new York

Recuperata testa di Settimio Severo in asta da Christie’s

Il Reparto Operativo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha sequestrato il reperto da 500mila dollari

di Marilena Pirrelli

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Il Reparto Operativo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha sequestrato il reperto da 500mila dollari


3' di lettura

Mandato di perquisizione richiesto dalla Procura distrettuale di Manhattan il 24 giugno negli uffici di Christie’s a New York per recuperare una testa in marmo di Settimio Severo, stimata tra i 400 e i 600mila dollari sulla base di prove fornite dal Reparto Operativo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, che attestavano che il busto era stato trafugato dall'Italia il 18 novembre 1985. La testa in marmo dell'imperatore, risalente al suo periodo in carica, dal 193 dopo Cristo alla morte cioè al 211 d.C., era stata rubata nel corso di una rapina a mano armata presso l’Antiquarium dell'Anfiteatro Campano in Santa Maria Capua Vetere (Caserta), che coincide con l'antica Capua, ove si trova anche un interessante Museo dei Gladiatori. Un secondo reperto, frutto di quella rapina, un ritratto della testa raffigurante l'amata sorella maggiore dell'imperatore romano Traiano, Ulpia Marciana fu recuperato a metà degli anni '90.

In seguito alla segnalazione e alle inconfutabili evidenze fornite dal Reparto Operativo TPC attraverso il canale Interpol, il bene archeologico è stato posto sotto sequestro dall'Autorità giudiziaria statunitense, il New York County District Attorney's Office, dove con il capo della Antiquities Trafficking Unit, Matthew Bogdanos, è in vita da molto tempo una proficua collaborazione. Le attuali restrizioni dovute alla presenza del Coronavirus non consentono di rimpatriare subito il bene, che sarà restituito all'Italia e riportato a casa non appena possibile.

L’imperatore nei vent'anni scarsi in cui fu in carica rivoluzionò la sua carica, trasformando una reggenza per conto del Senato in un comando vero e proprio, fondato sull'investitura militare ricevuta dalle legioni. Originario di Leptis Magna, nell'odierna Libia, mutuò dall'oriente ellenistico la sacralità della propria figura, imponendosi come dominus ma anche come deus. La scultura era in vendita presso la casa d'aste a New York, pubblicata nel catalogo di «Faces of the Past» del 28 ottobre 2019 di Christie’s - Ancient Sculpture dalla collezione di Anton Pestalozzi (1915-2007) di Zurigo con due pagine di descrizione biografica dell'imperatore romano e la somiglianza ad altri ritratti di Severo nello stile Serapis, incluso quello al Ny Carlsberg Glyptotek in Danimarca. La casa d’asta aveva attribuito prima di Pestalozzi le precedenti provenienze della scultura a Jean-Luc Chalmin a Londra e alla Galerie Arete di Zurigo, che l’aveva acquisita nel 1933. Nessuno, da Jean-Luc Chalmin, ad Hans Humbel della Galerie Arete, all'avvocato collezionista di Zurigo Dr. Anton Pestalozzi, si è mai preso la briga di accertare, con ragionevole indagine, che la persona da cui avevano ottenuto l'artefatto avesse il diritto legale di possederlo. Dal canto suo Christie's ha lamentato per la sessione Classic Week series chiusa il 16 giugno, dopo il sequestro di quattro lotti in asta a New York, di non poter accedere alle informazioni chiave su possibili antichità saccheggiate. In particolare, di non potere consultare la documentazione relativa a Gianfranco Becchina, commerciante condannato in Grecia per commercio illegale, conservata dalle autorità italiane o greche e dall'accademico Christos Tsirogiannis.

E il traffico illecito dei beni archeologico aveva subito un altro colpo la settimana scorsa: un'altra indagine condotta da US Immigration and Customs Enforcement (ICE), Homeland Security Investigations (HSI), in collaborazione con la Procura distrettuale di New York e il Comando dei Carabinieri della Tpc, ha bloccato la vendita di un'altra antichità, un busto in marmo romano di un fauno con un'oca, questa volta a Chicago presente nel catalogo di antichità e arte islamica del 16 giugno 2020 della Hindman Auctioneers, società fusa nel 2019 con Cowan's con sede in Ohio.

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