Opinioni

Recovery Fund, ecco gli errori da evitare

Utilizzare i fondi Ue in chiave meramente anticiclica sarebbe miope

di Guntram B. Wolff

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(EPA)

Utilizzare i fondi Ue in chiave meramente anticiclica sarebbe miope


3' di lettura

Alla fine di luglio il Consiglio europeo ha creato il Fondo per ripresa dell’Unione europea, il cosiddetto Recovery Fund, un nuovo importante strumento politico che potrebbe aumentare sostanzialmente la stabilità dell’Ue. Per la prima volta l’Unione prenderà in prestito e pagherà grandi somme a titolo di sovvenzioni. Ma l’accordo del Consiglio manca di una strategia chiara per garantire che il denaro aumenti la crescita inclusiva e sostenibile e sia ben speso. Questa lacuna deve essere colmata, perché, se sprecato, il Recovery Fund sarà delegittimato. I negoziati in corso tra il Parlamento europeo, la Commissione e il Consiglio rappresentano un’opportunità di miglioramento e dovrebbero concentrarsi su tre punti cruciali.

1 Stabilire chiaramente l’obiettivo di una crescita sostenibile. L’attuale attenzione alla rapidità di erogazione suggerisce che i responsabili politici sperino ancora che i fondi dell’Ue possano svolgere un ruolo anticiclico, ma questo non funzionerà. Il Consiglio vuole impegnare il 70% dello strumento principale, il Fondo per la ripresa e la resilienza (Rrf), nel 2021-2022, ma solo un quarto degli esborsi è previsto per questi due anni. Tutti i Paesi dell’Ue possono accedere immediatamente ai mercati e prendere in prestito. I bilanci nazionali possono e devono essere utilizzati per sostenere le economie che subiscono gli effetti immediati della pandemia. I fondi dell’Ue, nel frattempo, dovrebbero essere parte di una strategia a medio termine focalizzata sull’impatto della spesa. Ciò fornirà una certa protezione contro i danni permanenti al potenziale di crescita dell’Europa che il Covid-19 lascerà probabilmente sulla sua scia.

2 Come spendere su investimenti che diano impulso a una crescita sostenibile. Le conclusioni del Consiglio europeo di luglio includono alcune vaghe dichiarazioni sul collegamento dei fondi Ue al semestre europeo, il processo annuale dell’Ue per orientare gli Stati membri verso una crescita inclusiva e sostenibile e la trasformazione digitale. Ma il semestre europeo si è rivelato un processo burocratico piuttosto inefficace che i Paesi dell’Ue troppo spesso ignorano. È facile capire come un tale processo possa innescare un approccio dal basso verso l’alto guidato da interessi particolari nei Paesi dell’Ue, in cui i piani di spesa sono etichettati “verdi, sociali e digitali” e sono inviati a Bruxelles dando luogo a grandi pagamenti con scarsi benefici. Mentre la progettazione del fondo di ripresa, con il suo focus predominante sulla Rrf, mette i governi nazionali al comando, condizioni chiare sono ancora cruciali per il raggiungimento degli obiettivi di crescita sostenibile. Un recente studio propone di utilizzare i fondi di ripresa per importanti riforme strutturali, ad esempio nel sistema educativo, nell’efficienza della pubblica amministrazione e negli obiettivi climatici. Il nuovo finanziamento dell’Ue è un’opportunità unica per vere e proprie riforme strutturali.

3 Investimenti “di qualità” richiedono una buona governance, quindi il monitoraggio affinché la spesa raggiunga i suoi obiettivi e sia libera dalla corruzione. Sfortunatamente, i finanziamenti dell’Ue hanno un passato ambivalente, rispetto alla prevenzione della corruzione. Studi accademici hanno confermato che le grandi quantità di denaro spese per la politica agricola comune non sempre raggiungono gli obiettivi verdi dell’Europa, nonostante le ripetute affermazioni del contrario. L’attuale governance dei fondi Ue può essere considerata inadatta al raggiungimento degli obiettivi politici dichiarati. Il Parlamento europeo insiste giustamente su una forte voce in capitolo. È necessaria una migliore procedura di “cartellino rosso” per fermare i pagamenti nel caso in cui il denaro non raggiunga i fini politici dichiarati. Il processo proposto prevede che la Commissione chieda il parere del Comitato economico e finanziario per sapere se gli obiettivi politici dei fondi sono stati raggiunti, ma se anche solo un Paese dissente, la questione sarà deferita al Consiglio europeo. Invece di un dibattito intergovernativo, è necessaria una reale responsabilità politica per garantire che vengano presi in considerazione gli interessi dell’Ue nel suo complesso. Il Parlamento dovrebbe insistere per ricevere relazioni regolari dalla Commissione; dovrebbe tenere audizioni con il Commissario coinvolto per garantire la trasparenza e la responsabilità pubblica e dovrebbe affidare alla Corte dei conti europea e all’Olaf, l’Organo europeo di controllo della corruzione, il monitoraggio delle spese.

L’Europa non può permettersi di sprecare le sue risorse.

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