ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa svolta “green” negli scali

Recovery Plan, tutte le misure per elettrificare i porti

In pista oltre 675 milioni per consentire a infrastrutture e attività portuali di garantire la fornitura di energia elettrica da terra durante le fasi di ormeggio. Ed entro fine anno è atteso un piano nazionale ad hoc sul cold ironing.

di Celestina Dominelli

Giovannini: «Siamo il primo ministero per investimenti. Già impegnati il 75% dei 62 miliardi di nostra competenza»

3' di lettura

Ufficialmente l’efficientamento e la riduzione dei consumi energetici di strutture e attività portuali è annoverata alla voce “porti verdi” del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Ma, se si allarga lo sguardo al miglioramento complessivo della performance energetica dei porti italiani, va chiarito subito che le misure sono diverse e distribuite tra il Recovery Plan e il Fondo complementare.

Ed è proprio a quest’ultimo che attinge la dote di 700 milioni prevista per l’elettrificazione delle banchine all’interno dei porti (il cosiddetto cold ironing), ripartiti secondo la seguente tabella di marcia: 80 milioni di euro per il 2021, 150 milioni di euro per il 2022, 160 milioni di euro per il 2023, 140 milioni di euro per il 2024, 160 milioni di euro per il 2025 e 10 milioni di euro per il 2026.

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La riforma prevista dal Recovery Plan

Sul cold ironing, però, interviene anche il Recovery Plan che prevede una riforma per spingere questo fronte con la definizione e approvazione di procedure semplificate per realizzare infrastrutture dedicate alla fornitura di energia elettrica da terra durante le fasi di ormeggio. Su quest’ultimo aspetto sta lavorando il ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili che si avvale del supporto di Terna con la società guidata da Stefano Donnarumma che si pone come soggetto attivo nel garantire l’infrastruttura di rete.

Un piano nazionale sul cold ironing

L’azienda, che gestisce la rete elettrica nazionale, ha condotto numerosi studi su più di 35 porti italiani e ha concluso che gli interventi di sviluppo portati a compimento negli ultimi anni permettono di soddisfare il fabbisogno di energia richiesto per l’elettrificazione dei porti. Il cold ironing permette di fornire la potenza necessaria a garantire il funzionamento dei principali carichi della nave (dalle luci al sistema di refrigerazione) durante i periodi di sosta nei porti, permettendo lo spegnimento dei motori ausiliari della nave durante la sosta.L’obiettivo è arrivare a un piano nazionale ad hoc che sarà sviluppato dal Mims in collaborazione con il ministero della Transizione ecologica e che è atteso entro la fine dell’anno.

La ripartizione delle risorse decisa dal Mims

Sempre il ministero guidato da Enrico Giovannini ha poi deciso, con un decreto pubblicato agli inizi di agosto con cui ha stanziato 2, 8 miliardi di risorse per il programma di interventi infrastrutturali in ambito portuale, la ripartizione dei fondi destinati all’elettrificazione delle banchine: nel complesso 675,63 milioni, di cui 326,43 milioni di euro riservati a interventi delle regioni del sud (circa 48,32%) e 349,20 milioni di euro per quelli delle regioni del centro nord (circa 51,68%).

Il dettaglio degli interventi

Il provvedimento contiene anche il dettaglio degli interventi finanziati dal ministero con le risorse del Fondo complementare. La fetta principale degli stanziamenti è destinata all’elettrificazione delle banchine: si va dagli 80 milioni assegnati al porto di Civitavecchia ai 56,5 milioni incassati dallo scalo di Catania, passando per i 57,6 milioni che saranno necessari al porto di Marghera per il cold ironing delle aree portuali.

L’assist a navi da crociera e portacontainer

Tra le misure supportate ci sono poi anche diversi interventi che riguardano la fornitura di energia elettrica da banchina per le navi che attraccheranno nei porti. Così a Livorno 16 milioni saranno destinati ad alimentare le portacontainer presso la Darsena Toscana e la Darsena Europa, mentre a Piombino la stessa somma garantirà energia elettrica per le navi tipo crociera e Roro Pax a banchina presso l’area passeggeri. A Cagliari, invece, oltre 20 milioni di euro serviranno a costruire l’impianto di alimentazione elettrica delle navi in sosta presso il porto storico.

Nuovi impianti elettrici in programma in diversi scali

Molti dei finanziamenti assegnati dal Mims saranno inoltre utilizzati per costruire nuovi impianti elettrici presso gli scali portuali. È il caso, per esempio, di Palermo (32 milioni) e di Termini Imerese (6 milioni), anche a Porto Torres si utilizzeranno le risorse del Fondo complementare per realizare un impianto di alimentazione elettrica delle navi in sosta (12,7 milioni) e a Santa Teresa di Gallura (500mila euro).

Ravenna, invece, costruirà una stazione di cold ironing a Porto Corsini a servizio del terminal crociere (35mila euro), mentre al porto di La Spezia, che ha incassato nel complesso, 12,5 milioni, saranno realizzate infrastrutture di cold ironing delle banchine al servizio del comparto mercantile nel secondo e terzo bacino portuale e analoghi interventi riguarderanno il molo Garibaldi.

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