Il reddito di cittadinanza

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Reddito di cittadinanza, domande al 77% sul target 2019. Quota 100 sotto il 55%

di Giorgio Pogliotti


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3' di lettura

Per quota 100 la stima è di passare dalle attuali 150mila a 200mila domande presentate a fine anno, un quarto provenienti da disoccupati e cassintegrati e per il 75% da lavoratori, per la gran parte pubblici dipendenti; quelle accolte dovrebbero attestarsi a 150-160mila se si attenuerà l’attuale tasso di respingimento. Un numero comunque al di sotto delle 290mila domande accolte, stimate originariamente dal governo (si sarebbe al 51-55% del target).

Per il reddito e la pensione di cittadinanza siamo a oltre 1,3 milioni di istanze presentate, ne sono state accolte per più di 840mila nuclei familiari (737mila per il reddito e 103mila per la pensione di cittadinanza che sono circa il 12%); la stima è arrivare a fine anno ad un milione di domande accolte (di cui circa 123mila per la pensione) che coinvolgono all’incirca 2,8 milioni di persone, un numero consistente ma inferiore all’obiettivo di 1,3 milioni di nuclei percettori per circa 3,6 milioni di persone previsto a regime dal governo (l’obiettivo verrebbe centrato al 77%).

È stato il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, a tracciare ieri un bilancio con le previsioni dell’andamento delle due misure, in occasione della relazione programmatica del Civ, il consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto di previdenza, confermando che quest’anno si attendono complessivamente 1,5 miliardi di risparmi: «1 miliardo da quota 100 e 500 milioni da reddito e pensione di cittadinanza». Lo stesso Tridico ha ricordato che dal 1° luglio sono entrati in servizio all’Inps 3.507 neoassunti (da concorsi banditi tra il 2017 e il 2018 sotto la gestione Boeri, si veda «Il Sole 24 ore» del 1° maggio) - 3.009 a tempo indeterminato e 498 a tempo determinato che saranno stabilizzati entro l’anno -, mentre altri 1.869 posti verranno banditi dopo metà novembre, per far fronte ad altrettante uscite dovute a pensionamenti e quota 100, per entrare in servizio nel 2020. In legge di Bilancio sono assegnati 50 milioni per consentire all’Inps di rafforzare il personale e affrontare la mole aggiuntiva di mansioni legate all’attuazione delle nuove prestazioni pensionistiche e assistenziali. Il vicepremier Luigi Di Maio ieri mattina non ha perso l’occasione e su Facebook ha postato: «oltre 5mila assunzioni all’Inps! Le annuncerò insieme al presidente Tridico questo pomeriggio a Roma», parlando della «più grande assunzione fatta dai tempi della prima Repubblica».

Sul versante dei conti, tra le entrate Inps la voce più significativa nel consuntivo 2018 è quella dei contributi pari a 231,2 miliardi di euro, e dei trasferimenti dal Bilancio dello Stato per 105,7 miliardi, mentre la spesa più rilevante sono le prestazioni istituzonali pari a 318,7 miliardi. «Oggi l’Inps è in equilibrio e le entrate contributive sono stabili - ha evidenziato il presidente del Civ, Guglielmo Loy -, ma è evidente che se domani lavoreranno meno persone e aumenterà l’età media, il tema della sostenibilità ci sta tutto. La politica dovrebbe porsi la questione principale di allargare il numero di occupati e la qualità del lavoro». I crediti contributivi al 31 dicembre 2018 ammontano a 115,5 miliardi, quindi uno dei temi sollevati dal Civ è la richiesta di una modifica normativa che permetta la ristrutturazione dello stock dei crediti.

L’evasione contributiva accertata a seguito della vigilanza ispettiva dell’Inps è pari a 1,1 miliardi di euro, le 17.710 ispezioni hanno consentito di identificare oltre 14mila aziende irregolari, più di 5mila lavoratori in nero e oltre 37mila irregolari. Il Jobs act nel 2015 ha portato alla creazione dell’Ispettorato nazionale del lavoro, l’agenzia che ha accorpato le attivitè ispettive già esercitate dagli ispettori del ministero del Lavoro, Inps e Inail. Da allora i funzionari ispettivi dipendenti Inps e Inail restano in organico presso i rispettivi Istituti, seppure in un ruolo ad esaurimento. Il sottosegretario al Lavoro, Claudio Cominardi, nel sottolineare che «il governo sta investendo molto sui nuovi ispettori anche con le nuove assunzioni», ha aggiunto «non possiamo perdere il patrimonio di competenze degli ispettori dei singoli corpi ispettivi Inps-Inail, bisogna superare il ruolo ad esaurimento». La cancellazione del «ruolo ad esaurimento» potrebbe arrivare in uno dei prossimi provvedimenti, forse già nel Codice del lavoro all’esame della commissione Lavoro del Senato, lasciando all’Inl un ruolo di coordinamento. Una prospettiva che piace a Tridico: «Non è una questione corporativa - ha detto - ma è in gioco la possibilità di essere più efficaci rispetto al problema dell’evasione contributiva, evitando di disperdere la cassetta degli attrezzi rappresentata dalla competenza degli ispettori Inps».

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