A Roma

Recovery plan: oggi via libera di Bruxelles al piano italiano, von der Leyen da Draghi

La presidente dell'esecutivo comunitario Ursula von der Leyen sarà a Roma per consegnare direttamente nelle mani del premier Mario Draghi le conclusioni della Commissione

di Beda Romano

Ursula von der Leyen (Afp)

2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - Sarà approvato ufficialmente martedì dalla Commissione europea il piano nazionale di rilancio economico (noto con l'acronimo PNRR) che il governo italiano ha presentato alla fine di aprile. Nel contempo, la presidente dell'esecutivo comunitario Ursula von der Leyen sarà a Roma per consegnare direttamente nelle mani del premier Mario Draghi le conclusioni comunitarie, che secondo le informazioni circolate qui a Bruxelles sono positive.

Il piano, propedeutico all'uso del denaro proveniente dal Fondo per la Ripresa, consentirà all'Italia di ricevere dalle autorità comunitarie circa 70 miliardi di euro in sussidi e circa 120 miliardi di euro in prestiti. Secondo la legislazione europea che regolamenta l'esborso del denaro, una prima quota pari al 13% del totale sarà versata al paese, svincolata da qualsiasi progetto o provvedimento. Si tratta a conti fatti per l'Italia di un versamento di circa 25 miliardi di euro, attesi almeno in parte in luglio.Concretamente, la Commissione europea presenterà martedì una proposta di decisione attuativa che il Consiglio dovrà approvare nel giro di un mese.

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Gli 11 criteri di Bruxelles

Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, la valutazione dell'esecutivo comunitario, che dovrebbe essere fatta propria dallo stesso collegio dei commissari, è positiva. Bruxelles ha 11 criteri con i quali analizzare i piani nazionali di rilancio economico.Tra i parametri, ci sono il rispetto delle raccomandazioni-paese; il contributo all'occupazione, alla crescita e alla transizione ecologica; l'impegno a non danneggiare l'ambiente e ad avere un impatto durevole sull'economia nazionale; l'obiettivo di aiutare la transizione digitale; regole efficaci per monitorare l'applicazione del piano nazionale di rilancio economico; le giustificazioni relative ai costi; così come la coerenza intrinseca dello stesso piano di rilancio.

Massimo dei voti in 10 casi su 11

Nel valutare i vari criteri, Bruxelles può dare tre voti: A, B e C, dal meglio al peggio. Secondo le informazioni circolate, l'Italia avrebbe ottenuto il voto migliore, vale a dire A, in 10 criteri su 11. Solo per quanto riguarda il criterio relativo ai costi, ha ottenuto B. Secondo il regolamento, ciò significa che l'Italia avrebbe fornito “in misure moderata” informazioni sufficienti a dimostrare che l’importo dei costi totali stimati è in linea con la natura e il tipo delle riforme e degli investimenti previsti.La stessa valutazione è stata riservata ai piani nazionali approvati finora. La settimana scorsa sono stati licenziati i piani di Portogallo, Spagna, Grecia, Danimarca e Lussemburgo. Oggi sono stati approvati i piani di Slovacchia, Austria e Lettonia. Martedì toccherà oltre all'Italia, anche alla Germania e al Belgio.

Lagarde: fondo Ue pionieristico

Parlando al Parlamento europeo, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde ha spiegato che il Fondo per la Ripresa rappresenta “una doppia sfida”.«In primo luogo - ha precisato la signora Lagarde - sarà fondamentale per sostenere la modernizzazione dell’Europa evitando politiche pro-cicliche. In secondo luogo, è un progetto pioneristico ed emblematico. Se dovesse fallire ciò avrebbe ripercussioni sull’entusiasmo e il sostegno di molti, anche dei mercati finanziari». Sul fronte di politica monetaria, la banchiera centrale ha aggiunto che «la Banca centrale europea ha ancora spazio per tagliare i tassi d’interesse, se dovesse essere necessario».

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