rischio caos

Reddito cittadinanza al via tra 15 giorni con Inps e Anpal senza vertici e Regioni in trincea

di Marzio Bartoloni e Giorgio Pogliotti

Reddito di cittadinanza, ecco i requisiti per ottenerlo


4' di lettura

Il conto alla rovescia per il reddito di cittadinanza è partito: dal 6 marzo i cittadini potranno cominciare a inviare le domande che potranno essere presentate presso Caf, Poste o attraverso il portale redditodicittadinanza.gov.it. Una macchina complessa con numeri imponenti (saranno coinvolti potenzialmente 3,5 milioni di italiani) che parte con i due motori principali di questa operazione - Inps e Anpal (L’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro) - senza i nuovi vertici. E con le Regioni che gestiscono i centri per l’impiego sul piede di guerra.

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L'Istituto di previdenza è ufficialmente senza presidente dallo scorso 16 febbraio quando è scaduto il mandato di Tito Boeri e lo stesso decretone, che ne riforma la governance ripristinando il Cda, esclude esplicitamente che in questa situazione si possa applicare il regime di prorogatio (di massimo 45 giorni) previsto di norma quando gli organi amministrativi non siano ricostituiti prima della scadenza. Insomma al momento l'Inps non ha un rappresentante legale. E mentre il Governo sta ancora valutando le candidature - in pole position Mauro Nori, sponsorizzato dalla Lega, in eventuale ticket con Pasquale Tridico, sostenuto dal M5S e con l'ipotesi di Paolo Reboani, dirigente del ministero del Lavoro come possibile commissario traghettatore - l'Istituto in queste settimane di deve confrontare con alcuni compiti cruciali per il lancio dell'operazione reddito di cittadinanza. Spetta infatti all'Inps mettere a punto (entro fine febbraio) il modulo di domanda del reddito con un suo provvedimento sentendo il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. E sempre l'Inps avrà il compito cruciale di gestire dal 6 marzo le richieste del reddito verificando entro 5 giorni dal ricevimento dei moduli se i richiedenti hanno i requisiti per ottenerlo.

Ancora più complicato se possibile il cambio di guardia all'Anpal che deve riformare i centri per l'impiego. Al posto di Maurizio Del Conte, docente di diritto del lavoro dell'Università Bocconi di Milano, è stato scelto Domenico Parisi, direttore del National strategic planning and Analysys Research Center dell'Università del Mississippi. L'avvio del processo di nomina del nuovo presidente dell'Anpal è stato deciso dal Consiglio dei ministri del 21 dicembre. A Parisi spetterà il compito di riorganizzare i centri per l'impiego, le strutture pubbliche che dovranno veicolare il reddito di cittadinanza. Il ministro del lavoro Luigi Di Maio ha deciso di scommettere sul «Modello Mississippi» ideato proprio da Parisi, pugliese espatriato dall'Italia una trentina di anni fa e artefice di una riforma dei servizi che ha creato 50mila nuovi posti di lavoro in otto anni puntando sull'aspetto digitale e tecnologico (sua anche l'idea dei navigator). Una scommessa che per ora si è scontrata con l'iter di nomina che si sta allungando e su cui le opposizioni hanno sollevato dubbi per i possibili conflitti di interesse. Parisi - che in questi giorni è ancora negli Usa - oltre a dover ottenere ancora una aspettativa dall'università dove insegna deve chiarire anche la sua posizione con la società che gestisce la app «Mississippi Works» che il ministero intende replicare in Italia.

A complicare il quadro resta ancora da trovare un'intesa con le regioni sul tema dei 6mila navigator che il governo intende far assumere da Anpal servizi spa. Le regioni hanno posto tre quesiti sui navigator: dove dovrebbero lavorare, cosa dovrebbero fare e da chi dovrebbero dipendere, da Anpal o dalla direzione del Cpi? Nei piani del governo i navigator dovrebbero operare nei Cpi (delle regioni), ma ancora non è chiaro come interagiranno con i dipendenti dei centri per l'impiego. Altro tema spinoso: il governo intende assumerli con un contratto di collaborazione coordinata e continuativa biennale, dopo una selezione per titolo e colloqui, con l'impegno di stabilizzarli in una fase successiva. Ma le regioni temono che i navigator, una volta entrati nei Cpi, possano ricorrere ai giudici del lavoro per farsi trasformare il contratto a tempo indeterminato. Ma nella Pa l'assunzione deve avvenire per concorso. Di qui l'annuncio del ricorso alla Corte Costituzionale da parte della regione Toscana. Il risultato è che in assenza di un accordo a livello di Conferenza Stato Regioni (convocata il 21 febbraio), resta congelata la pubblicazione dell'avviso per selezionare 6mila navigator sul sito di Anpal servizi, che il governo puntava a far uscire ad inizio febbraio. Nessuno vuole correre il rischio di poter essere citato per danni erariali. Si tratta di una “grana” di non poco conto per il presidente designato di Anpal, Domenico Parisi, che ancora si trova in Mississipi. Ma anche sul versante politico, mentre si avvicina la data per l'avvio del reddito di cittadinanza, restano le divisioni nella maggioranza. La lega vorrebbe porre il limite di un solo rinnovo del sussidio, e limitarne l'erogazione a chi ha già lavorato per almeno due anni, mentre il M5S non vuole alcun “paletto” temporale e rifiuta di limitare la platea dei beneficiari

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