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Redditi degli immigrati in ripresa dopo il Covid: dichiarati 64 miliardi, +9,3% in un anno

Elaborazioni Fondazione Leone Moressa su dati Mef. I contribuenti nati all'estero rappresentano il 10,4% del totale, con un'incidenza che oscilla tra il 3,5% nella fascia di reddito sopra i 50 mila euro e il 15,8% in quella sotto i 10 mila

di Andrea Carli

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3' di lettura

Un’inversione di tendenza dopo il forte rallentamento di due anni fa. Dopo il calo registrato nel 2021 a causa della pandemia Covid, dalle dichiarazioni dei redditi 2022 (a.i. 2021) emerge la ripresa della componente immigrata, che arriva a toccare il massimo storico. Il numero di contribuenti nati all'estero arriva infatti a 4,31 milioni (+3,4% rispetto all'anno precedente e +21,9% rispetto a dieci anni prima). Di conseguenza, toccano i massimi storici anche il volume di redditi dichiarati (64 miliardi, +9,3% rispetto al 2020) e l'Irpef versata (9,6 miliardi, +14,8%) . Complessivamente, i contribuenti nati all'estero rappresentano il 10,4% del totale, con un'incidenza che oscilla tra il 3,5% nella fascia di reddito sopra i 50 mila euro e il 15,8% in quella sotto i 10 mila.

SERIE STORICA DI REDDITI DICHIARATI E IRPEF VERSATA DA NATI ALL'ESTERO
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A scattare la fotografia delle dichiarazioni dei redditi per paese di nascita è la Fondazione Leone Moressa, che ha analizzato in modo sistematico i dati forniti dal Mef, evidenziando il peso della componente immigrata sul totale dei contribuenti del nostro Paese e quantificando, di conseguenza, il contributo fiscale dell'immigrazione. Nel report sono stati analizzati in particolare i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi del 2022 (a.i. 2021). Questi dati fanno riferimento al Paese di nascita, per cui viene fatto riferimento ai “nati all'estero” o ai “contribuenti immigrati”.

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SERIE STORICA DEI CONTRIBUENTI NATI ALL'ESTERO PER ANNO D'IMPOSTA
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Confronto per classi di reddito

Un’asimmetria emerge dal numero di contribuenti nati in Italia e nati all'estero per classe di reddito. Tra i contribuenti nati all'estero, quasi la metà (45,5%) ha dichiarato un reddito annuo inferiore a 10 mila euro. Tra i nati in Italia, in quella classe di reddito si attesta il 28% dei contribuenti. Per entrambi i gruppi la componente compresa tra 10 e 25 mila euro rappresenta circa 40 contribuenti su 100 (40,7% per i nati all'estero e 39,6% per i nati in Italia). Molto diversa invece la situazione per i redditi più alti: l'11,7% dei contribuenti nati all'estero si colloca nella fascia 25-50 mila, contro il 25,8% dei nati in Italia. Nella fascia di reddito oltre 50 mila euro, infine, si colloca il 2,1% dei nati all'estero, contro il 6,5% dei nati in Italia.

Contribuenti stranieri in Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Lazio

Osservando i dati regionali, oltre la metà dei contribuenti nati all'estero si concentra in quattro regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Lazio. Mediamente i contribuenti stranieri rappresentano il 10,4% del totale, ma nelle regioni del Centro-Nord i valori si alzano, superando il 14% in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino A.A. Il differenziale tra redditi tra nati in Italia e nati all'estero rimane piuttosto elevato: mediamente, in Italia, un contribuente nato all'estero ha dichiarato 15.410 euro, 8 mila euro in meno rispetto ad un contribuente italiano. Differenza che sale oltre i 10 mila euro in quattro regioni. I contribuenti nati all'estero “più ricchi” sono in Lombardia e Friuli V.G. (oltre 17 mila euro); i più poveri, invece, si registrano in Calabria, con meno di 10 mila euro annui.Il differenziale di reddito tra italiani e immigrati si ripercuote inevitabilmente sull'Irpef versata. In media, ciascun contribuente immigrato ha versato 3.460 euro nel 2021, oltre 2 mila euro in meno rispetto alla media dei nati in Italia (5.650). Il differenziale di Irpef supera i 3 mila euro nel Lazio, dove si passa dai 3.670 euro versati dai nati all'estero ai 6.710 dei nati in Italia. La Regione con l'Irpef maggiore versata dagli immigrati rimane comunque la Lombardia, sia a livello di volume totale (2,6 miliardi) che di valori pro-capite (oltre 4.000 euro).

Il 15,3% è nato in Romania

Per osservare la situazione dei nati all'estero è opportuno tener presente le differenze tra le singole collettività nazionali. Il 15,3% dei contribuenti nati all'estero è nato in Romania (658 mila). Seguono Albania (350 mila), Marocco (267 mila) e Cina (189 mila). Mediamente la componente femminile si attesta al 44,5%, con picchi molto più alti tra i paesi dell'Est Europa (Ucraina, Moldavia, Polonia) e dell'America Latina (Perù, Brasile).L'aliquota media, ovvero il rapporto tra Irpef versata e redditi dichiarati, è al 15% se consideriamo tutti i nati all'estero, ma varia fortemente tra le diverse nazionalità in relazione alla ricchezza media dei lavoratori (considerando la cosiddetta “no tax area” sotto gli 8.000 euro annui). Si attesta infatti generalmente sotto il 10% tra le nazionalità dell'Africa (Marocco, Nigeria, Senegal) e quelle dell'Asia (Filippine, Bangladesh, Pakistan). Valori più elevati, invece, tra i nati in Cina e tra gli immigrati provenienti da Paesi europei.



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