La nuova misura

Reddito di libertà alle donne vittime di violenza, fino a 400 euro mensili

Cumulabile con il Reddito di Cittadinanza, il bonus, per il quale sono stati stanziati 3 milioni di euro, va richiesto all’Inps in presenza di precise condizioni

di Annarita D'Ambrosio

(ANSA)

2' di lettura

In Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il 20 luglio e da quella data pertanto è entrato in vigore. Parliamo del Reddito di libertà per le donne vittime di violenza contenuto nel Dpcm del 17 dicembre 2020, istituito dall'articolo 105-bis del decreto Rilancio 34/2020 con l'obiettivo di contenere i gravi effetti economici derivanti dalla pandemia, in particolare sulle donne in condizione di maggiore vulnerabilita’ perché vittime di violenza, una violenza da cui l'indipenza economica, percorsi di autonomia e di emancipazione possono sottrarle.

A chi è destinato il contributo e come va richiesto

Tre i milioni stanziati e messi a disposizione delle Regioni e province autonome che possono ulteriormente incrementarli con fondi propri. Il contributo che può arrivare fino a 400 euro mensili per un massimo di dodici mensilita’ è destinato, precisa l'articolo 3 del Dpcm, alle donne vittime di violenza, sole o con figli minori, seguite dai centri antiviolenza riconosciuti dalle regioni e dai servizi sociali.

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La donna deve richiedere la somma all’Inps presentando un'autocertificazione a cui devono allegarsi la dichiarazione firmata dal rappresentante legale del Centro antiviolenza che la segue e la dichiarazione del servizio sociale professionale di riferimento, che ne attesti lo stato di bisogno straordinario o urgente.

Finalità e cumulabilità

Il Reddito di liberta’ e’ finalizzato a sostenere prioritariamente le spese per assicurare l’autonomia abitativa e la riacquisizione dell’autonomia personale nonche’ il percorso scolastico e formativo dei/delle figli/figlie minori e non e’ incompatibile con altri strumenti di sostegno come il Reddito di cittadinanza. Spetterà all'Inps anche la vigilanza sulla legittimità delle domande e sulle condizioni delle donne a cui verrà riconosciuto o revocato il trattamento.

Gli ultimi dati sulle violenze

Secondo dati Istat, nel 2020 le chiamate al 1522, il numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking, sono aumentate del 79,5% rispetto al 2019, sia per telefono, sia via chat (+71%). Il boom di chiamate si è avuto a partire da fine marzo con l'inizio del lockdown con picchi ad aprile (+176,9% rispetto allo stesso mese del 2019) e a maggio (+182,2 rispetto a maggio 2019).

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