sostegno alla povertà

Reddito di cittadinanza solo agli italiani? Ecco perché rischia di essere incostituzionale

di Francesca Barbieri


Reddito di Inclusione, il 70% degli assegni erogati al Sud

3' di lettura

Il reddito di cittadinanza? Solo agli italiani, ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, intervenendo a Radio Anch’io. Dal nuovo sussidio di contrasto alla povertà potrebbe così essere escluso oltre un milione e mezzo di stranieri, il 32% su cinque milioni di persone che vivono in condizione di povertà assoluta in Italia. Tra gli stranieri non è possibile estrarre il dato su quanti di questi sono comunitari e quanti hanno il permesso di soggiorno di lungo periodo (ex carta di soggiorno) ma è probabile che una buona parte possa aver diritto al reddito di cittadinanza se questo si presenterà come una misura assistenziale.

I requisiti per ottenere il Rei
Una mossa che prende le distanze in modo netto da quanto prevede attualmente la disciplina del Rei - il reddito di inclusione partito a gennaio 2018 (governo Gentiloni) con uno stanziamento iniziale di oltre due miliardi - che fa rientrare tra i potenziali beneficiari tutti i cittadini dell’Unione europea o familiari degli stessi che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente e anche i cittadini di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno Ue di lungo periodo. Unica condizione è che chi presenta la richiesta deve essere residente in Italia, in via continuativa, da almeno due anni al momento di presentazione della domanda. Nei primi mesi di applicazione del Rei, in un grande Comune come Milano oltre il 66% delle richieste è stata presentata da stranieri.

Non tutti gli extracomunitari regolari presenti in Italia, dunque, possono fare domanda per il Rei: è necessario infatti avere il permesso Ue per soggiornanti di lungo periodo, che può essere richiesto dopo 5 anni di soggiorno regolare (un periodo quindi superiore rispetto ai 2 anni richiesti per il Rei) e che possono dimostrare la disponibilità di un reddito non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale riferito a una qualsiasi tipologia di contratto (determinato o indeterminato ed anche apprendistato) e che hanno superato un test di conoscenza della lingua italiana. Si tratta di un permesso che non ha scadenza, non deve essere rinnovato, ma va solo aggiornato. È un punto d’arrivo per i cittadini extracomunitari che possono, in prima battuta, ottenere una serie di visti (ad esempio per motivi di studio, per lavoro stagionale, per lavoro autonomo, per ricongiungimenti familiari) a cui corrisponde un permesso di soggiorno standard di durata di solito compresa tra 3 mesi e due anni.

Gli altri requisiti per il reddito di inclusione
Per fare domande per il Rei ci sono poi una serie di requisiti reddituali validi per tutti (italiani, cittadini europei ed extracomunitari), tra i quali un valore dell’Isee non superiore a 6.000 euro; un valore dell’Isre non superiore a 3.000 euro; un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 20.000 euro; un valore del patrimonio mobiliare, non superiore ad una soglia di 6.000 euro, accresciuta di 2.000 euro per ogni componente il nucleo familiare successivo al primo, fino ad un massimo di 10.000 euro.

Che il restringimento della platea del reddito di cittadinanza ai soli italiani possa escludere tanti stranieri lo si vede anche dall’identikit tracciato nell’ultimo rapporto del ministero del lavoro sull’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, strumento indispensabile per accedere alle agevolazioni previdenziali e assistenziali (dall’assegno per il nucleo familiare allo sconto sulle tasse universitarie, dall’esenzione dal ticket sanitario all’assistenza per i disabili).

Dal monitoraggio risulta che su 4,5 milioni di famiglie che hanno presentato l’Isee 2016, 448mila è composto da nuclei di soli stranieri e 299mila sono misti (italiane e stranieri), in tutto quindi il 16,5% del totale.

«È inaccettabile, secondo il diritto europeo, che una prestazione assistenziale come il reddito di cittadinanza possa essere data solo agli italiani» ha dichiarato il presidente del Cnel e ex ministro del Lavoro, Tiziano Treu spiegando che la Corte europea di giustizia si è pronunciata più volte su prestazioni simili ribadendo l’estensione anche agli stranieri con permesso di lungo soggiorno. «Secondo me non è accettabile - ha detto rispondendo a un domanda sulle parole del vicepremier Luigi Di Maio sul reddito di cittadinanza - che si dia solo agli italiani».

Le sentenze della Corte costituzionale

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Consulta contraria a discriminazioni
A pronunciarsi sulla questione non è stata sola la Corte europea, ma anche la Corte costituzionale che in numerose sentenze ha bocciato le discriminazioni nei confronti dei cittadini extracomunitari nell’accesso a prestazioni assistenziali. «Se il reddito di cittadinanza dovesse essere riservato solo agli italiani - commenta Marco Noci, avvocato esperto di immigrazione e autore di numerose pubblicazioni in materia di diritto degli stranieri - il minimo che ci si può aspettare è una pioggia di ricorsi contro questo provvedimento».

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