aspettando il decreto

Reddito di cittadinanza in stand by per gli extracomunitari

L’Inps rende noto attraverso una circolare di aver sospeso l’istruttoria di tutte le domande presentate dallo scorso mese di aprile da parte di cittadini extracomunitari

di Matteo Prioschi


Da reddito di cittadinanza e «quota 100» risparmi per 1,3 miliardi nel 2019

2' di lettura

In attesa del decreto del ministro del Lavoro di concerto con quello degli Affari esteri che indichi i Paesi extracomunitari i cui cittadini sono esonerati dall’obbligo di presentare la certificazione relativa ai requisiti reddituali e patrimoniali e la composizione del nucleo familiare rilasciata dallo Stato estero, l’Inps ha sospeso l’istruttoria di tutte le domande per il reddito di cittadinanza presentate dallo scorso mese di aprile da parte di extracomunitari.

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Questa è una delle numerose informazioni contenute nella circolare 100/2019 pubblicata venerdì 5 luglio dall’Istituto di previdenza a seguito delle modifiche alla normativa del reddito e della pensione di cittadinanza introdotte dalla legge 26/2019 di conversione del Dl 4/2019, entrata in vigore il 30 marzo. Tra le variazioni principali, l’Inps segnala il divieto di richiedere il reddito da parte di persone sottoposte a misura cautelare personale o condannate per alcuni delitti. A questo riguardo, la circolare evidenzia che saranno comunicate in futuro le disposizioni relative alle domande, riguardanti queste persone, presentate prima dell’entrata in vigore della legge di conversione.

A fronte dei quesiti ricevuti in questi mesi in merito al reddito familiare valido ai fini del reddito o della pensione di cittadinanza, viene chiarito che lo stesso non coincide con l’indicatore della situazione reddituale (Isr) contenuto nell’Isee. Questo perché il decreto legge 4/2019 prevede che sia calcolato sommando i redditi e i trattamenti assistenziali utilizzati per l’Isr, senza però la possibilità di sottrarre alcune voci, come avviene per l’indicatore della situazione economica equivalente. Si tratta, per esempio, delle spese sanitarie per disabili, degli assegni erogati al coniuge, della deduzione per redditi da lavoro dipendente o pensione. Per il patrimonio immobiliare, invece, la variazione normativa principale comporta che lo stesso debba essere verificato tenendo conto anche delle proprietà all’estero.

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