social e fake news

Reddito di cittadinanza, spunta la bufala (ironica?) su come calcolarlo

di Marco lo Conte


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(APA-PictureDesk)

2' di lettura

In principio - subito dopo le elezioni - era la coda davanti ai Caf per chiedere il reddito di cittadinanza. La vicenda, secondo quanto poi ricostruito, è stata molto ridimensionata: qualcuno aveva posto domande su come ottenere quanto promesso dal M5S prima del voto e, in un crescendo di passa parola, era diventato un assalto agli uffici per ottenere 780 euro al mese. Ora sappiamo che quello era solo un test: il tema del reddito di cittadinanza infiamma l’attenzione di molti italiani che spesso faticano a distinguere un provvedimento in vigore da uno ancora allo studio, così come possono confondere una notizia certificata da una fake news da una comunicazione satirica o pseudo satirica.

È il caso recente del presunto calcolatore del reddito di cittadinanza che da qualche giorno gira sulla rete: un tool ironico o quanto meno palesemente inattendibile - con tanto di immagine di Salvini invece di Di Maio -, cui accedere indicando la propria età, il numero di telefono cellulare e operatore telefonico oltre, ovviamente, all’eventuale occupazione.

Un’immagine tratta dal sito del presunto calcolatore per il reddito di cittadinanza

Dati che, com’è noto, sono una manna per chi li ottiene, per poi magari rivenderli a intermediari che li rivendono a chi possa utilizzarli a fini commerciali (per esempio, ma è solo un’ipotesi, operatori telefonici). L’account News dal web ha cancellato il post in cui veniva lanciato il tool, dopo il debunking di David Puente che ha “smontato” la bufala sul suo blog. Alcuni dettagli curiosi meritano una sottolineatura: la presenza in basso di una vignetta che raffigura Beppe Grillo e il marchio Musikdate che risulta essere un operatore a pagamento di servizi. Chi digita su un motore di ricerca il nome di questo marchio può trovare numerosi newsgroup in cui si forniscono informazioni su come disdire l’abbonamento alla società.

Il tema delle fake news non riguarda certo solo la contesa politica: secondo un recente sondaggio, il 60% delle aziende ritiene che sia è difficile avere il controllo della propria brand image online, soprattutto sui social network. Non a caso in occasione delle recenti elezioni sono scese in campo anche le forze dell’ordine. E per questo gli stesso social media e in particolare Facebook, dopo lo scandalo Cambridge Analytica, sono passati alle contromisure stringendo enormemente la distribuzione di notizie tramite i loro algoritmi. E d’altra parte, editori e publisher hanno messo in campo una serie di iniziative per certificare gli standard di qualità della propria informazione.

È appena il caso di precisare - a scanso di equivoci - che il reddito di cittadinanza non è entrato in vigore fino alla scrittura di questo articolo (4 ottobre 2018), né si conosce ancora nel dettaglio in quale forma e condizione potrà essere definito dall’esecutivo. Ma nel frattempo la vicenda del calcolatore fake ha campeggiato sui social diventando oggetto di discussione, con gli utenti divisi tra sdrammatizzazione del caso e preoccupazione per l’inflazione incontrollabile di fake news - pro o contro il governo - che sulla rete trovano terreno fertile. Poco importa se il presunto tool per calcolare il reddito di cittadinanza fosse ironico o satirico, o magari, invece, finalizzato a sollevare il tema della vulnerabilità degli italiani a sollecitazioni economiche di questa natura.

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