Il Pnrr

Recovery Fund, 20 miliardi al superbonus ma solo 5 per la miniproroga 2022

Una quota di 15 miliardi sarebbe sostitutiva delle risorse nazionali già stanziate per il 2021. M5s pronto a dare battaglia. Il comitato tecnico di valutazione lavora per finire il piano da portare al Cdm.

di Giorgio Santilli

(AdobeStock)

3' di lettura

Il Comitato tecnico di valutazione (Ctv), struttura a guida Mef e Ragioneria, sta ultimando il Recovery Plan. È la versione che andrà all’esame del Cdm, probabilmente la prossima settimana se le nubi politiche sollevate soprattutto da Italia Viva si saranno diradate (ma c’è anche un’ipotesi, al momento del tutto improbabile, di accelerazione del Cdm a oggi o domani). Il Ctv dettaglia e corregge, lima e aggiusta le cifre uscite lunedì scorso da Palazzo Chigi sulla ripartizione dei 196 miliardi del piano fra sei aree, 17 cluster e 52 linee di intervento. Dentro queste scatole ci sono già numerosi progetti più che abbozzati.

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Il risultato finale di questo lavoro, vorticoso in queste ore, sarà la base della discussione politica in Cdm. Non mancheranno obiezioni, proposte di correzione, capitoli su cui lo scontro nella maggioranza sarà aperto. Tra questi ci sarà il Superbonus per cui il Parlamento ha chiesto con risoluzione votata all’unanimità una proroga fino al 2024. Finora il Mef è stato prudente: in legge di bilancio di questa proroga non c’è traccia e il termine è fermo al 31 dicembre 2021. Lo stesso ministro Gualtieri ha però sempre detto che la proroga sarebbe stata finanziata con il Recovery Fund.

Bozze e indiscrezioni - impossibile trovare conferme perché il lavoro del Ctv è riservatissimo come lo è stato negli ultimi due mesi - parlano di 20 milirdi destinati al Superbonus 110%. Non sarebbe una piccola cifra - anche se le richieste del Mise erano di 40 miliardi - se non fosse che i tre quarti, i 15 miliardi, andrebbero a coprire la misura già finanziata per il 2021, mentre solo 5 miliardi sarebbero destinati alla proroga per il 2022. Una proroga corta, quindi: sei mesi o forse meno, stando alla somma che resterebbe utilizzabile a questo scopo.

Vedremo, insomma, per il Superbonus il film già visto sulle infrastrutture nei giorni scorsi e che si ripeterà per altre voci del Recovery: una parte delle somme destinate dal Pnrr finanzierà investimenti aggiuntivi (o «additivi» come dice la bozza) rispetto a quelle già finanziate con risorse nazionali mentre un’altra parte di risorse sarà sostitutiva. Il reale effetto dei singoli progetti (e la soddisfazione dei proponenti) passerà proprio per il confine fra queste due misure perché è evidente che i fondi sostitutivi non portano effetti concreti.

La bozza di Pnrr circolata, del resto, non lascia dubbi. Spiega a pagina 103 che tutti i 65,5 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto comprese nel Recovery Fund destinato all’Italia saranno destinati a investimenti «additivi», così come 40 miliardi dei 127,6 miliardi di prestiti che pure abbiamo deciso di acquisire integralmente.

Bozza del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr): leggi il documento completo

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La restante parte dei prestiti (87,6 miliardi) sarà invece «utilizzata per il finanziamento di investimenti e di altre misure che sarebbero altrimenti state supportate da risorse nazionali». Andrà cioè a sostituire risorse per sepse già iscritte nei «tendenziali» di bilancio. E infatti «per queste ultime - dice il testo - non si è stimato un impatto macroeconomico addizionale in confronto allo scenario tendenziale». L’effetto benefico si riverserà sui conti pubblici con risparmio sui costi dell’indebitamento «più bassi rispetto a quelli applicati sui titoli di Stato italiani». D’altra parte, già la Nadef aveva evidenziato che i prestiti finalizzati a investimenti aggiuntivi accresceranno deficit e debito.

Molte cifre del Piano sono suscettibili di variazioni in queste ore. Sul Superbonus il rischio di scontro è alto. M5s, che ha tra le sue fila il padre della norma, Riccardo Fraccaro, chiederà con forza il rispetto integrale della volontà parlamentare. Italia Viva e un pezzo di Pd probabilmente concorderanno.

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