La ripresa nella Ue

Recovery Fund, completata la ratifica dei 27 Paesi

di Beda Romano

(REUTERS)

2' di lettura

È ormai vicinissimo alla conclusione l’annoso processo di ratifica nazionale del provvedimento che permetterà alla Commissione europea di raccogliere denaro sui mercati per finanziare il nuovo Fondo per la Ripresa da 750 miliardi di euro. L’iter dovrebbe terminare nei prossimi giorni per consentire all’esecutivo comunitario di andare sui mercati possibilmente in giugno. Si rafforza quindi l’ipotesi che i primi esborsi avvengano prima della pausa estiva.

Secondo le ultime informazioni raccolte qui a Bruxelles ieri, 22 Paesi membri dell’Unione europea su 27 hanno completato la ratifica, e notificato l’avvenuta approvazione alle istituzioni comunitarie, come prevedono le regole europee. Cinque Paesi – Ungheria, Olanda, Romania e per ultimo proprio ieri l’Austria e la Polonia, quest’ultima in serata con un confuso voto in Senato – hanno completato l’iter parlamentare; devono ora soltanto notificare la loro decisione.

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Con la ratifica completa e unanime di tutti i Ventisette sarà possibile per la Commissione europea prendere a prestito sui mercati finanziari. In un tweet il commissario al Bilancio Johannes Hahn si è detto «fiducioso» che ciò possa avvenire «già in giugno». Molti temevano ostacoli dai Paesi membri più freddi all’idea di indebitarsi in comune. Invece, nei giorni scorsi, sia l’Olanda che la Finlandia hanno approvato il provvedimento.

«Una volta che il processo di ratifica sarà completato, la Commissione identificherà i momenti migliori per iniziare il prestito, prendendo in considerazione le condizioni di mercato così come i piani di emissione dei nostri partner in tutta l’Unione – spiegava ieri sera il portavoce comunitario Balazs Ujvari –. Il nostro obiettivo è di raggiungere una vasta gamma di investitori e ottenere condizioni di prezzo ottimali. La giusta tempistica è essenziale per raggiungere questo scopo».

Il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis ha detto sabato a Lisbona di sperare di effettuare i primi esborsi «durante l’estate». Al di là della raccolta del denaro, Commissione e Consiglio devono anche approvare i piani nazionali di rilancio: «Stiamo lavorando il più celermente possibile. Ma queste sono analisi complesse (...) Cercheremo di accelerare un po’ le cose. Ma vale la pena ricordare che anche il Consiglio ha bisogno di un mese per la sua valutazione».

Il denaro sarà utilizzato dai Paesi per finanziare riforme oltre che per sostenere l’economia.

Proprio ieri un sondaggio Eurobarometro ha rivelato che, a dispetto di un confuso e spesso inconcludente dibattito politico, una maggioranza di italiani è a favore di riforme per rafforzare la crescita economica: il 78% vuole misure nel mercato del lavoro, il 61% nel sistema pensionistico e previdenziale, il 73% nell’istruzione.

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