Economia circolare

Recupero dell’olio usato: con Ri-Olio a Napoli per chi ricicla c’è l’extravergine

Coldiretti Napoli – d'intesa con l'Assessorato all'Ambiente del Comune di Napoli e Asia Napoli – ha lanciato l'iniziativa Ri-Olio

di Rosaria Sica

2' di lettura

«Se non lo vuoi trovare in mare, buttalo qui». Recita così lo slogan di Coldiretti in occasione dell'avvio del servizio di raccolta di olio usato di cucina, al parco San Paolo di Fuorigrotta. Coldiretti Napoli – d'intesa con l'Assessorato all'Ambiente del Comune di Napoli e Asia Napoli – ha lanciato l'iniziativa Ri-Olio, grazie alla quale ad ogni conferimento di olio usato è offerta in omaggio una lattina di olio extra vergine di oliva, “olio contadino”, garantito dall'organizzazione olivicoltori Aprol Campania.

L'obiettivo è quello di incentivare e promuovere il riciclo dell'olio usato, evitando di sovraccaricare gli scarichi e riducendo l'impatto sull'ambiente. Un'abitudine che non è ancora entrata a far parte della routine quotidiana dei cittadini.

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«L’economia circolare – commenta Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale di Coldiretti – è una delle sfide di un nuovo modello di agricoltura e di tutela del mare. Con questo gesto di disponibilità abbiamo voluto evidenziare che cura del corpo e cura dell'ambiente sono scelte indissolubili. L’olio esausto è una minaccia per l'ecosistema e può diventare un'opportunità, così come l'olio di scarsa qualità a tavola è una minaccia per la salute. Pertanto invitiamo i cittadini che arrivano al nostro mercato coperto Campagna Amica a riciclare l'olio esausto e a scegliere olio extra vergine d'oliva italiano».

L’olio usato di cucina, pur essendo vegetale, non è biodegradabile. Una volta versato nella rete fognaria è in grado di compromettere la qualità dell'acqua rendendola non potabile, e di ridurre l'ossigenazione, essenziale per la sopravvivenza degli esseri marini, oltre a provocare danni agli impianti di depurazione e alle fognature. Un gesto apparentemente banale come gettare via l'olio è quindi estremamente nocivo per l'ambiente.

Attraverso il processo di rigenerazione, invece, gli oli usati possono essere trasformati in lubrificanti, biodiesel, olio motore e asfalti, oppure tensioattivi, glicerina e saponi di vario genere, riducendo la dipendenza dal petrolio.

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