IL COMITATO INTERMINISTERIALE

Recovery plan, Gualtieri: ok a linee guida, priorità alla scuola. Sulle banche: stabilità del sistema è molto alta

Conte incontrerà il 10 settembre a Palazzo Chigi i capigruppo parlamentari di maggioranza

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Da sinistra a destra, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il premier Giuseppe Conte (foto Ansa)

Conte incontrerà il 10 settembre a Palazzo Chigi i capigruppo parlamentari di maggioranza


3' di lettura

«Le priorità che abbiamo identificato» per il Recovery Plan sono «quelle della innovazione, della digitalizzazione, della sostenibilità ambientale, delle infrastrutture, della coesione sociale e territoriale. Abbiamo approvato le linee guida di questo grande piano, 209 miliardi che l'Italia avrà grazie all'impegno europeista del Governo». Così Roberto Gualtieri, ministro dell'Economia, sull'esito della riunione che si è tenuta questa mattina al Ciae. Gualtieri ha parlato a margine di un'iniziativa a Firenze col candidato del centrosinistra alla presidenza della Toscana, Eugenio Giani.

Banche: Gualtieri, stabilità del sistema è molto alta

La trasferta toscana è stata l’occasione per il responsabile dell’Economia per affrontare altri temi legati alle prospettive dell’economia italiana. Tra questi, la solidità del sistema bancario italiano che, ha ricordato Gualtieri, «è molto aumentata, come si vede dall'aumento dei coefficienti patrimoniali e dalla riduzione dei crediti deteriorati». Il ministro ha così risposto a chi gli chiedeva un commento sulla dichiarazione di Alberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, secondo cui il calendar provisioning della Bce è «una norma sbagliata» che può determinare «un disastro nel bilancio delle banche, non solo nostre». «Noi condividiamo il fatto - ha spiegato Gualtieri, a margine di una iniziativa elettorale a Firenze - che le norme che esistono, concepite per circostanze ordinarie, possano richiedere una verifica sui loro effetti in circostanze non prevedibili, come quelle in cui ci troviamo. Abbiamo già fatto degli interventi, per attenuare la prociclicità di alcune regole, in accordo con gli altri Paesi europei, e siamo pronti a discutere altri cambiamenti, se dovesse essere necessario».

Recovery plan: verso incontro di Conte con le forze di opposizione

Ma il tema più “di attualità” in queste ore è quello del Recovery Plan italiano. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha chiarito che l’esecutivo è aperto al dialogo con le opposizioni sui progetti da sviluppare con le risorse europee. Il premier incontrerà domani mattina, 10 settembre a Palazzo Chigi i capigruppo parlamentari di maggioranza. Sul tavolo, a quanto si apprende, le linee guida del Recovery Plan, approvate questa mattina dal Ciae.«Siamo già in fase molto avanzata. Abbiamo il tempo per interloquire con tutti», ha ricordato il capo del Governo in un intervento al road show sull'export. Si preannuncia una nuova girandola di incontri a Palazzo Chigi. Con Confindustria, con i sindacati, con i rappresentanti della società civile. Entro il 15 ottobre le linee guida del Recovery Plan finiranno in Parlamento.

La riunione del Ciae

Quella del Comitato Interministeriale per gli Affari europei guidato da Vincenzo Amendola è stata la prima riunione sul piano di riforme italiano da presentare a Bruxelles dopo la pausa estiva. Il vertice è stato presieduto dal premier Giuseppe Conte e ha visto la partecipazione di diversi ministri competenti sul dossier. La riunione ha registrato anche la partecipazione di Regioni e Province, nelle persone di Donatella Tesei e Michele De Pascale. L'obiettivo è tracciare un primo schema delle linee guida per il Recovery Plan che l'Italia, secondo il calendario previsto dalla commissione Ue, è tenuta presentare formalmente in Ue da gennaio ad aprile 2021. Conte ha spiegato che l’esecutivo punta a inviare il Piano con le schede progetto a gennaio.

Gualtieri, scuola sarà al centro

Ma che Recovery Plan sarà? A margine di un'iniziativa elettorale in provincia di Firenze, Gualtieri ha annunciato che «la scuola sarà al centro del Recovery Fund. L'istruzione, la cultura, la ricerca - ha aggiunto - sono missioni fondamentali che noi metteremo al centro del Recovery Fund. Capitale umano e formazione saranno gli ambiti fondamentali su cui investiremo; noi vogliamo delle scuole moderne, delle scuole sempre aperte, cablate con la banda larga, ecologicamente efficienti, delle scuole che rafforzino la loro capacità di essere un centro di formazione e anche dove i giovani possano passare il loro tempo, in tutto il Paese».

Di Maio, se non spendiamo Recovery Fund avremo fallito

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Tg2 Post su Raidue ha messo in evidenza che «sui progetti con cui dobbiamo spendere i soldi del Recovery Fund si gioca la credibilità dell'Italia. Siamo il primo Paese per numero di fondi e quindi tutti gli altri saranno attenti a vedere come li spendiamo. Se non saremo in grado di spendere tutti i soldi che arrivano l'Italia avrà fallito, non ci sarà un'altra occasione», ha detto.

Patuanelli, infondata narrazione su richiesta allungamento tempi

Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli in audizione davanti alla commissione Attività produttive della Camera ha sottolineato che del Recovery Plan «vi è una narrazione che oggettivamente non ha fondamento, su un ritardo o su una richiesta dilazione dei tempi, che non sono determinati dai Paesi membri ma dalla volontà della Commissione Ue. Noi eravamo pronti e - ha precisato - siamo pronti». Anche il ministro ha messo in evidenza, riferendosi al dialogo in atto tra Governo e Parlamento, che «non deve mancare con le forze di opposizione».

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