la commissione europea

Recovery Plan: «Almeno il 20% dei fondi per la transizione digitale». I paletti di Bruxelles

I piani nazionali devono perseguire sette obiettivi

dal nostro corrispondente Beda Romano

Recovery fund: ecco il piano del Governo

I piani nazionali devono perseguire sette obiettivi


3' di lettura

BRUXELLES – La Commissione europea ha proposto giovedì 17 settembre che almeno il 20% degli investimenti provenienti dal Fondo per la Ripresa (Recovery Fund) vada a finanziare la transizione digitale. La proposta è contenuta nelle linee-guida pubblicate dall'esecutivo comunitario e di cui i governi dovranno tenere conto nel preparare piani nazionali volti ad ottenere l'esborso del denaro. In tutto a disposizione dei paesi su questo specifico fronte saranno 672,5 miliardi di euro.

Von der Leyen: crescita sostenibile e inclusiva

«Gli Stati membri – spiega in un comunicato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen - necessitano di orientamenti chiari per garantire che i 672,5 miliardi di euro siano investiti sia per l'immediata ripresa economica dell'Europa, ma anche per una crescita sostenibile e inclusiva a lungo termine. Oggi presentiamo questa guida e siamo pronti a sostenere gli Stati membri nello sviluppo delle loro strategie nazionali».

La quota del 20% dedicata alla transizione digitale va ad aggiungersi al 37% riservato alla transizione climatica (tenuto conto anche del bilancio comunitario). Si legge nella documentazione della Commissione europea: la quota riservata al digitale deve servire a «investire nella diffusione della connettività 5G e Gigabit, sviluppare competenze digitali attraverso le riforme dei sistemi educativi ed aumentare la disponibilità e l'efficienza dei servizi pubblici utilizzando nuovi strumenti digitali».

I sette obiettivi da perseguire

Più in generale, spiega la Commissione europea, i piani nazionali devono perseguire sette obiettivi: promuovere l'energia pulita; migliorare l'efficienza energetica degli edifici pubblici e privati; sviluppare nuove tecnologie nei trasporti; rafforzare la rete di banda larga, in particolare 5G; digitalizzare la pubblica amministrazione, il settore giudiziario e sanitario; cavalcare l'economia dei dati; e adattare il sistema educativo alle nuove necessità. Punto di partenza sono le raccomandazioni-paese.

Nella sua comunicazione, Bruxelles ricorda che i piani nazionali saranno negoziati con le autorità comunitarie e dovranno essere oggetto di un via libera passo passo. I Ventisette hanno deciso che un comitato del Consiglio verrà chiamato a dare una sua valutazione. Nel caso ci fosse una «seria deviazione» rispetto agli impegni presi dai singoli governi, il presidente del Consiglio europeo potrà rinviare la questione ai capi di Stato e di governo.

Primi fondi nel primo semestre 2021

I primi fondi potrebbero essere sborsati nel primo semestre 2021. Le linee-guida comunitarie ribadiscono che la scadenza ultima in cui presentare il piano nazionale è il 30 aprile 2021, ma esorta i governi a illustrarne una bozza già il 15 ottobre.

La presa di posizione giunge mentre in Italia una classe politica litigiosa deve fare i conti con gli ardenti desideri di piccole e grandi entità pubbliche e private alla ricerca di denaro fresco. Bruxelles si ripromette di avere un atteggiamento occhiuto sull'uso del denaro, preso a prestito in comune sui mercati. Per esempio, tagli alle imposte sono possibili ma devono fare parte di precise riforme che semplifichino il sistema fiscale o allievino il costo del lavoro. L'obiettivo ultimo è di creare un circolo virtuoso tra investimenti e riforme.

Sempre sul modo in cui il denaro sarà speso, la Commissione si aspetta che i piani nazionali prevedano specifici meccanismi di controllo interno per evitare truffe o furti. Lo stesso esecutivo comunitario effettuerà un controllo ex post.

Valore complessivo di 750 miliardi

Il Fondo per la Ripresa ha un valore totale di 750 miliardi di euro, di cui 672,5 miliardi saranno distribuiti direttamente ai governi nazionali; più precisamente 312,5 miliardi di sussidi e 360 miliardi di prestiti (l'ammontare restante sarà distribuito via il bilancio comunitario). Nelle intenzioni comunitarie, l'obiettivo di questo strumento è doppio: aiutare la ripresa dopo lo shock provocato dall'epidemia influenzale e gettare le basi per una modernizzazione economica.

Per ora, la Commissione europea mette a disposizione una stima della distribuzione tra i paesi membri solo dei 312,5 miliardi di sussidi. In questo frangente, l'Italia avrà a disposizione 44,7 miliardi di euro provenienti dal primo pacchetto, che riguarda il 70% del totale, e altri 20,7 miliardi dalla seconda tranche, che riguarda il restante 30%. In termini assoluti, l'Italia è di gran lunga il paese che più dovrebbe beneficiare di questo nuovo strumento comunitario.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti