legge di bilancio

Reddito di cittadinanza, partenza nel primo trimestre 2019. Tutti i nodi aperti

Centri per l'impiego che non impiegano: solo il 3,4% ha trovato lavoro con i Cpi


2' di lettura

Nel primo trimestre 2019 sarà operativo per disoccupati e lavoratori “poveri”, ovvero con reddito mensile inferiore a 780 euro (se single). Il reddito di cittadinanza è un sussidio integrativo che serve a raggiungere la soglia reddituale minima, e cresce in base al numero dei componenti del nucleo familiare.

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Bisognerà stipulare un patto di servizio con il centro per l’impiego e si perderà il diritto al sussidio al terzo rifiuto di un'offerta di lavoro “equa” (si potranno rifiutare le proposte di lavoro troppo distanti da casa) .

Centri per l'impiego che non impiegano: solo il 3,4% ha trovato lavoro con i Cpi

I nodi
Lo strumento poggia sulla riorganizzazione dei centri per l’impiego che hanno una rete informatica carente, e non sono in grado di dialogare tra loro e con le altre amministrazioni (come Inps e Agenzia delle entrate). Serve un potenziamento quantitativo e qualitativo degli organici che devono essere formati per l’incontro tra domanda e offerta, mentre ora svolgono compiti burocratici. Inoltre tutto il piano va concertato con le Regioni, che hanno la competenza sui servizi per il lavoro. Quindi ci vorrà del tempo per riorganizzare il sistema, efficientandolo. È da chiarire cosa succederà a chi resta disoccupato e non ha ricevuto tre offerte di lavoro “eque”.

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