ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di più672,5 mld per ripresa e resilienza

Recovery fund, via libera del Parlamento Ue con il sì della Lega

Gli eurodeputati del Carroccio a favore del Recovery and Resilience Facility, l’asse portante del Recovery fund

di Alberto Magnani

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Il leader della Lega Matteo Salvini subito dopo le consultazioni con Draghi - Epa

3' di lettura

Si rafforza la virata “europeista” della Lega. I parlamentari Ue del Carroccio hanno votato in plenaria a favore del Recovery and Resilience Facility, il fondo da 672,5 miliardi di euro che rappresenta il cuore del cosiddetto Recovery fund (il testo). L’Eurocamera ha poi approvato il pacchetto con 582 voti favorevoli, 40 contrari e 69 astensioni. Ora il regolamento deve passare per il via libera formale del Consiglio, per poi entrare in vigore all’indomani della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Ue.

Il sì della Lega era stato annunciato al termine delle consultazioni fra il leader leghista Matteo Salvini e Mario Draghi. «Preso atto dell'impegno che non ci sarà alcun aumento della pressione fiscale, che la stagione dell'austerity è finalmente archiviata, che si ridiscuteranno i vecchi parametri lacrime e sangue e che si aprirà una stagione nuova per l'utilizzo dei fondi del Recovery, prendiamo l'occasione per riportare l'Italia protagonista - si legge nella nota - Voteremo a favore del Recovery Resilience Facility per dare concretezza alla fase nuova che sta per iniziare». L’esito delle votazioni è atteso per la mattina del 10 febbraio, visto che i tempi di scrutinio sono allungati dalla modalità di svolgimento in remoto dell’assemblea di Bruxelles.

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Fdi verso l’astensione, i malumori nel fronte sovranista

La presa di posizione segna un nuovo smarcamento della Lega dalle sue posizioni più conflittuali con Bruxelles, incluse quelle contro lo stesso pacchetto del Recovery fund. In una nota dello scorso 10 gennaio, firmata sempre da Zanni, Campomenosi e il responsabile economico del partito Alberto Bagnai, la Lega annunciava che i suoi eurodeputati si sarebbero astenuti dal voto sul regolamento.

A rimanere fermi sulla schede bianca sono i (futuri ex) alleati di Fratelli d’Italia. Gli eurodeputati del partito di Giorgia Meloni, che nella Ue appartiene alla famiglia dei Conservatori e riformisti, hanno polemizzato con gli «stucchevoli attacchi» in arrivo dai Cinque Stelle contro la linea del partito. «A Bruxelles - ha scritto in una nota Carlo Fidanza, capo delegazione di Fratelli d’Italia-Ecr al parlamento Ue - continuano gli stucchevoli attacchi del M5S a Giorgia Meloni e a Fratelli d'Italia, rei di dire agli italiani la verità su strumenti finanziari che, nati per sostenere la ripresa del tessuto produttivo colpito dalla pandemia, si stanno trasformando in qualcosa di diverso».

Al momento non è chiaro se il cambio di rotta della Lega possa inasprire gli screzi emersi in Identità e democrazia, la famiglia sovranista del Parlamento Ue che ospita al suo interno i 29 deputati del Carroccio eletti nel 2019. Jörg Meuthen, portavoce federale degli alleati di Alternativa per la Germania, si era espresso in maniera critica proprio su Draghi, bollandolo su Twitter come il «gran maestro del debito» pronto a «organizzare la distribuzione del denaro».

Un affondo respinto dallo stesso Zanni. «Se qualcuno all'estero critica il professor Draghi per aver difeso l'economia, il lavoro e la pace sociale europea, quindi anche italiana, e non solo gli interessi tedeschi, questa per noi non sarebbe un'accusa, ma un titolo di merito» aveva replicato con una nota. Le distanze fra i due si sono confermate nel voto dell’Eurocamera, con una spaccatura netta di Identità e democrazia fra il sì compatto degli eurodeputati leghisti, il no di quelli di Alternativa per la Germania e una quota abbondante di astensioni (24 in totale) espresse soprattutto dai deputati del Rassemblement national, il partito nazionalista di Marine Le Pen.

Da ambienti vicini alla Lega fanno sapere che non è all’ordine del giorno alcuno strappo con il gruppo di Identità e Democrazia e che la polemica con Meuthen si è chiusa senza conseguenze. A quanto scrivono i media europei, sembra improbabile anche un avvicinamento del Carroccio al gruppo di centro-destra del Ppe, prima famiglia politica dell’Eurocamera e asse portante della cosiddetta “maggioranza Ursula” imbastita insieme a socialisti e liberali.

Articolo aggiornato il 10 febbraio 2020 alle ore 9.40

Riproduzione riservata ©

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    Alberto MagnaniRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, formazione, esteri, innovazione

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

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