ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLe sfide di autunno

Recovery fund, conti pubblici, voto regionale e referendum: i 50 giorni terribili del governo Conte

A fine settembre Dl Agosto al Senato, presentazione della NaDef, voto risoluzioni e l’ok al piano italiano da 209 miliardi (con l’incognita Mes)

di Marco Rogari

(IMAGOECONOMICA)

4' di lettura

Raggiunto lo storico accordo sul Recovery Fund

Il calendario

Non ci sono solo la riapertura delle scuole e l’election day del 20-21 settembre, con l’esito del referendum sulla riduzione dei parlamentari, lungo il cammino che dovrà affrontare il governo nei prossimi 50 giorni. La fitta agenda di scadenze di finanza pubblica e di appuntamenti parlamentari in agenda potrebbe favorire più di un incrocio pericoloso per il “Conte 2” e la sua maggioranza, e, forse, creare i presupposti per un ingorgo nell’attività delle Camere. Di qui al 20 ottobre il governo è chiamato a chiudere la partita sul decreto semplificazioni e sulla manovrina estiva (Dl Agosto), a predisporre la Nota di aggiornamento al Def (NaDef), a definire il Recovery fund, recependo anche le indicazioni del Parlamento, degli enti territoriali e delle associazioni di categoria, e a mettere nero su bianco la prossima legge di bilancio.

I dossier sul tavolo

Un numero elevato di dossier che corrono il serio rischio di sovrapporsi visti i tempi stretti a disposizione e che dovranno fare i conti con l’incognita del Fondo salva-Stati. Il fantasma del Mes aleggia da settimane sullo sfondo delle decisioni via via prese da Palazzo Chigi e sarà una sorta di convitato di pietra al tavolo dove verrà definita la NaDef, che certificherà lo stato di salute del Paese dopo lunghi mesi di crisi. E che, sulla base delle nuove stime di crescita, deficit e debito, traccerà le coordinate su cui dovrà navigare la manovra autunnale.

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Primo incrocio il 1° settembre

Un primo incrocio si profila già martedì 1° settembre: in Aula al Senato è previsto l’approdo del decreto Semplificazioni (da convertire in legge entro il 14 dello stesso mese) che, alla luce dei nodi ancora da sciogliere in commissione, potrebbe slittare al giorno successivo; contemporaneamente i due rami del Parlamento daranno il via, con il lavoro congiunto delle commissioni Bilancio e Politiche della Ue, all’atteso ciclo di audizioni sull’individuazione delle priorità del Recovery fund.

Gentiloni in audizione

Il primo ad essere ascoltato sarà il commissario Ue per l’Economia, Paolo Gentiloni, che ieri via Facebook ha invitato a evitare di trasformare ogni scelta in diverbio tra i partiti. Come è noto, il piano italiano per utilizzare i 209 miliardi di aiuti Ue dovrà essere inviato a Bruxelles entro il 15 ottobre in parallelo al Documento programmatico di bilancio con cui dovrà essere fatta chiarezza su “poste” e misure principali della manovra autunnale.

A disposizione è rimasto un mese e mezzo per sfrondare gli oltre 530 progetti raccolti fin qui e recepire le indicazioni che arriveranno da dentro e fuori il Parlamento.

IL CALENDARIO PARLAMENTARE
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Ancora più stretti sono i margini per dare una fisionomia definitiva alla Nota di aggiornamento al Def, che, stando al calendario tradizionale, dovrebbe essere presentata al più tardi il 27 settembre, ma non è del tutto da escludere un piccolo slittamento. Il Governo dovrà indicare la nuova previsione del Pil e spera di non allontanarsi troppo da quota -9%, ovvero un punto in più del -8% stimato con il Def di aprile. Uno scenario che permetterebbe al deficit e al debito, che oggi viaggiano all'11,9% e al 157,6% sul vecchio tendenziale, di rallentare la corsa rendendo meno complicata la costruzione della manovra autunnale. Che dovrà essere pronta prima del 20 ottobre e collocata all’interno di una cornice chiara delle risorse utilizzabili: dai 27,4 miliardi di Sure per il capitolo lavoro di fatto già autorizzati dall’Unione europea, ai fondi da recuperare autonomamente per la riforma fiscale, decidendo se affrontare finalmente la giungla delle agevolazioni fiscali, fino al Mes sul quale a quel punto servirà una parola definitiva.

La manovra estiva

Un passaggio, quest’ultimo, che si dovrebbe consumare in un Parlamento già chiamato tra le fine di settembre e l’inizio di ottobre a pronunciarsi, con il voto sulle risoluzioni proposte, sulla NaDef impegnando il Governo su vari interventi prioritari per i quali, almeno al momento, una linea comune nella maggioranza non è stata ancora completamente tracciata. Ma prima di arrivare alla legge di bilancio il Governo dovrà portare a casa la manovra estiva. Il decreto agosto, che ha assorbito un’altra fetta da 25 miliardi dei 100 miliardi di deficit utilizzati dall’esecutivo per affrontare la crisi, dovrà essere tassativamente approvato delle Camere entro il 13 ottobre. In ballo ci sono modifiche per quasi 300 milioni.

E i relatori Daniele Manca (Pd) e Vasco Errani (Leu) sono già al lavoro. Ma il provvedimento a Palazzo Madama è di fatto fermo, in attesa delle tradizionali audizioni e, soprattutto, che cali il sipario sul Dl semplificazioni. Senza considerare che la maggioranza è alle prese anche con la legge elettorale, per la quale il Pd punta a ottenere il sì della Camera prima del 20 settembre ,e con il Dl sulla proroga dello stato d’emergenza legato alla pandemia da votare sempre a Montecitorio.Il termine per la presentazione degli emendamenti al Dl Agosto dovrebbe essere fissato il 12 ottobre, ma il testo, destinato ad essere rivisto solo dal Senato, non approderà in Aula prima della fine di settembre. In coincidenza. o quasi, con la presentazione della NaDef e con il perfezionamento del Recovery fund.

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