analisila gestione dei piani

Recovery, governance Ue in mano ai Governi più che ai Parlamenti

Le assemblee sono quasi sempre coinvolte ma non in maniera così incisiva come previsto invece in Italia

di Gerardo Pelosi

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(EPA)

Le assemblee sono quasi sempre coinvolte ma non in maniera così incisiva come previsto invece in Italia


4' di lettura

Sono quasi sempre i Governi attraverso i ministeri delle Finanze o dei Fondi europei a guidare in prima battuta le “governance” dei cosiddetti PNRR (piani nazionali di ripresa e resilienza) che dovranno essere presentati a Bruxelles entro aprile per potere utilizzare i fondi previsti dal Next Generation Ue (750 miliardi di euro, 209 solo per l'Italia). Anche il Parlamento è quasi sempre coinvolto ma non in maniera così incisiva come previsto invece in Italia. Task force sono previste in Grecia e in Portogallo. L'interlocuzione investe spesso anche realtà regionali e questo è vero soprattutto per la Spagna che, con le nuove stime sul Pil del 2020 sarà il Paese Ue ad ottenere la quota più alta del Recovery e Resilience Facility: 69,52 miliardi rispetto ai 68,89 dell'Italia. Ed ecco, in dettaglio, come funziona la “governance” dei Recovery Plan negli altri Paesi europei.

Germania

Il Governo non intende prendere prestiti ma solo la componente di sussidi per 23,6 miliardi. Il 16 dicembre il Governo di Berlino ha approvato il PNRR tedesco. Il piano che sarà inviato formalmente a Bruxelles in aprile prevede sei aree prioritarie: transizione verde (42,7% delle risorse); digitalizzazione dell'economia e delle infrastrutture (20,3%); digital leaerning (4,9%); rafforzamento della coesione sociale (4,7%); rafforzamento del sistema sanitario (15,36%); modernizzazione della Pubblica amministrazione (11,9%). Al ministero federale delle Finanze (punto di contatto unico con la Commissione) sono attribuiti il coordinamento e la gestione operativa. Previsto un coordinamento “leggero” con la Cancelleria e i ministeri dell'Economia, del Lavoro, dell'Istruzione, della Ricerca e il Bundestag che non approverà formalmente il PNRR pur avendone validato i progetti inseriti già nella legge di bilancio 2021.

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Francia

Parigi chiede di utilizzare 40 miliardi dei 37 di sussidi e 168 di prestiti previsti dal Next Generation Ue. Il PNRR francese è ricompreso nel più ampio piano di ricostruzione “France Relance” presentato il 3 settembre. Un piano da 100 miliardi di euro (4% del Pil) su due anni entro il quale rientrano i 40 miliardi europei. France relance comprende circa 70 provvedimenti ripartiti su tre grandi pilastri: transizione ecologica (30 miliardi); competitività delle imprese (34 miliardi), coesione sociale e territoriale (36 miliardi). France relance sarà coordinato dal primo ministro Castex in collaborazione con l'Alto commissario per il piano Bayrou. Il PNRR francese sarà seguito dal ministero delle Finanze.

Spagna

Per un peggioramanto delle stime sul Pil spagnolo del 2020 la Spagna riceverà dal fondo di Recovery e Resilience facility dell'Ue 10,36 miliardi di euro in più di sovvenzioni rispetto a quanto previsto nel piano iniziale. Si tratta di un aumento del 17% che porta il totale da elargire a 69,52 miliardi e fa del Paese iberico il primo beneficiario del pacchetto di Next Generation Eu, superando l'Italia che avrà 68,89 miliardi (comunque in aumento rispetto ai 65,45 iniziali). Il prossimo bilancio spagnolo stanzierà 27,4 miliardi per anticipare le esigenze di finanziamento del PNRR spagnolo che nel triennio 2021-2023 mobiliterà 72 miliardi di fondi europei (tra 50 di sussidi e 84 di prestiti). Quattro i pilastri del piano spagnolo: transizione ecologica, transizione digitale, uguaglianza di genere, coesione sociale e territoriale. Il primo ministro Sanchez coordinerà impostazione e attuazione del Piano nazionale con una commissione interministeriale e un gruppo di lavoro tecnico alla Moncloa. Dal 1° gennaio il Governo spagnolo ha previsto una nuova forma di controllo su tutti i finanziamenti europei (non solo il PNRR) sotto la guida del primo ministro. Per le imprese interessate è creato un apposito registro presso il ministero delle Finanze. Previsto il forte coinvolgimento degli enti territoriali e della Commissione mista Camera-Senato per l'Ue per garantire la partecipazione del Parlamento.

Polonia

L'importo massimo disponibile per la Polonia è di 23 miliardi di sussidi e 34 di prestiti. Il PNRR polacco è in fase di elaborazione da parte del Ministero dei Fondi e dello sviluppo regionale . Il governo prevede la consegna del PNRR nel primo trimestre di quest'anno. Presso il ministero dei Fondi sono stati istituiti otto gruppi di lavoro tematici per selezionare quanto pervenuto in otto progetti “ombrello” (innovazione, energia e ambiente, digitalizzazione, trasporto, infrastruttura, società, salite, coesione territoriale).

Grecia

L'importo richiesto dal Governo greco è di 29 miliardi di euro tra i 16 di sussidi e i 13 di prestiti. Una bozza del Piano nazionale greco è stata presentata alla Commissione e sottoposta a consultazione pubblica. Quattro le aree prioritarie: trasformazione verde (38% delle risorse); trasformazione digitale (13%); lavoro, formazione e coesione sociale (25%); investimenti privati e trasformazione istituzionale ed economica (24%). Il PNRR greco è seguito da una task force governativa e da un centro di coordinamento presso il Ministero delle Finanze.

Romania

L'importo richiesto è di 30,4 miliardi a valere sui 14 miliardi di sussidi e i 15 di prestiti. Il PNRR romeno prevede tre pilastri centrali: transizione verde (21 miliardi); servizi pubblici e sviluppo urbano (6,5 miliardi); competitività economica digitalizzazione e resilienza (5 miliardi). Il PNRR romeno è seguito dal Ministero per i Fondi europei.

Portogallo

Il Next Generation prevede per il Portogallo 13 miliardi di sussidi e 14 miliardi di prestiti ma il governo portoghese non intende chiedere prestiti almeno finché l'andamento del debito pubblico non lo consentirà. Il PNRR portoghese si concentrerà su tre macro aree di resilienza, transizione climatica e transizione digitale. Il Portogallo è stato il primo Paese Ue a presentare il piano nazionale e sono in corso incontri settimanali con la commissione e il Governo per finalizzare io Piano entro la fine di gennaio. Il PNRR portoghese è seguito da una task force con il coordinamento assicurato da uno steering committee presieduto dal primo ministro Costa.

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