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Reddito di cittadinanza, restano ancora sulla carta i controlli anti furbetti

Manca la convenzione sulla situazione penale dei percettori, l’Inps non ha ancora inviato l’elenco al ministero di Giustizia e manca il piano di verifiche dei beni detenuti all’estero

di Giorgio Pogliotti

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3' di lettura

La stretta sui controlli per arginare il fenomeno dei “furbetti” del reddito di cittadinanza (Rdc), introdotta dalla legge di Bilancio 2022, è destinata a rimanere solo sulla carta. Almeno per ora. La macchina delle verifiche preventive resta ancora in attesa di tre importanti strumenti: manca la convenzione tra l’Inps, i ministeri del Lavoro e della Giustizia per lo scambio integrale dei dati sulla situazione penale dei componenti del nucleo familiare percettori dell’integrazione al reddito. L’istituto di previdenza non ha ancora inviato i nominativi al ministero di Giustizia, né ha redatto il piano di verifiche dei beni detenuti all’estero dai percettori del Rdc.

La strumentazione definita dalla legge di Bilancio per il 2022, per compiere un salto di qualità sul versante dei controlli, dunque, non è ancora operativa. Iniziamo dalla convenzione tra l'Inps, i ministeri del Lavoro e della Giustizia per lo scambio integrale dei dati sulla situazione penale dei componenti del nucleo familiare percettori dell’integrazione al reddito: prevista entro la fine di marzo, non è stata ancora sottoscritta.
In mancanza della convenzione, le banche dati dei tre organismi continuano a non parlarsi, rendendo “spuntato” un importante strumento di prevenzione degli abusi.

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I reati per cui si è esclusi dal Rdc

A questo proposito va ricordato che il richiedente il reddito di cittadinanza non deve essere sottoposto a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, o aver riportato condanne definitive, intervenute nei dieci anni precedenti la richiesta, per determinati delitti. Lo prevede la legge istitutiva sul reddito di cittadinanza del 2019 che nega il diritto a percepire l’assegno ai cittadini condannati in via definitiva, o sottoposti a una misura cautelare per determinati reati, giudicati particolarmente gravi. L’elenco comprende attentato per finalità terroristiche, associazione di tipo mafioso, strage, ma anche per condannati per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche,attentato contro organi costituzionali o assemblee regionali. La manovra 2022, poi, ha ampliato le ipotesi di reato con riferimento alle quali scatta la revoca del beneficio (riduzione in schiavitù, induzione alla prostituzione minorile, traffico di organi).

Nessun elenco ancora per la verifica dei soggetti condannati

Tuttavia la macchina dei controlli preventivi non può contare neanche su un altro importante strumento. Sempre la legge di Bilancio 2022, nelle more della sottoscrizione della convenzione per lo scambio integrale dei dati, ha fissato la scadenza del 31 marzo per la trasmissione da parte dell'Inps al ministero della Giustizia dell'elenco dei beneficiari del Rdc, per la verifica dei soggetti che risultino già condannati con sentenza passata in giudicato da meno di dieci anni, per quei reati che fanno scattare la revoca del Rdc percepito o il diniego della domanda di accesso al beneficio. Dopodichè è previsto che il ministero della Giustizia trasmetta all'Inps gli esiti della verifica entro sessanta giorni dalla ricezione dell'elenco previsto.

Sono 2,4 milioni i percettori dell’integrazione al reddito

Ma anche in questo caso la procedura non è ancora iniziata. L’Inps spiega che sono in corso incontri con il ministero di Giustizia per la definizione dei flussi procedurali che sono complessi e devono essere selettivi rispetto all’intera platea di percettori. Secondo l’ultimo report dell’Inps, a febbraio erano 1,1 milioni i nuclei familiari percettori, con 2,44 milioni di persone coinvolte. L’importo medio erogato a livello nazionale è di 583 euro (609 euro per il reddito di cittadinanza e 311 euro per la pensione di cittadinanza). L'importo medio varia sensibilmente con il numero dei componenti il nucleo familiare, e va da un minimo di 473 euro per i nuclei costituiti da una sola persona a un massimo di 763 euro per le famiglie con cinque componenti .

Il piano di verifiche dei requisiti patrimoniali

Il terzo strumento ancora non decollato riguarda i requisiti patrimoniali, con specifico riferimento ai beni detenuti all’estero. La legge di bilancio 2022 prevedeva la predisposizione di un piano di verifiche, entro il 31 marzo, da parte dell’Inps dei requisiti patrimoniali dichiarati nella dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), anche in sinergia con le competenti autorità degli Stati esteri per quanto concerne i beni detenuti al di fuori dei confini nazionali. Dall’Inps fanno sapere che si sta lavorando al piano la cui definizione è attesa nelle prossime settimane.

Tornando all’ultimo report, le revoche nel periodo gennaio-febbraio 2022 hanno riguardato circa 11mila nuclei familiari e le decadenze dal Rdc - per perdita dei requisiti - sono state quasi 116mila. Tuttavia la cronaca continua ad evidenziare episodi diffusi di abuso, l’ultimo è emerso nell’indagine dai carabinieri del Centro Italia, che ha rivelato come circa 5 milioni di euro del sussidio sono finiti indebitamente nelle tasche di quasi mille persone.

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