ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùContrasto alla povertà

Reddito di emergenza, finora 992mila domande: dal 15 giugno al via i pagamenti

di Michela Finizio

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3' di lettura

Sono 992mila le domande arrivate entro fine maggio all’Inps per il reddito di emergenza. Alla fine del mese scorso scadeva la possibilità di fare richiesta per le mensilità di marzo, aprile e maggio introdotte con il decreto Sostegni. Una platea importante che porta i potenziali beneficiari del Rem quasi a sfiorare i numeri del reddito di cittadinanza: quest’ultimo nel mese di aprile ha raggiunto 1,2 milioni di famiglie. L’Inps comunica che, sulle domande pervenute entro aprile che sono già state lavorate, il tasso di accoglienza è stato in media del 60 per cento.

I richiedenti e la misura

La misura, introdotta in forma temporanea ancora nel 2020 per contrastare le nuove povertà emerse nel periodo emergenziale, si rivolge ai nuclei familiari con Isee inferiore a 15mila euro che, oltre a rispettare altri requisiti reddituali e patrimoniali, non percepiscono il reddito di cittadinanza o altre indennità e bonus introdotti dal Governo per far fronte alla crisi da Covid-19. Il contributo può variare a seconda dei casi da un minimo di 400 euro al mese fino a un massimo di 800 euro, elevabili a 840 euro solo in presenza di disabili gravi o non autosufficienti. A fine 2020 i beneficiari erano circa 335mila euro, per una media di 550 euro al mese percepiti al mese.

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L’allargamento della platea nel 2021

Il decreto Sostegni ha però ampliato la platea dei beneficiari, innalzando gli altri requisiti reddituali (riferiti al reddito familiare di aprile 2021): in particolare per chi vive in una casa in affitto la soglia reddituale è stata incrementata di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione. È inoltre stata prevista l’erogazione della quota minima di Rem (cioè 400 euro) anche per coloro che, con Isee fino a 30mila euro, si sono visti scadere la Naspi o la Discoll tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021, purché ancora privi di un contratto di lavoro. Questi ultimi, fa sapere l’Inps, sono responsabili di circa un 10% delle domande.

Nella relazione tecnica al decreto Sostegni si stimava che l’effetto di questo ampliamento potesse portare a circa 402mila nuclei beneficiari. A cui si dovrebbero aggiungere una parte - dai primi numeri sembra abbastanza ridotta - dei circa 835mila disoccupati non più indennizzati. Queste cifre potrebbero subire però delle variazioni nelle prossime settimane: l’Inps fa sapere che alcuni patronati stanno ancora trasmettendo alcune domande presentate entro fine maggio. Inoltre, proprio alla luce dei differenti parametri introdotti nel 2021, non c’è stato alcun automatismo nelle erogazioni rispetto a chi già aveva percepito il Rem a fine 2020 e le procedure di verifica e di controllo delle domande da parte dell’Inps hanno richiesto più tempo.

Al via a metà giugno le erogazioni

Solamente chi ha fatto domanda entro aprile ha già ricevuto la prima mensilità di Rem relativa al mese di maggio. Ma nella seconda metà giugno, dal 15 giugno in poi, saranno messe in pagamento anche tutte le altre mensilità, anche per chi ha fatto domanda a maggio, così come per gli ex percettori di Naspi e Discoll. Per questi ultimi l’istituto ha confermato che le domande verranno valutate entro il 15 giugno, rassicurando i disoccupati che, incusi nella platea dei beneficiari grazie al decreto Sostegni, avevano già presentato richiesta entro il 30 aprile. Chi, tra questi, ha ricevuto un sms in cui gli veniva comunicata l’esclusione dal beneficio non si deve allarmare: si tratta di un avviso relativo all’assenza dei requisiti necessari per percepire il Rem concesso ai nuclei familiari in base ai requisiti generali, inviato per errore a questa platea di beneficiari le cui domande sono ancora in fase di valutazione.

Domande entro il 31 luglio per le nuove tranche

I numeri della platea del reddito di emergenza diventano importanti, soprattutto alla luce della proroga del contributo, più volte rinnovato da quando è stato introdotto con il Decreto Rilancio nel 2020. Il decreto Sostegni bis (art. 36 del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73) lo riconosce su domanda (non è pertanto consentita alcuna automaticità per coloro che ne hanno già beneficiato) per ulteriori quattro mensilità. Ci sarà tempo fino a fine luglio per richiedere, sempre all’Inps, le mensilità di giugno, luglio, agosto e settembre 2021. Il decreto Sostegni-bis, però, non ha previsto l’estensione della misura a coloro che hanno che, non avendo i requisiti previsti per il Rem, hanno terminato di ricevere le prestazioni Naspi e Discoll.

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