tutti i numeri di istat e Inps

Reddito di cittadinanza: platea dimezzata a 2,7 milioni, più casalinghe che disoccupati

di Marzio Bartoloni


Reddito cittadinanza, online il sito: domande per il sostegno al reddito dal 6 marzo

3' di lettura

La potenziale platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza si assottiglia ancora rispetto alle previsioni originarie. Se il vice premier Luigi Di Maio, durante la presentazione della prima card ha ribadito, come ha fatto nelle ultime settimane, che i beneficiari dell’assegno saranno 5 milioni di italiani l’Istat e l’Inps ascoltati in audizione al Senato danno numeri molti diversi: l’Istituto di statistica parla infatti di una platea di 2,7 milioni di beneficiari, mentre l’Istituto di previdenza ne stima ancora di meno: 2,4 milioni. Numeri che il consigliere di Di Maio, Pasquale Tridico, smentisce perché elaborati su un database «meno affidabile» di quello del ministero del Lavoro.

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La platea - vista anche la riduzione via via delle risorse disponibili - si è drasticamente ridotta. Quando i Cinque Stelle cominciarono a ragionare anni fa sulla possibilità di introdurre il reddito di cittadinanza si parlava addirittura di 9 milioni di italiani per una spesa di 17 miliardi. Poco prima della scrittura della legge di bilancio la cifra è scesa a 6,5 milioni di italiani con una dote di 10 miliardi. Dopo il via libera al decreto (le risorse si sono ridotte a 5,9 miliardi per il 2019, mentre a regime saranno 7,2 miliardi) la stima del Governo è rimasta fissa a 5 milioni. Ma i numeri effettivi sembrano diversi: a partire dalla relazione tecnica al decreto - messa a punto quindi dallo stesso Governo - che parla di 1,2 milioni di nuclei familiari beneficiari per circa 3,5 milioni di possibili percettori. Meno ottimistiche, invece, le stime di Istat e Inps. L’Istituto di previdenza - nell’audizione del suo presidente Tito Boeri - cita una platea potenziale di 1,2 milioni di nuclei (come la relazione tecnica) per 2,4 milioni di persone. Numeri che Pasquale Tridico - consulente del ministero e papabile futuro preidente dell’Inps - smentisce:  «La platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza così come scritto nella relazione tecnica bollinata dalla Ragioneria riguarda una stima di adesioni all'85% per circa 1,3 milioni di famiglie (e circa 4 milioni di persone)». Secondo Tridico le stime dell’Inps, al netto di quelli sulla pensione di cittadinanza, si basano su un database «meno affidabile» di quello del «Ministero del lavoro, usato e testato anche in passato».

Molto dettagliata la stima fatta dall’Istat, ascoltata in audizione al Senato sugli effetti del decreto che introduce il reddito di cittadinanza. Secondo l’Istituto di statistica l’assegno andrà a una platea complessiva di 1,308 milioni di famiglie e 2 milioni e 706 mila persone. Sono le casalinghe, prima ancora dei disoccupati, le principali destinatarie del reddito di cittadinanza, oltre un quarto dell'intera platea, 422mila in età da lavoro che salgono a 679mila se si considerano tutte le età. Il sussidio sarà erogato per oltre la metà a famiglie residenti nel Mezzogiorno e avrà un importo medio di 5.045 euro l’anno. Fra i destinatari del Reddito di cittadinanza i nuclei familiari composti da soli cittadini italiani sono 1.056.000, circa l’81% del totale, mentre quelli formati solo da stranieri (cittadini Ue e extracomunitari) sono 150mila (l'11,5% del totale). Le famiglie miste di italiani e stranieri che beneficeranno del reddito sono 102.000, pari al 7,8% del totale.

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Dal quadro tracciato dall’Istat emergono altri dettagli sulla composizione della platea del reddito, che interesserà non solo le famiglie dove più alta è anche la “povertà educativa” ma anche chi ha studiato: se sono oltre il 62% i beneficiari in età da lavoro (tra i 16 e i 64 anni) che hanno al massimo la licenza elementare o nessun titolo (241mila soggetti) oppure il diploma di scuola media (878mila) ce ne sono circa 119mila (che salgono a 128mila se si guarda alla platea generale) che sono laureati o hanno anche un titolo post-universitario. Anche studiare, insomma, non è più una garanzia di protezione contro la povertà.

Sono comunque i single i principali beneficiari, secondo l’Istat il 47,9% e oltre la metà secondo l’Inps, che riceveranno in media un sussidio annuo di 4 mila 469 euro (l’82,1% del reddito). Dopo le famiglie con un solo componente ci sono le coppie con figli minorenni (257mila) che incasseranno un sussidio più basso però delle famiglie con figli maggiorenni (65mila), per effetto della scala di equivalenza. Non solo, l’Istat osserva anche che la quota di sussidio che vale come integrazione per l'affitto o per il mutuo non è moltiplicata per la scala di equivalenza, una scelta che in questo modo quindi penalizza le famiglie di inquilini, per quelle più numerose e, fra queste, quelle con minori.

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