I FONDI EUROPEI

Recovery Plan, Gualtieri: cuneo e sostegno famiglie per riforma fisco. Bankitalia: garantire impiego efficiente delle risorse

Il ministro dell’Economia è intervenuto in audizione davanti alle commissioni Bilancio e Politiche Ue del Senato e ha illustrato le riforme «di supporto» al piano italiano. Bankitalia: cruciale garantire un impiego efficiente delle risorse

Ripresa post-Covid, Gualtieri: "Spazio per calo tasse"

Il ministro dell’Economia è intervenuto in audizione davanti alle commissioni Bilancio e Politiche Ue del Senato e ha illustrato le riforme «di supporto» al piano italiano. Bankitalia: cruciale garantire un impiego efficiente delle risorse


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Si delinea la strategia fiscale del Conte due. «Si interverrà sul fisco attraverso un processo di riforma che si caratterizzerà principalmente per il taglio cuneo fiscale sul lavoro, la revisione complessiva della tassazione verso una maggiore equità, la lotta all'evasione e la revisione del sistema degli incentivi ambientali, di quelli per il sostegno delle famiglie e alla genitorialità e per la partecipazione al mercato del lavoro». Così il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in audizione sul Recovery Plan davanti alle commissioni Bilancio e Politiche Ue del Senato parlando delle riforme «di supporto» al piano italiano.

«I grants - ha poi chiarito il responsabile del Tesoro - sono i soldi che non danno deficit, aggiuntivi, si sommano a quel percorso programmatico indicato» nella Nadef (la Nota di aggiornamento del Def, ndr) del deficit al 7% rispetto al 5,7%»: si tratta «dell'1,3% di deficit e sopra questo ci metteremo la quota di grants aggiuntivi che saremo in grado di spendere l'anno prossimo, parliamo complessivamente di 15 miliardi aggiuntivi, per questo ho parlato di 40 miliardi» di espansione fiscale.

Nadef: due Manovre espansive, debito/Pil sotto 130% a fine decennio

Gualtieri ha fornito indicazioni sulla Nadef, attesa sul tavolo del Consiglio dei ministri lunedì 5 ottobre. «Il debito - ha affermato - segue un percorso tendenziale che lo vede al 158% nel 2020, in discesa al 155,8% tendenziale e al 158,6% programmatico nel 2021, ma prevediamo misure di bilancio e del Recovery espansive del deficit - che sarà il prossimo anno al 7% anziché al 5,7%, al 4,7% anziché al 4,1% l'anno successivo e al 3% nel 2023 anziché al 3,4% tendenziale - prevediamo che il combinato disposto delle misure porti a un sentiero di riduzione graduale del debito che sarà inferiore al livello pre-covid cioè sotto il 130% a fine decennio, è una strategia di riduzione credibile ma con sufficiente gradualità da renderla coerente con il sentiero di crescita, è fortemente credibile». Gualtieri ha citato le previsioni della Nadef, che imposta «due Manovre espansive».

Mes: Gualtieri, prestiti a tasso quasi zero, pesa su debito

Un passaggio dell’intervento di Gualtieri si è focalizzato sul Mes, tema divisivo all’interno della maggioranza in quanto segna una distanza tra Cinque Stelle da una parte, contrari ad aderire, e Pd, Italia Viva e Leu, che invece premono affinché l’Italia faccia richiesta per quei 36 miliardi, e li destini alla sanità pubblica. Nel Mes, ha spiegato il ministro, «non è stata eliminata la condizionalità ma è stata qualificata, altrimenti sarebbe stato illegale, la condizionalità è stata ricondotta all'utilizzo per finanziare spese relative al contenimento della pandemia, quindi in ambito sanitario. Non sono risorse a costo zero - ha aggiunto Gualtieri -, sono a interesse zero o quasi, sono prestiti quindi incidono e aumentano il debito pubblico, hanno un costo minore rispetto alle nostre emissioni, vedo sul mio monitor che il costo del decennale oggi è 0,81%, invece quelli sono a costo praticamente zero, quindi risparmio in spesa per interessi, il Mes non consente di fare spese aggiuntive se non coperte da tagli o risparmi». Il ministro ha anche ricordato che «a oggi nessun paese lo ha richiesto».

Recovery plan: Bankitalia, possibile effetto su crescita oltre periodo erogazione

In audizione sul Recovery Plan davanti alle commissioni Bilancio e Politiche Ue del Senato è intervenuto anche Fabrizio Balassone, Capo del servizio Struttura economica della Banca d'Italia. «L'impatto macroeconomico del programma - ha ricordato - dipenderà da diversi fattori. In particolare sarà maggiore se gli interventi finanziati con il programma saranno aggiuntivi, invece che sostitutivi di misure già approvate; se si concentreranno su voci del bilancio caratterizzate da “moltiplicatori” più elevati; se i progetti saranno attuati minimizzando i ritardi e gli sprechi. Se il programma aumenterà lo stock di capitale pubblico e migliorerà stabilmente la qualità dei servizi forniti alle imprese e ai cittadini - ha continuato il responsabile di Bankitalia -, il suo effetto sulla crescita potrà persistere anche oltre la fine del periodo di erogazione dei fondi, attraverso l'aumento della redditività del capitale privato e della produttività totale del sistema economico».

«Cruciale garantire impiego efficiente risorse»

La partita si gioca su un utilizzo efficiente dei 209 miliardi che saranno a disposizione dell’Italia. «È indispensabile - ha sottolineato Balassone - che l'utilizzo di Next Generation Eu avvenga in una prospettiva di equilibrio di lungo periodo delle finanze pubbliche. Nonostante le favorevoli condizioni finanziarie a cui sono rese disponibili le risorse del programma - ha ricordato - l'Italia, terzo paese dell'Unione, sarà chiamata a contribuire significativamente al suo finanziamento, oltre che a restituire i fondi che prenderà in prestito. Anche per questo sarà cruciale garantire un impiego efficiente delle risorse».

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