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Reddito di cittadinanza, rischio danno erariale per i funzionari degli Enti locali

Finiscono davanti alla Procura della Corte dei Conti i funzionari che non aggiornano correttamente il Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali, che alimenta la Banca Dati Prestazioni Sociali Agevolate

di Ivan Cimmarusti

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Finiscono davanti alla Procura della Corte dei Conti i funzionari che non aggiornano correttamente il Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali, che alimenta la Banca Dati Prestazioni Sociali Agevolate


2' di lettura

Il rischio è che per questioni «clientelari» o «elettorali» possano essere manipolati dati consentendo a soggetti privi dei requisiti di ottenere il Reddito di Cittadinanza. Per questo sono a rischio per danno erariale i funzionari degli Enti locali che non aggiornano correttamente il Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali, che alimenta la Banca Dati Prestazioni Sociali Agevolate. Una stretta contenuta nella direttiva della Guardia di finanza che punta ad arginare il rischio frodi sulla misura, fiore all’occhiello del Movimento5Stelle.

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Ora l’asticella dei controlli è stata alzata anche sul fronte degli Enti locale. Il rischio è che ci siano falsificazioni dei dati relativi alle prestazioni sociali erogate. Nella circolare Gdf sul Reddito è precisato che ci dovranno essere controlli accurati anche sulla Bdpsa, la Banca Dati Prestazioni Sociali Agevolate, meglio nota come Casellario dell’Assistenza. Il timore è che questo database possa non essere correttamente alimentato da alcuni Enti erogatori.

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Così nella circolare Gdf è precisato che il mancato aggiornamento della Banca dati costituisce illecito disciplinare e determina, in caso di accertamento di fruizione illegittima di prestazioni non comunicate, responsabilità erariale del funzionario responsabile. Una ipotesi che, dunque, dovrà essere rimessa al pubblico ministero contabile.

I documenti dell’archivio storico Inps

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Gli accertamenti sono stati resi più aspri, in vista anche di una serie di nuove misure assistenziali – oltre al Rddito – che l’Esecutivo potrebbe adottare. Il rischio frode è alto: basta vedere i dati dell'ultimo anno e mezzo di attività delle Fiamme gialle per individuare casi di soggetti che hanno ottenuto illecitamente fondi previdenziali e assistenziali. Risultano, allo stato, frodi per 157 milioni su questo fronte.

Il rischio è che ci siano falsificazioni dei dati relativi alle prestazioni sociali erogate. Nella circolare Gdf sul Reddito è precisato che ci dovranno essere controlli accurati anche sul Casellario dell’Assistenza

Le direttive del governo giallorosso sono chiare: controlli accurati per evitare che il Reddito finisca nelle tasche di chi non ne ha diritto. Le verifiche inevitabilmente avranno lo scopo di individuare anche eventuali dipendenti – sia diretto titolare del Reddito sia di un nucleo familiare destinatario della misura - che percepiscono stipendi in nero. Il rischio è alto per l'impresa: sanzioni maggiorate dal 20%, come emerge da una direttiva dell'Ispettorato del Lavoro.

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