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Recovery Fund: accordo ostaggio del veto di Polonia e Ungheria

La crisi è scoppiata lunedì, ed è ancora presto per risolvere la questione: “Dobbiamo continuare le discussioni per trovare un compromesso”, ha detto in una conferenza stampa alla fine della riunione il presidente del Consiglio europeo Charles Michel

di Beda Romano

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Il premier Conte e il presidente del Consiglio europeo Michel al summit Ue in videoconferenza (Ansa)

La crisi è scoppiata lunedì, ed è ancora presto per risolvere la questione: “Dobbiamo continuare le discussioni per trovare un compromesso”, ha detto in una conferenza stampa alla fine della riunione il presidente del Consiglio europeo Charles Michel


2' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - Ci vorrà ancora tempo per risolvere la clamorosa crisi scoppiata tra i Ventisette dopo che Ungheria e Polonia si sono opposti all'adozione del bilancio comunitario per protestare contro un nuovo meccanismo che condiziona l'esborso dei fondi comunitari al rispetto dello stato di diritto. La giornata di giovedì ha ribadito il braccio di ferro.

I capi di Stato e di governo hanno tenuto giovedì sera una riunione in teleconferenza, come ormai avviene una volta al mese da quando è scoppiata l'epidemia influenzale. Esponenti politici avevano avvertito che non vi sarebbero state novità. La crisi è scoppiata lunedì, ed è ancora presto per risolvere la questione: “Dobbiamo continuare le discussioni per trovare un compromesso”, ha detto in una conferenza stampa alla fine della riunione il presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

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Si cerca una via d’uscita

Secondo le informazioni raccolte a margine dell'incontro, sia il premier polacco Mateusz Morawiecki che la sua controparte ungherese Viktor Orbán hanno preso la parola. La discussione è stata però breve, 30 minuti circa. C'è il desiderio degli altri paesi per ora di “lasciare sbollire i riottosi”, osserva un osservatore bruxellese. Si discutono comunque possibili soluzioni, come per esempio dichiarazioni a margine del provvedimento legislativo. “Si vuole essere innovativi, creativi”, assicura un funzionario europeo, per giungere a una soluzione “il più presto possibile”.

Possibile ok Ema a vaccino a dicembre

I Ventisette hanno anche discusso della crisi sanitaria. Mentre il nuovo confinamento sembra mostrare i primi effetti positivi, i paesi membri vogliono mettersi d'accordo sull'uso dei test rapidi antigenici per facilitare i viaggi, così come coordinarsi nel levare le misure restrittive e nel gestire le prossime campagne di vaccinazione, una sfida logistica per molti governi. “Secondo l'agenzia europea del farmaco, un benestare all'uso dei vaccini potrebbe giungere nella seconda metà di dicembre”, ha detto la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Tempi stretti per accordo con Londra

Infine, la teleconferenza è giunta mentre Bruxelles e Londra stanno negoziando il trattato di partenariato (circa 1.800 pagine) con il quale gestire i rapporti dell'Unione europea con la Gran Bretagna, una volta questa uscita dal mercato unico e dall'unione doganale alla fine dell'anno. Il capo-negoziatore comunitario Michel Barnier ha annunciato che una persona è stata contagiata dal virus influenzale nella squadra dei negoziatori europei. I negoziati continueranno online. I tempi sono strettissimi per giungere a un accordo entro fine anno, e per ora i nodi sempre gli stessi: accesso al mercato unico e regolamentazione della pesca.

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