osservatorio Inps

Reddito e pensione di cittadinanza, nel triennio crescono del 59% i beneficiari

I nuclei percettori di almeno una mensilità erano 1,1 milioni nel 2019 e sono quasi 1,8 milioni nel 2021, l’importo medio è aumentato dell’11%

di Giorgio Pogliotti

3' di lettura

Per reddito e pensione di cittadinanza il numero dei percettori, così come l’importo, è cresciuto in maniera esponenziale negli anni. I nuclei beneficiari di almeno una mensilità nel 2019 erano 1,1 milioni (2,7 milioni di persone coinvolte), nel 2020 sono saliti a quota 1,6 milioni (3,7 milioni di persone), per attestarsi a poco meno di 1,8 milioni nel 2021 (sfiorando le 4 milioni di persone). Nel triennio i nuclei sono, dunque, cresciuti del 59,21% (le persone coinvolte del 45,35%), come segno del peggioramento delle condizioni economiche per il Covid (al netto, ovviamente, degli abusi). L'importo medio mensile nello stesso arco temporale è cresciuto del 10,98% passando da 492 euro (2019) a 546 euro (2021).

L’importo medio del reddito di cittadinanza sfiora 578 euro

Ma questa cifra complessiva, è relativa alle due misure, perché il solo reddito di cittadinanza nel triennio si è passati da un’erogazione media di 530,02 euro (2019) a 577,73 euro (2021), con un incremento dell’8,86%. Nel triennio il differenziale assoluto tra Sud/Isole e Nord è rimasto stabilmente poco sopra i 100 euro al mese.Il report dell’Inps evidenzia anche che nel 2021 è stato revocato il beneficio a quasi 110mila nuclei (26mila nel 2020) soprattutto perché è stata accertata la mancanza del requisito di residenza o cittadinanza. Inoltre nel 2021 sono decaduti dal diritto 314mila nuclei ( 259 mila nel 2020 e 80mila tra aprile e dicembre 2019) per la variazione dell'Isee che ha superato la soglia prevista, o per un cambiamento nella composizione del nucleo familiare.

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L’87% dei percettori sono cittadini italiani

Secondo l’ultima rilevazione mensile, relativa a dicembre, sono 1,38 milioni i nuclei beneficiari delle due misure, di questi 1,2 milioni per il reddito di cittadinanza e 143mila per la pensione di cittadinanza, con oltre 3 milioni di persone coinvolte: 2 milioni nelle regioni del Sud e nelle Isole, meno di 600mila al Nord e più di 400mila nel Centro Italia.

Quanto alla cittadinanza, nell'87% dei casi il richiedente ha la cittadinanza italiana, nel 9% è un cittadino extra-comunitario in possesso di un permesso di soggiorno, nel 4% è un cittadino europeo

Un quinto delle prestazioni in Campania

La regione con il maggior numero di nuclei percettori delle due misure è la Campania (21% delle prestazioni erogate), seguita da Sicilia (18%), Lazio (10%) e Puglia (9%); nelle quattro regioni citate risiede quasi il 60% dei nuclei beneficiari. L'importo medio erogato a dicembre 2021 è di 546 euro (577 euro per il Rdc e 281 euro per la PdC). Circa il 60% dei nuclei percepisce mensilmente fino a 600 euro, meno dell'1% riceve oltre 1.200 euro. La classe modale - quella che statisticamente ha la densità di frequenza più elevata- è quella dei nuclei con un solo componente: rappresentano un nucleo sui quattro (3232mila) e ricevono tra 400 e 600 euro.

A Napoli, Crotone e Palermo coinvolte 180 persone ogni mille

Nel 2020 le regioni con il tasso di inclusione (rapporto tra il numero di persone coinvolte e la popolazione residente) più elevato appartengono al Sud e sono la Campania, la Sicilia e la Calabria (rispettivamente con 151, 142 e 128 persone coinvolte ogni mille abitanti). Al Nord le regioni con il tasso di inclusione più basso: il Trentino Alto-Adige e il Veneto (rispettivamente 12 e 20 per mille).Analizzando la distribuzione provinciale nel 2020 le province con il tasso di inclusione più elevato sono Napoli, Crotone e Palermo (con circa 180 persone coinvolte ogni mille abitanti), seguite da Caserta e Catania (rispettivamente con 162 e 159 persone coinvolte ogni mille abitanti). Quelle con il minor tasso di inclusione si confermano Bolzano e Belluno (con, rispettivamente, 3 e 11 persone coinvolte ogni mille abitanti).

Rem: in 556mila l’hanno avuto la scorsa estate

Accanto a queste due misure, sempre per sostenere le famiglie in difficoltà, da maggio 2020 in piena pandemia, il governo ha messo in campo un altro strumento, il reddito di emergenza, che prevede requisiti reddituali e patrimoniali meno stringenti rispetto a quelli richiesti per ottenere reddito e pensione di cittadinanza.

Il Rem nel 2020 ha interessato 425mila nuclei che hanno percepito mediamente 550 euro al mese: 184mila nuclei hanno beneficiato di cinque mesi di indennità. Il numero dei nuclei a cui è stata pagata almeno una delle tre mensilità - tra marzo, aprile e maggio 2021- è 595mila (1,4 milioni di persone coinvolte), con un importo medio mensile di 545 euro, inoltre il numero dei nuclei a cui è stata pagata almeno una mensilità, delle quattro previste - tra giugno, luglio, agosto e settembre 2021- è 556mila (1,2 milioni di persone coinvolte) con un importo medio mensile di 539 euro . Oltre il 50% dei nuclei beneficiari risiede al Sud e nelle Isole.

Il picco massimo dei percettori è stato raggiunto a maggio 2021 con 1,97 milioni di nuclei complessivamente raggiunti tra reddito, pensione di cittadinanza e reddito di emergenza

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