliorare le scuole e modernizzare la burocrazia. «É importantissimo spendere e spender bene».

Al tavolo con il governo c’erano regioni, Anci e Upi. Per il governo presenti il premier Mario Draghi, il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini, il ministro dell'Economia Daniele Franco, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il ministro della Salute Roberto Speranza, il ministro della Pa Renato Brunetta.

In alcune aree il piano è il forte discontinuità col precedente

«Molti si chiedono se questo Piano sia in continuità o meno con il precedente: è certamente in continuità in alcune aree dove la discontinuità non aveva nessun motivo di esserci, ed è in forte discontinuità in altre aree». E ha sottolineato come la fibra ottica dovrà essere su tutto il territorio nazionale, soprattutto al Sud.

Le tre priorità: giovani, parità di genere e Sud

Tre le priorità trasversali del piano: Giovani, Parità di genere e Sud. Sei le missioni: Digitalizzazione, Transizione Ecologica, Infrastrutture, Istruzione e Ricerca, Inclusione e Coesione e Salute. Per quanto riguarda la digitalizzazione, Draghi ha detto che «puntiamo a una diffusione capillare della fibra ottica su tutto il territorio e in particolare nel Mezzogiorno. Sosteniamo i settori culturali e creativi del Paese, duramente colpiti dalla pandemia. L’idea, per esempio, è quella di rendere le imprese del settore turistico più competitive, e permettere loro di digitalizzare i propri servizi. Nell'ambito della transizione ecologica, poi, investiamo nella tutela del territorio e delle risorse idriche. Obiettivo è prevenire e contrastare gli effetti del cambiamento climatico sui fenomeni di dissesto idrogeologico e accelerare, in maniera decisa, la ricostruzione nelle aree che hanno subito gravi eventi sismici negli ultimi decenni. Per quanto riguarda le infrastrutture, si interverrà sulle ferrovie, e in particolare nell'alta velocità verso il Sud per merci e passeggeri e nell'alta velocità che collega il Nord all'Europa».

Previsto il rafforzamento delle linee ferroviarie regionali e dei nodi metropolitani, con particolare attenzione all'elettrificazione delle linee meridionali e alla modernizzazione delle stazioni ferroviarie. Il piano per le strade include la manutenzione di numerosi ponti, viadotti e gallerie, ad esempio sulle autostrade A24 e A25 che attraversano l'Italia da Est a Ovest.

Potenziare asili e istituti professionali

Nell'ambito della missione “Istruzione e ricerca” del Pnrr si punta a potenziare l'offerta di asili nido e scuole materne, che sono fondamentali per raggiungere una vera parità di genere. Per i giovani, ha spiegato Draghi, rilanciamo gli istituti di formazione professionale (ITS) e ampliamo l'accesso a sussidi, alloggi e sgravi fiscali per i ragazzi meritevoli in condizioni economiche e sociali difficili. «Dobbiamo investire di più - ha detto il premier - in ricerca e sviluppo, e incentivare i privati a fare lo stesso, soprattutto in quei contesti, come il meridione, dove la domanda di innovazione è ancora carente».

Aiutare donne e giovani per posti lavori dignitosi

Gli interventi per la coesione e l'inclusione vogliono aiutare in particolare donne e giovani a trovare posti di lavoro dignitosi e ben retribuiti. Dobbiamo rafforzare, ha spiegato Draghi, i servizi per l'impiego, investire nell'apprendistato, promuovere la creazione di imprese femminili.Fra le priorità del governo anche quella di aiutare le fasce più povere della popolazione, che sono spesso le più esposte alla pandemia. Poi rigenerazione dell’edilizia residenziale pubblica e sociale.

Sanità: sostituire le tecnologie obsolete negli ospedali

Sul fronte della sanità il premier ha sottolineato come il piano rafforzi le strutture e i servizi sanitari di prossimità, che hanno dimostrati gravi carenze durante la pandemia. E ha sottolineato che si interverrà anche per sostituire le tecnologie obsolete negli ospedali, migliorando anche i sistemi informativi sanitari.

La governance e le principali direttrici

Il premier ha puntato l’attenzione su due aspetti del Piano: la sua governance e le sue principali direttrici.

Ha ricordato che il modello organizzativo del Pnrr prevede due livelli, strettamente legati tra di loro. Da una parte la struttura di coordinamento centrale che supervisiona l’attuazione del piano ed è responsabile dell’invio delle richieste di pagamento alla Commissione europea, a seguito del raggiungimento degli obiettivi previsti. E accanto a questa struttura di coordinamento, agiscono una struttura di valutazione e una struttura di controllo.

Le amministrazioni sono invece responsabili dei singoli investimenti e delle singole riforme. E mandano i loro rendiconti alla struttura di coordinamento centrale, per garantire le successive richieste di pagamento alla Commissione europea.

Task force locali

Draghi ha sottolineato che il governo intende inoltre costituire delle task force locali che aiutino le amministrazioni territoriali a migliorare la loro capacità di investimento e a semplificare le procedure. La supervisione politica del piano è affidata a un comitato istituito presso la Presidenza del Consiglio a cui partecipano i ministri competenti.

Le funzioni degli enti territoriali

Quattro le funzioni degli enti territoriali: Regioni ed enti locali hanno la responsabilità attuativa delle misure loro assegnate. Le regioni supervisionano i progetti gestiti dagli enti locali e si assicurano che siano coerenti con le altre politiche regionali di sviluppo.Gli enti territoriali partecipano alle strutture di sorveglianza del piano e contribuiscono alla sua corretta attuazione.Infine, beneficiano degli interventi di assistenza tecnica e di supporto operativo che arrivano dalle task force.

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