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Redditi delle donne, un gap di 7.700 euro

Gli introiti si fermano a 16.550 euro contro i 24.285 euro dichiarati dagli uomini. Il 53,7% delle contribuenti è nel primo scaglione Irpef, e la pandemia non ha modificato il rapporto tra le due categorie di soggetti

di Raffaele Lungarella

Quasi 900.000 pensionati nel 2021, sale 'gap' donne

3' di lettura

Il reddito che le donne dichiarano al fisco è mediamente pari a due terzi di quello dei contribuenti di sesso maschile (16.550 euro contro 24.285). E la pandemia non sembra avere cambiato significativamente l’equilibrio nel concorrere alla formazione del reddito complessivo. È ciò che risulta elaborando i dati delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2021 (anno d’imposta 2020).

A partire dalle dichiarazioni del 2017, il dipartimento delle Finanze pubblica una serie di informazioni dettagliate in base al sesso dei contribuenti. Sono dati preziosi che permettono di misurare con maggiore accuratezza la distanza tra l’apporto femminile e quello maschile alla formazione del reddito complessivo e di precisarne meglio le caratteristiche di genere.

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“Forbice” che dura da tempo

La popolazione italiana è composta un po’ più da donne che da uomini. Le prime sono circa 52 su 100, ma sono poco meno del 48% di tutte le persone che nel 2021 hanno dichiarato al Fisco di aver prodotto un reddito soggetto a Irpef: le donne prevalgono nella demografia, gli uomini nel reddito. Il rapporto percentuale tra numero di contribuenti e popolazione per le donne è del 64,3%, mentre per gli uomini è di una decina di punti più alto: 74,1 per cento. Dato che la distribuzione per età dei contribuenti non si discosta molto da quella della popolazione, questa distanza resta la stessa anche considerando solo la popolazione “adulta”, con più di 14 anni, cioè quella potenzialmente in grado di lavorare e percepire un reddito. La forbice si trascina nel tempo e può essere considerata una delle manifestazioni più evidenti delle maggiori difficoltà delle donne di accedere al mercato del lavoro e allo svolgimento di attività remunerate in regola con il Fisco.

In ognuno dei cinque anni considerati dalla serie storica disponibile, la partecipazione delle donne al reddito complessivo dichiarato è sempre stata a cavallo del 38%, cioè dieci punti meno del loro peso sul totale dei contribuenti. Il che significa che mediamente l’importo dichiarato è inferiore a quello degli uomini: per la precisione di circa un terzo.

I NUMERI
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Il paradosso dello scaglione con redditi maggiori

In tutti gli scaglioni di reddito questo rapporto donna/uomo è più elevato di quello calcolato sulla totalità dei contribuenti. Il reddito medio nel 2020 (e anche nei due anni precedenti) dei contribuenti più poveri, quelli del primo scaglione, è addirittura più alto per le donne che per gli uomini. Nei tre scaglioni in cui sono raggruppati i redditi superiori a 15mila e fino a 75mila euro, il reddito medio delle donne è molto vicino a quello degli uomini: la differenza è dai tre ai cinque punti percentuali; solo nello scaglione dei redditi maggiori - oltre i 75mila euro - l’importo dichiarato da ogni donna scende all’84% di quello di un uomo.

Questo apparente paradosso si spiega soprattutto con la diversa distribuzione del reddito per classi di contribuenti degli uomini e delle donne: il 53,7% di quest’ultime dichiara un reddito che non supera i 15mila euro, contro il 36% degli uomini; in tutti gli altri scaglioni la quota, sui rispettivi totali, degli uomini supera quella delle donne; i contribuenti con oltre 75mila euro sono il 3,5% del loro numero complessivo, le donne l’1,2%, il rapporto è tre a uno.

Effetti negativi della flat tax sui redditi netti

La flat tax per dipendenti e pensionati, che ha fatto irruzione nella campagna elettorale, premia i redditi lordi più alti e può ampliare la forbice di quelli netti tra uomini e donne. Anche per limitare questo eventuale effetto occorrono politiche che aumentino il coinvolgimento delle donne nel mercato del lavoro, per esempio trasformando a tempo pieno i lavori part-time o saltuari.

In definitiva, le donne con reddito fino a 15mila euro sono leggermente meno povere degli uomini nella stessa fascia, ma il loro peso nella distribuzione del reddito complessivo è tale da generare - a livello medio - un gap reddituale a sfavore delle donne di oltre 7.700 euro. A fare la differenza è soprattutto lo scarto di genere che si registra tra i contribuenti che dichiarano i redditi più alti, oltre i 75mila euro. Fino a questa soglia i redditi medi da lavoro dipendente degli uomini e delle donne sono sostanzialmente allineati gli uni agli altri; ma oltre i 300mila euro di reddito la forbice si allarga. Segno che le donne fanno più fatica a salire i gradini che portano in cima alla scala retributiva.

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