dagli utenti domande sugli importi

Reddito di cittadinanza, Inps sommersa dai quesiti su Fb. E il social manager si spazientisce

di Alessia Tripodi


Dimmi che cosa pubblichi sui social network, ti dirò se ti assumerò

3' di lettura

«Deve rivolgersi a chi ha scritto la legge, non a Inps che la applica». «Perchè non va sul sito Inps e richiede il Pin che ci vogliono 5 minuti? O è troppo impegnata a farsi i selfie?». E ancora: «Le consigliamo di non scrivere che suo figlio lavora in nero, se fa domanda per il reddito rischia fino a 6 anni di prigione». Sono alcune delle risposte ricevute dagli utenti che chiedevano informazioni e chiarimenti sul reddito di cittadinanza nella pagina Facebook “Inps per la famiglia”, account nato per informare i cittadini sulla misura del governo gialloverde per la quale, va ricordato, l’Istituto di previdenza ha ricevuto 806mila domande.

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Prima risposte a tono, poi le scuse
In questi giorni la pagina Fb di Inps è stata letteralmente sommersa non solo dai dubbi degli utenti , ma anche da migliaia di lamentele sugli importi diversi da quelli attesi e di battute di persone contrarie al reddito. Tanto che il social media manager incaricato di gestire i commenti a un certo punto ha perso la pazienza e ha cominciato a rispondere a tono, lamentandosi della difficoltà di «rispondere a 200mila utenti in tempo reale» sulla pagina. Solo dopo qualche ora è arrivato un post di scuse: «In linea con quanto previsto dalla netiquette e dalla social media policy della pagina - si legge nel post di Inps - e in considerazione del grande interesse e impatto del #redditodicittadinanza e di altre misure a favore della famiglia, risponderemo solo a commenti inerenti agli aspetti tecnici delle prestazioni erogate da Inps. Cogliamo l'occasione per scusarci con quanti possano essersi sentiti toccati od offesi da alcune nostre risposte.

IL DOSSIER / Reddito di cittadinanza, la guida completa 2019

Le conversazioni trending topic su Twitter
I toni sicuramente poco istituzionali hanno suscitato l’ilarità (e lo stupore) su Twitter, dove gli screenshoot delle conversazioni postate con l’hashtag #inpsperlafamiglia sono entrati rapidamente fra le tendenze della giornata. Tra i dialoghi - a volte surreali e imbarazzanti- c’è anche quello in cui a una richiesta di chiarimenti sull’Isee risponde (evidentemente) una social media manager, che cita dettagli personali: bisogna «dichiarare anche la presenza di figli in comune -scrive -, anche io e mio marito abbiamo residenze diverse ma l’Isee e unico». Una risposta che raccoglie decine di emoticon, con molte risate.

Gli screenshoot delle conversazioni sulla pagina Fb “Inps per la famiglia”

Inps: no ai commenti politici, attenzione agli insulti
In un post pubblicato oggi Inps cerca di placare gli animi, mettendo in fila le regole di netiquette. «Si ricorda a tutti gli utenti - si legge su Fb - che su questa pagina NON è possibile pubblicare commenti che contengano valutazioni politiche né favorevoli né contrarie. Qui si chiedono informazioni nei limiti della nostra social media policy e netiquette che voi accettate implicitamente scrivendo qui. NON dovete interloquire nei commenti di altri utenti ma aprire thread personali con le vostre richieste». «Inoltre - precisa ancora Inps - insultare chi vi risponde qui, sempre con gentilezza, può essere diffamazione nei confronti di una Pubblica amministrazione, quindi cortesemente fate un po' di attenzione e se volete segnalarci problemi o chiedere informazioni aiutateci a svolgere il nostro lavoro correttamente».

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