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Alitalia, Patuanelli: il prestito da 900 milioni sarà sulle spalle dei contribuenti

Così il ministro dello Sviluppo economico su Radio 24 replica alla richiesta di Matteo Renzi al premier Conte di abolire il reddito, considerato un «fallimento»

Reddito di cittadinanza, ecco che lavori faranno i percettori

Così il ministro dello Sviluppo economico su Radio 24 replica alla richiesta di Matteo Renzi al premier Conte di abolire il reddito, considerato un «fallimento»


2' di lettura

I 400 milioni di euro dell'ultimo prestito ponte «sono oggetto di una ulteriore verifica, di una nuova eventuale procedura per aiuti di Stato. Il tema sono i precedenti 900 milioni».

Così Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico a 24Mattino su Radio 24 secondo cui, di fatto, un prestito senza più scadenza e che quindi non è più un prestito: «Il tema vero - ha detto Patuanelli - non è se vengono considerati aiuti di Stato o meno, ma è se nella costituzione della newco che andrebbe a rilevare gli asset industriali di Alitalia ci deve essere la necessaria discontinuità economica perché quel prestito non venga a essere ripetibile per la nuova compagnia. Chi acquisirà gli asset di Alitalia non dovrà acquisire anche il debito nei confronti dello Stato. Se tutti gli asset saranno ceduti e ci sarà la necessaria discontinuità economica - ha detto Patuanelli - quel debito non sarà ripetibile per i nuovi soci, che è la parte che ci interessa di più». Questo vuol dire che se ne fanno carico i contribuenti? «Di fatto è già così».

«Non è in discussione, non ci sarà mai la disponibilità del Movimento 5 stelle a discutere la misura cardine della nostra attività politica», il reddito di cittadinanza. Così Patuanelli replica alla richiesta di Matteo Renzi al premier Conte di abolire il reddito, considerato un «fallimento». «Come ha sottolineato Conte la misura va valutata nell’evoluzione del tempo - ha aggiunto il ministro - se ci sarà necessità di inserire qualche elemento nuovo lo faremo, ma è impensabile tornare indietro su una misura sacrosanta».

Patuanelli: se Renzi chiede sfiducia di Bonafede finisce l'esecutivo
Quanto alla minacciata mozione di sfiducia al ministro Bonafede, da parte del leader di Iv, se non viene ritirata la proposta sulla prescrzione, la risposta di Patuanelli è netta: «Non ho visto Renzi in tv perché ero a Bruxelles ad occuparmi di temi che hanno una certa importanza per il nostro paese. La mozione di sfiducia proposta da Renzi al nostro capo delegazione Bonafede significa mettere fine al governo».

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