RELAZIONE TECNICA DEL DECRETO

Reddito di cittadinanza a 154mila nuclei stranieri, spesa 1,5 miliardi


Il governo ha approvato reddito di cittadinanza e quota 100

2' di lettura

La platea delle famiglie beneficiarie del reddito di cittadinanza sarà di 1.248.000 nuclei. Tra queste 154.000 famiglie composte da stranieri. Lo si legge nella Relazione tecnica del Decreto sul Reddito di cittadinanza e Quota 100.

Per i nuclei composti di soli stranieri è prevista una spesa di 1.486 milioni di euro su un totale di 7.493 milioni per «l’anno base» (il 2019 deve essere considerato a parte dato che le prime erogazioni saranno dopo aprile).

Sono invece esclusi 87.000 nuclei di stranieri definiti nel testo “non eleggibili”, ovvero che si stima non abbiano i requisiti richiesti in termini di soggiorno e residenza (10 anni, gli ultimi due continuativi). La Relazione tecnica del provvedimento ha ricevuto il via libera della Ragioneria generale dello Stato.

Guardando alla platea iniziale la maggior parte dei nuclei sono composti da single (363.000 per 1,57 miliardi di spesa)) mentre 183.000 sono quelli con cinque o più componenti (per 1,32 miliardi di spesa). Sono 288.000 le famiglie che potrebbero accedere al reddito con tre componenti.

Per reddito 5,6 miliardi in 2019, 274 milioni per Rei
La spesa per reddito e pensione di cittadinanza, che il primo anno sarà erogata a partire da aprile, si attesta a 5,62 miliardi. Le restanti risorse stanziate, 274 milioni, serviranno per il pagamento del Rei fino alla sua abrogazione. In tutto quindi la cifra necessaria per il 2019 resta 5,894 miliardi. La spesa sale poi nel 2019 a 7,12 miliardi e a 7,355 miliardi nel 2020, per stabilizzarsi a partire dal 2021 a 7,21 miliardi.

Reddito a imprese entro tetto contributi
Dalla relazione viene fuori anche che l’impresa che assume il beneficiario del reddito di cittadinanza con un contratto a tempo pieno e indeterminato nei primi 18 mesi di fruizione del beneficio ha un incentivo sotto forma di esonero contributivo pari alla differenza tra i 18 mesi e quelli già usufruiti. Il contributo non può essere inferiore a cinque mesi con un massimale di 780 euro e «nei limiti della contribuzione Inps riferita al lavoratore assunto per le mensilità incentivate».

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