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Recovery fund: Austria e Olanda contro il piano franco-tedesco. Ecco la contro-proposta dei Paesi «frugali»

Dopo la proposta franco-tedesca, l’Austria guida l’opposizione dei «frugal four» a un fondo per la ripresa a base di prestiti. Ecco come sono schierati i vari paesi, inclusa l’Italia

di Alberto Magnani

Dall'Europa si' al Recovery Fund ma ora e' battaglia sugli aiuti

Dopo la proposta franco-tedesca, l’Austria guida l’opposizione dei «frugal four» a un fondo per la ripresa a base di prestiti. Ecco come sono schierati i vari paesi, inclusa l’Italia


4' di lettura

Quando ha comunicato l’intesa con Berlino per un fondo da 500 miliardi di euro, il presidente francese Emmanuel Macron ha spiegato che «non c'è accordo fra i 27 se prima non c'è un accordo franco-tedesco». Il titolare dell’Eliseo intendeva dire che il piano dovrebbe fare da sfondo per un accordo comunitario, ispirato dal quadro tracciato da Parigi e Berlino. Come i due leader sanno, non sarà così facile.

L’iniziativa franco-tedesca di Macron e Merkel si è scontrata, a tempo di record, con opposizione via Twitter del cancelliere austriaco Sebastian Kurz, sua volta portavoce di fatto dei cosiddetti frugal four: il blocco di quattro paesi del centro-nord Europa (Austria, Danimarca, Paesi Bassi, Svezia) ostili all’allargamento del budget 2021-2027 prima del coronavirus e diventati, ora, la principale spina nel fianco per un programma economico di risposta alla pandemia che includa mutualizzazione del debito e il ricorso ad aiuti a fondo perduto.

Cioè due tra i punti salienti della linea sposata da Francia e Germania, in teoria con l’obiettivo di mediare fra le varie posizioni emerse tra i 27.

Le parole chiave dei Frugal four: prestiti e riforme
È stato sempre Kurz ad annunciare che lavorerà a una contro-proposta rispetto all’accordo tra Francia e Germania insieme ai suoi omologhi del «club dei frugali».

La proposta dovrebbe essere svelata in tempi stretti e comunque, per ovvie ragioni, prima del 27 maggio: la data di presentazione del “vero” fondo per la ripresa da parte della Commissione, l’istituzione incaricata di fare sintesi fra le posizioni dei vari paesi in un’unica proposta poi vincolata al via libera del Parlamento e dei capi di Stato e di governo riuniti nel Consiglio europeo.

Al momento non sono noti i dettagli, ma la linea-guida della proposta dovrebbe essere quella di favorire il ricorso ai prestiti invece che a «sovvenzioni a fondo perduto», contestando di fatto il cuore dell’iniziativa franco-tedesca a vantaggio dei paesi più bisognosi. In una intervista a Oberösterreichische Nachrichten, un quotidiano austriaco, Kurz ha sottolineato il concetto in maniera anche più chiara: «La solidarietà si fa con i prestiti, non con contributi a fondo perduto», aggiungendo che si può «rilanciare l’economia europea senza passare per la mutualizzazione del debito».

Un’altra condizione fissata dai «frugali» è stata quella indicata dal premier olandese Mark Rutte: i prestiti ai paesi dovranno essere concessi solo in cambio di un piano di riforme dell’economia europea. «Se si richiede un aiuto - ha detto Rutte - è necessario attuare riforme di vasta portata in modo da poter essere autosufficienti la prossima volta».

La lettera di Conte e il fronte trasversale per l’«unità europea»
All’estremo opposto dei frugal four ci sono i paesi che spingono proprio per la misura più avversata da Kurz: uno «sforzo comune» perla Ue, cioè la mutualizzazione del debito sotto forma di bond emessi a livello comunitario. In un intervento sulla portale Politico.eu, il premier Giuseppe Conte ha ricordato di come la sua lettera al numero uno del Consiglio europeo Charles Michel in favore dei cosiddetti coronabond avesse ottenuto l’adesione di otto paesi (Belgio, Francia, Grecia, Irlanda, Lussemburgo, Portogallo, Slovenia e Spagna).

Conte, assestando una stoccata diretta anche ai paesi che «vogliono un budget Ue modesto», invita la Commissione a stendere un piano anche più ambizioso di quello tratteggiato da Parigi e Berlino. L’intervento non esplicita la dimensione attesa per il recovery fund, anche se Italia e Spagna si erano espresse a favore di un fondo di almeno 1000 miliardi da sommare ai circa 1000 già previsti nel budget comunitario 2021-2027.

Quanto alla modalità di erogazione degli aiuti, il premier italiano insiste sul ricorso ai «grants», le sovvenzioni, criticando gli «stereotipi» sulla spaccatura Nord-Sud Europa ed evidenziando come la caduta verticale dell’economia Ue richieda una risposta congiunta fra i 27.

La Commissione, il lavoro di sintesi e la lunga estate di von der Leyen
Alla Commissione europea, il braccio esecutivo della Ue, spetta il compito meno facile: presentare il suo piano di recovery fund entro il 27 maggio, con un inevitabile lavoro di mediazione fra le posizioni espresse dai singoli paesi o gruppi di paesi. Il suo testo dovrà poi passare per il via libera del Parlamento europeo e del Consiglio, cioè dei leader di stato e di governo comunitari , facendo presagire un’estate tumultuosa a Bruxelles.

Valdis Dombrovskis, il vicepresidente della Commissione con delega all’economia, ha già fatto emergere pubblicamente la linea dell’esecutivo: il recovery fund dovrebbe ammontare a 1000 miliardi di euro, con un compromesso tra prestiti e sovvenzioni che cerca di accontentare i due estremi nella contesa su come far fruire la «solidarietà» della Ue alle economie più in sofferenza nella crisi innescata dal Covid-19.

Dombroskis ha sottolineato che «non si tratterà di un copia-incolla» rispetto alla proposta di Francia e Germania, rispondendo così in anticipo alle obiezioni che gli sarebbero state mosse. Dombrovskis ha poi accolto, indirettamente, anche il pressing di Rutte per lo “scambio” fra prestiti e riforme. «Ci sarà un chiaro legame con le riforme, avrà diversi pilastri - ha detto - Finanzieremo pacchetti di riforme e investimenti degli Stati membri con il ‘semestre europeo e le raccomandazioni che fungeranno da guida nel preparare i piani nazionali di ripresa».

È probabile che Dombrovskis e soprattutto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, dovranno attendersi critiche più feroci il 27. Anche se il processo di approvazione del recovery fund inizierà solo allora e sarà, forse, anche più travagliato della sua stessa nascita.

PER APPROFONDIRE
Dombrovskis: piano da 1000 miliardi tra prestiti e sovvenzioni
Fondo per la ripresa, pregi e difetti della propoosta franco-tedesca

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    Alberto MagnaniRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, formazione, esteri, innovazione

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

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