ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl «bottino» di giugno e luglio

Reddito di cittadinanza a detenuti, spacciatori e Rom: i dati della Guardia di finanza

Negli ultimi 2 mesi di giugno e luglio le Fiamme Gialle hanno intercettato truffe per oltre 2,6 milioni di euro che vanno da Nord a Sud dell’Italia

di Marco Mobili

Bonaccini: “Reddito di cittadinanza va cambiato, non abolito”

4' di lettura

Dai detenuti di Napoli ai trafficanti di schiavi a Pistoia, dai campi Rom di Bologna ai falsi residenti di Palermo, le ultime operazioni della GdF per stanare le truffe sul reddito di cittadinanza seguono un filo rosso che lega l’Italia dal Nord a Sud. Il bottino dei primi due mesi dell’estate appare anche ricco. Complessivamente negli ultimi due mesi di giugno e luglio le Fiamme Gialle hanno individuato 235 soggetti che abusivamente percepivano il reddito di cittadinanza intascando complessivamente oltre 2,6 milioni di euro.

Risultati dell'attività di tutela della spesa pubblica, questi ultimi, che vanno a incrementare quelli già conseguiti dalla Guardia di Finanza da gennaio 2021 a maggio 2022. In 17 mesi le Fiamme Gialle hanno effettuato controlli selettivi, in collaborazione con l'Inps, che hanno portato all'emersione di illeciti per 288 milioni – di cui 171 milioni indebitamente percepiti e 117 milioni fraudolentemente richiesti e non ancora riscossi – e alla denuncia di 29.000 persone.

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A Vercelli false residenze con la passione del gioco

Nel capoluogo di provincia piemontese sono state 52 le persone denunciate alla magistratura per aver incassato indebitamente il reddito di cittadinanza. Dai controlli è emerso, in particolare, che tra chi ufficialmente si dichiarava disoccupato alla fine investiva tutto o quasi il sostegno pubblico nel gioco o nelle scommesse online.

Tra gli stranieri sono emerse false residenze con soggetti che hanno dichiarato di risiedere in Italia da oltre 10 anni quando invece dai dati delle Fiamme Gialle emergeva che erano arrivati in Italia solo da pochi mesi. Come ha evidenziato il Comando provinciale delle Fiamme Gialle, di questi furbetti del sostegno alla povertà, almeno 19 sono emigrati da Stati Esteri e da Paesi dell'Unione Europea.

Grazie alla collaborazione con l'Inps e soprattutto all'incrocio dei dati con l'utilizzo della cosiddetta dorsale informatica di cui si è dotata il Corpo, la GdF ha bloccato l'erogazione del reddito di cittadinanza per almeno 182mila euro e allo stesso tempo ha proposto il sequestro di altri 450mila euro.

A Bologna somme erogate nei campi Rom

Sono 44 i soggetti i percettori abusivi del reddito di cittadinanza intercettati dalla GdF nei quattro campi Rom situati tra Bologna e San Lazzaro di Savena. L'operazione è stata innescata dalla mancata comunicazione all'Inps di una cittadina rumena condannata agli arresti domiciliari insieme a un altro membro del nucleo familiare.

La violazione ha innescato una seri di controlli mirati su 87 nuclei familiari dei quattro campi Rom felsinei da cui è emerso che 44 soggetti avevano omesso di indicare nella dichiarazione sostitutiva unica (Dsu), dati essenziali, fondamentali per l'esatto calcolo dell'importo relativo all'Indicatore della situazione economica equivalente (Isee).

Uno falso che ha consentito agli interessati di percepire indebitamente il sussidio, nonostante l'obbligo di comunicare all'Inps, entro 30 giorni, le variazioni del reddito o del patrimonio nonché le altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In particolare, sono state riscontrate significative differenze tra quanto indicato nelle autocertificazioni e quanto invece è emerso dalle interrogazioni informatiche e dai riscontri eseguiti dai militari presso gli uffici anagrafici dei comuni di residenza.

Tante le irregolarità riscontrate nel corso delle indagini, come ad esempio l'omessa comunicazione dei redditi percepiti, la corretta composizione del nucleo familiare, le omesse indicazioni riferite allo svolgimento di attività lavorativa ed il possesso di autovetture da parte dei componenti del nucleo familiare. I 44 falsi poveri in alcuni casi arrivavano a percepire importi mensili anche di 1.200 euro.

A Pistoia il sussidio a trafficanti di droga e di schiavi

Una verifica mirata che ha passato al setaccio oltre 3.300 posizioni per far emergere le sovrapposizioni temporali tra misure cautelare e l'incasso puntuale del reddito di cittadinanza. Il risultato? Sono state 50 le persone stanate ad aver indebitamente percepito il sussidio statale per un importo complessivo di tutto rispetto 406.553,82. E che lo stesso Comando provinciale di Pistoia delle Fiamme Gialle definisce «cifra ravvisabile come considerevole in rapporto alla tipologia di territorio preso in considerazione e al numero di abitanti della provincia».

Tra le posizioni esaminate spiccano quella di un nucleo familiare che, sfruttando alcune criticità nelle procedure anagrafiche dei comuni di nascita e residenza, è riuscito a raddoppiare il reddito di cittadinanza per gli stessi soggetti. C'è poi quella di un soggetto che, inducendo in errore il giudice attraverso una falsa dichiarazione continuava a percepire il beneficio anche mentre era sottoposto a misure cautelari.

È emerso anche un vero e proprio gruppo criminale di persone, tutte con reddito di cittadinanza, accomunate dal fatto di essere destinatarie della stessa ordinanza di custodia cautelare per traffico di stupefacenti. Ci sono poi due nuclei familiari, per un totale di 7 persone, che hanno percepito, in poco tempo quasi 30.000 euro a famiglia. È emersa anche una persona sottoposta a misure cautelari per i gravissimi reati connessi allo sfruttamento della prostituzione minorile nonché alla tratta e commercio di schiavi.

A Napoli Rdc direttamente in carcere

Sono 43 le persone detenute a Poggioreale e intercettate dalla Guardia di Finanza per aver indebitamente percepito il reddito di cittadinanza. Una vera e propria truffa come indicata dal Procuratore di Torre Annunziata, che avrebbe coinvolto 43 soggetti indiziati di truffa per aver incassato erogazioni pubbliche perché semplicemente indicati, pur essendo detenuti, come presenti all'interno di nuclei familiari percettori del reddito di cittadinanza. Le Fiamme gialle hanno contestato ai 43 soggetti l'indebito incasso di quasi 521mila euro.

A Palermo bonus a falsi residenti

Nel capoluogo siciliano sono stati 46 i falsi poveri tutti stranieri intercettati dalle Fiamme Gialle. Il meccanismo utilizzato, solo all'apparenza molto semplice, era quello di falsificare le attestazioni sulla residenza in Italia da almeno 10 anni di cui gli ultimi 2 in modo continuativo, come prevedono le regole del reddito di cittadinanza.

Dall'incrocio dei dati anagrafici e di quelli in possesso dei vari comuni sono emerse tutte le incongruenze tra quanto dichiarato all'Inps e i dati sul giorno di ingresso nel territorio italiano, per altro indicato dall'Ufficio immigrazione di Pubblica Sicurezza. Nei confronti dei 46 stranieri è stata ora avviata l'azione di recupero coattivo di oltre 200mila euro indebitamente incassati.

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