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Reddito di cittadinanza: Campania, Sicilia e Puglia fanno subito il pieno

di Giorgio Pogliotti


Reddito di cittadinanza: ecco tutti gli acquisti vietati

3' di lettura

Campania, Sicilia e Puglia sono in cima alla graduatoria delle oltre 674mila domande accolte dall’Inps che hanno ottenuto il via libera per il pagamento del reddito e della pensione di cittadinanza. Sono state poco più di 1 milione e 60mila le istanze presentate a maggio e ad aprile, con un tasso di rifiuto pari al 26%; tra quelle lavorate 277mila sono state respinte e per 9mila sono in corso attività istruttorie. L’importo medio del reddito di cittadinanza è di 540 euro, per le 81mila pensioni di cittadinanza finora erogate, invece, la somma media è di 210 euro.

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Tra le domande per cui sono stati disposti i pagamenti ad aprile e maggio è in testa la Campania (123.034), seguita da Sicilia (117.923), Puglia (62.608) e Lazio (62.1085), poi Lombardia (53.219) e Calabria (48.703). Tra le città il maggior numero è a Napoli (71.876) che precede Roma (41.404) e Palermo (35.245).

LA MAPPA DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Numero di domande di Rdc accolte per regione. Periodo marzo-aprile 2019

Circa 1,9 milioni i probabili beneficiari nel primo bimestre
Analizzando l’andamento mensile delle 1.252.148 domande presentate fino al 30maggio, per altrettanti nuclei familiari, emerge una progressiva flessione: si è passati infatti dalle 820.994 istanze presentate a marzo (di cui 554.199 sono state finora accolte), alle 243.481 di aprile (di cui 120.236 accolte), alle 187.723 di maggio (ancora da elaborare).

L’Inps non ha ancora fornito il numero dei beneficiari, né la composizione dei nuclei, ma prendendo per buona la relazione tecnica che calcolava 2,8 percettori per nucleo familiare, considerando le 674mila istanze fnora accolte, sarebbero quasi 1,9 milioni di persone ad aver riconosciuto nei primi due mesi il diritto al reddito o alla pensione di cittadinanza.

Bankitalia: il sussidio al 45% dei “poveri assoluti” al Nord
La platea dei potenziali aventi diritto al Rdc coincide solo in parte con quella dei 5 milioni di poveri assoluti, a causa dei requisiti reddituali, patrimoniali e di residenza richiesti per ottenere l’integrazione al reddito (mentre la condizione di povertà assoluta è legata ai bassi livelli di consumo familiare).

La relazione annuale della Banca d’Italia stima che il 6% degli individui classificabili come “poveri assoluti” non rispetterebbe il requisito dei 10 anni di residenza e circa il 35% non sarebbe in possesso dei requisiti reddituali e patrimoniali. Il disallineamento tra le due platee è più forte al Nord e al Centro sia per la maggiore presenza di stranieri, che per il più elevato costo della vita. Per BankItalia beneficerebbe del Rdc il 45% dei poveri assoluti al Nord, il 57% al Centro, il 72% nel Mezzogiorno.

Precari Anpal in mobilitazione, a rischio la formazione dei navigator
Intanto prosegue la mobilitazione dei precari di Anpal servizi, chiamati ad affiancare i dipendenti dei centri per l’impiego nell’accompagnamento al lavoro dei percettori del reddito di cittadinanza e a formare i 3mila navigator che saranno assunti con contratto di collaborazione dopo aver superato il test del 18-20 giugno alla Fiera di Roma.

Anpal Servizi utilizza 530 collaboratori e 137 contratti a tempo determinato, alcuni da più di 10-15 anni. Giovedì 6 giugno è in programma uno sciopero con presidio davanti al Mise: «Solo negli ultimi mesi 20 colleghi con contratto a tempo determinato hanno perso il lavoro - spiegano le categorie di Cgil, Cisl e Uil -, con una totale assenza di relazioni industriali in azienda, un contratto scaduto da più di 10 anni, un accordo sul welfare siglato tra sindacati e l’azienda che giace nei cassetti, l’assenza di un piano industriale».

I sindacati chiedono l’avvio di un tavolo al ministero del Lavoro per la definizione di un piano industriale, per affrontare il problema delle scadenze contrattuali e della stabilizzazione dei precari.

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