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Reddito di cittadinanza e Rem: dai contratti a termine all’affitto, ecco che cosa cambia

Il nuovo rifinanziamento delle misure di contrasto alla povertà porta con sé alcune novità destinate a rendere più agevole l'ottenimento del sussidio

di Davide Colombo

I punti chiave

  • Il contratto non fa decadere il Rdc
  • Rem, l’affitto entra nel calcolo dei requisiti
  • Senza Naspi e Dicoll

3' di lettura

Il nuovo rifinanziamento delle misure di contrasto alla povertà porta con sé alcune novità destinate a rendere più agevole l'ottenimento del sussidio. Il reddito di cittadinanza, potenziato con un miliardo e dieci milioni, dote che porta il fondo dedicato sull'anno a 8,2 miliardi per garantire una spesa che dovrebbe continuare a viaggiare su una media mensile di poco inferiore a 700 milioni (a gennaio i nuclei beneficiari erano 1.226.926 (+19,4% rispetto a fine 2019), ora verrà solo sospeso in caso di un contratto di lavoro a termine che spinga il reddito familiare oltre la soglia dei 10mila euro annui.

Il contratto non fa decadere il RdC

Una volta concluso il contratto il RdC riparte in automatico, senza bisogno di fare di nuovo domanda all'Inps. L'automatismo, secondo le stime governative, potrebbe interessare 20mila soggetti da qui a fine anno, con un'anticipo di spesa per 10 milioni di euro. Nel 2019 e 2020 sono stati 43mila i beneficiari di RdC che avevano perduto il sussidio per via di un contratto temporaneo di lavoro subordinato, perdendo qualche mese per il rinnovo del RdC dopo la chiusura del contratto. Un “buco” che questa volta non dovrebbe ripetersi, con il risultati di incoraggiare i percettori ad accettare anche occasioni molto brevi di lavoro.

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Rem, l’affitto entra nel calcolo dei requisiti

Per il Reddito di emergenza, che verrà garantito anche a marzo, aprile e maggio a 402mila nuclei con Isee non superiore ai 15mila euro e un valore del patrimonio mobiliare familiare non superiore ai 20mila euro, verrà riconosciuto aumentando queste soglie di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione come dichiarato ai fini Isee. Se, per esempio, una famiglia paga 3mila euro l'anno per l'affitto, le soglie di reddito in questione vengono aumentate di 250 euro per ognuno dei tre mesi, senza che il sussidio venga ridotto. L'indennità Rem è cumulabile solo con l'assegno ordinario di invalidità o con prestazioni simili e la domanda deve essere presentata all'Inps entro il 30 aprile 2021.

Senza Naspi e Dicoll

Altra novità: nel caso di soggetti singoli che hanno visto scadere definitivamente lindennità di disoccupazione Naspi o la Discoll potranno a loro volta ottenere il Rem se il loro Isee non supera i 30mila euro. Secondo gli archivi Inps (aggiornati al 2 marzo) il numero massimo di pagamenti Rem è stato a novembre, con 335mila nuclei familiari beneficiari e un importo medio mensile percepito pari a 550 euro. Il governo stima un incremento della platea del 20% (67mila nuclei), portando come detto le famiglie potenzialmente coinvolte a 402mila. I singoli che potrebbero accedere al sussidio perché senza più Naspi o Discoll sarebbero invece 714mila. Il Rem, che può arrivare fino a 840 euro al mese, è stato rifinanziato con una dote aggiuntiva di 1,5 miliardi.

La povertà cresce con il Covid

I nuovi interventi sul fronte del contrasto alla povertà si sono resi necessari alla luce del peggioramento delle condizioni sociali nel corso dell'infinita emergenza sanitaria. Se a fine 2019 la povertà aveva segnato un calo significativo rispetto all'anno precedente, a fine 2020 la situazione è tornata a peggiorare. E di molto. Secondo le stime preliminari Istat, a fine 2020 l'incidenza della povertà assoluta è tornata a crescere sia in termini familiari (da 6,4% del 2019 al 7,7%), con oltre 2 milioni di famiglie, sia in termini di individui (dal 7,7% al 9,4%) che si attestano a 5,6 milioni. La pandemia ha dunque azzerato i miglioramenti registrati nel 2019. Dopo quattro anni consecutivi di aumento, si erano infatti ridotti in misura significativa il numero e la quota di famiglie (e di individui) in povertà assoluta, pur rimanendo su valori molto superiori a quelli precedenti la crisi avviatasi nel 2008, quando l'incidenza della povertà assoluta familiare era inferiore al 4% e quella individuale era intorno al 3%. Attualmente la povertà assoluta è ritornata sui valori più elevati dal 2005 (ossia da quando è disponibile la serie storica per questo indicatore).


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