Forum The European House-Ambrosetti

Reddito cittadinanza, Orlando: bene come contrasto a povertà, ora va ripensato

Secondo il ministro del Lavoro ora serve un patto tra soggetti politici e sociali per mobilitare il paese al raggiungimento degli obiettivi del Pnrr

dalla nostra inviata Nicoletta Picchio

Reddito: si ragiona su famiglie numerose e territori

2' di lettura

CERNOBBIO – «Il reddito di cittadinanza non poteva funzionare come politiche attive, ha funzionato come contrasto alla povertà. Ora bisogna ripensare lo strumento tenendo conto che molta parte della platea non è occupabile, l'8% non ha la quinta elementare, il 52% sono donne». Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, parla al Forum The European House-Ambrosetti, a Cernobbio, si sofferma su riforma degli ammortizzatori sociali e politiche attive. Partendo da una ammissione: «i licenziamenti non ci sono stati, per merito delle misure approvate e della reazione del sistema produttivo». E ha rilanciato il «dialogo sociale» sul lavoro, avendo come obiettivo «un riequilibrio tra generazioni».

Orlando, serve patto sociale per mobilitare Paese su obiettivi Pnrr

Il reddito di cittadinanza, quindi, va mantenuto come misura di contrasto alla povertà, ripensandolo: «non vorrei che si aprisse una campagna di odio contro la povertà. Sarebbe utile accanto alle misure del Pnrr un patto tra soggetti politici e sociali per mobilitare il paese al raggiungimento degli obiettivi», ha detto Orlando.

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Sulle politiche del lavoro: ci vogliono sia i centri per l’impiego sia le agenzie private

Primo impegno le politiche attive del lavoro: «ci vogliono tutte e due, bisogna evitare forme di contrapposizione», ha detto il ministro riferendosi alle Agenzie private e i Centri per l'impiego. «In alcune aree del paese non ci sono politiche attive. I Centri non hanno funzionato perché abbiamo un decimo dei dipendenti che ha la Germania, se li raddoppiamo arriveremo a un quindi. Bisogna potenziarli, senza sottovalutare le potenzialità dei soggetti privati». La Ue, ha continuato, indica di raggiungere i 3 milioni di persone entro il 2025 che dovranno avere una formazione completa, gran parte degli investimenti dovranno essere destinati a donne, giovani, persone over 50.

Qualunque ammortizzatore sociale non deve essere un tempo morto

Gli ammortizzatori sociali, ha aggiunto Orlando, «dovranno discendere da questa impalcatura». Qualunque ammortizzatore, che si tratti della Cig o della Naspi, «non deve essere un tempo morto». C'è l'esigenza di «deideologizzare il dibattito, che ha assunto toni caricaturali». Che ha aggiunto: «non penso che congelare i licenziamenti, l'importante è sapere quando arriva il colpo cosa fai per pararlo».


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