Inclusione sociale

Reddito di cittadinanza, Saraceno: «Prime proposte entro ottobre da approvare in manovra»

Si valutano modifiche, a partire dalla scala di equivalenza che svantaggia le famiglie numerose con figli minorenni e dal limite di accesso di dieci anni per gli stranieri non comunitari

di N.Co.

Detto e contraddetto: il reddito di cittadinanza della discordia

2' di lettura

Le modifiche al reddito di cittadinanza arriveranno con la legge di stabilità per il 2022. Per rendere la misura meno penalizzante per le famiglie numerose e per gli stranieri. Il Comitato scientifico lavora «in relazione ai dati», per «migliorare» la misura del reddito di cittadinanza, dice la professoressa Chiara Saraceno, che presiede il Comitato per la valutazione del reddito di cittadinanza. «Ci siamo dati - ha spiegato - una prima scadenza per fine settembre o al massimo metà ottobre, in tempo per dare indicazioni al ministro per prime modifiche alla misura da approvare eventualmente in legge di stabilità». A chi vorrebbe cancellare il Rdc, Saraceno sottolinea: «Siamo d’accordo su una misura di sostegno al reddito? Sì. C’è? Sì. Prendiamola e miglioriamola, senza procedere a colpi di machete».

Nel mirino la scala di equivalenza che svantaggia le famiglie numerose con minori

«Lavoriamo per dare indicazioni sulla base dei dati, di quello che succede, non delle nostre opinioni. Fin d’ora c’è un largo consenso sulla necessità di intervenire su due aspetti della misura, la scala di equivalenza che svantaggia le famiglie numerose con figli minorenni, e il limite di accesso di dieci anni per gli stranieri non comunitari, che si pone in contrasto anche con le norme europee», spiega Chiara Saraceno.

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Alcune modifiche subito, se c’è volontà politica

«Alcune modifiche si possono fare subito - afferma - se c’è la volontà politica. Noi possiamo dire soltanto cosa va e cosa non va in base all’esperienza empirica. Poi personalmente penso che a suo tempo sia già stato fatto l’errore di buttare a mare il reddito d’inclusione, che era buono come disegno astratto ma non aveva fondi sufficienti. Ora non vorrei che ci trovassimo a buttare a mare il Rdc, perché avrebbe effetti disastrosi non solo sui poveri ma anche su chi deve attuare le misure», dice commentando la proposta di referendum per abolire il reddito, avanzata da Matteo Renzi.

Tra i parametri da rivedere la valutazione del patrimonio

Quanto alle modifiche alla misura, «bisogna fare stime di quanto in più costerebbe modificare alcuni parametri, valutando anche cosa succederà con l’assegno unico per i figli minorenni», osserva Saraceno. Tra i parametri che potrebbero essere rivisti c’è «la valutazione del patrimonio, della ricchezza mobiliare e immobiliare».

Il reddito include anche persone che non possono lavorare

«C’è poi tutta la partita dell’accompagnamento al lavoro e il dibattito sul fatto che il reddito di cittadinanza non ha avuto successo come politica attiva del lavoro: premesso che questo anno e mezzo di pandemia non è stato il momento migliore per la ricerca del lavoro, sicuramente la misura per come è strutturata pone alcune questioni. Ma pensare che il reddito fosse innanzitutto una politica attiva del lavoro è sbagliato, anche perché include persone che non possono lavorare», afferma la professoressa.

Centrale è la formazione

«Centrale - spiega Saraceno - è innanzitutto il tema della formazione, su cui il ministro sta lavorando. E poi bisogna evitare che le misure scoraggino a prendere un lavoro: al momento attuale c’è un’aliquota marginale altissima, dell’80%, e poi c’è un vincolo di tre mesi che per alcuni lavori stagionali non può valere».

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