INCONTRO IN VIDEOCOLLEGAMENTO 

Recovery plan, Conte apre ai sindacati: «È migliorato, confronto sia intenso»

Il premier ha chiesto ai segretari generali di Cgil, Cisl e Uil un confronto intenso

Recovery, Conte: +3% Pil nel 2026. Restano tensioni nel governo

2' di lettura

Conte ha incontrato i sindacati e aperto a un «confronto intenso» sul Recovery plan. «Con il Recovery plan ci sarà una crescita significativa del Pil - ha poi aggiunto - ma anche degli indici di benessere. Contiamo di avere un impatto positivo per una crescita di almeno 3 punti in più nel 2026 rispetto a quella già prevista».

L’incontro con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil è stato in videocollegamento. Secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, il presidente del Consiglio ha sottolineato che il contributo dei sindacati sarà «valorizzato, perché questo passaggio che faremo con voi ci spingerà a modificare ulteriormente, per quanto necessario e opportuno, questo progetto». Conte lunedì vedrà le imprese. Il confronto con le forze sociali e imprenditoriali deve essere di grande aiuto per arricchire il Piano, ha aggiunto il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri: anche lui ha partecipato alla videoconferenza.

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Conte ai sindacati, voglio confronto intenso

«Oggi inizia il confronto con le parti sociali. Un confronto che vogliamo intenso e costruttivo. Abbiamo una versione aggiornata, oggettivamente migliorata, del Piano. Questo Piano deve servirci a liberare il potenziale di crescita dell'economia, a dare impulso alla produttività e all'occupazione». Così il premier, secondo quanto si è appreso. «Nei prossimi giorni si potranno definire tavoli di confronto per settori e missioni con i ministri direttamente interessati - ha aggiunto il capo dell’esecutivo -. L'Interlocuzione continuerà, questa è la strada giusta».

Gualtieri, fiducioso Recovery plan sarà trasformativo, 300 miliardi in 6 anni

Il ministro dell’Economia si è detto fiducioso che alla fine del percorso l'Italia sarà in grado di presentare in Europa un piano molto significativo con un impatto trasformativo in grado di colmare i gap infrastrutturali lungo tre assi verticali, digitalizzazione e innovazione, sostenibilità sociale e ambientale, equità e coesione sociale, e con tre grandi priorità trasversali: equità di genere, sostegno ai giovani e riequilibrio territoriale, a partire il Mezzogiorno. Gualtieri ha riferito che l'Italia è entrata nel Gruppo dei 15 paesi che hanno presentato una bozza del Piano e ora serve un doppio lavoro: un rigoroso confronto con la Commissione europea e una condivisione con il Paese. Il ministro ha ricordato che il Piano prevede il 70% delle risorse destinato a investimenti, con le risorse aggiuntive dei Pon e in connessione con la Manovra: complessivamente, usando un parametro come quello adottato dalla Francia - è stato il suo ragionamento - stiamo delineando un intervento da 300 miliardi nei prossimi sei anni.

Recovery: Catalfo, 3 mld per piano nuove competenze

All’incontro ha partecipato anche la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo. Secondo quanto si apprende, Catalfo ha messo in evidenza che il Governo intende adottare con il Recovery plan «un Piano strategico nazionale per le nuove competenze che sostenga il necessario riallineamento di competenze per il mantenimento dei posti di lavoro, le transizioni occupazionali e il supporto alla ricollocazione dei disoccupati». La ministra ha aggiunto che a questo programma «è dedicato un finanziamento di 3 miliardi che si aggiungono ai 3,1 del piano di potenziamento delle politiche attive. Sempre lungo questo percorso - ha aggiunto - si muovono il sostegno all'imprenditoria femminile, l'accrescimento delle competenze STEM e il potenziamento, con un finanziamento di 600 milioni, del sistema duale come canale importante di inserimento lavorativo dei giovani. Dobbiamo investire con forza nel nostro capitale umano».

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