IL DECRETO AL SENATO

Reddito, obbligatorio accettare un lavoro se lo stipendio è sopra 858 euro

di Marco Rogari e Claudio Tucci


Reddito di cittadinanza: l’offerta di lavoro congrua è quella da 858 euro

3' di lettura

Possibilità di concedere acconti Cigs per sei mensilità in favore di aziende con oltre 500 addetti operanti in aree di crisi complessa. Estensione da 60 a 120 rate mensili, per un importo minimo di 30 euro, del meccanismo della cosiddetta pace contributiva. Ministero della Giustizia autorizzato ad effettuare dal 1° luglio 2019 1.300 assunzioni di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per arginare l’effetto «quota 100»: 10.685 uscite previste nel triennio, di cui ben 7.158 solo quest’anno.

Sono le misure chiave del mini-pacchetto di emendamenti al decreto che il Governo, a meno di ripensamenti dell’ultima ora conta di presentare lunedì in Aula al Senato dopo le modifiche già inserite dalla commissione Lavoro. Ultime, in ordine cronologico, quelle sull’innalzamento da 30mila a 45mila euro del limite per l’anticipo del Tfs degli statali con prestito bancario (targata Lega) e sull’obbligo di accettare un’offerta di lavoro solo se il salario sarà di almeno 858 euro al mese (emendamento M5S).

Stop alla pensione per chi ha una condanna in giudicato
Tra gli ultimi ritocchi approvati dalla commissione prima di dare l’ok giovedì a tarda sera, lo stop alla pensione a chi ha una condanna passata in giudicato per mafia o terrorismo o qualunque altro reato con «pena non inferiore a due anni di reclusione»,che si siano «volontariamente sottratti all’esecuzione della pena». Disco verde anche a un altro ritocco dei Cinquestelle che introduce l’obbligo per l’Inps di indicare, nel cedolino della pensione, «precisa e puntuale informazione» sulle trattenute legate alle quote di associazione ai sindacati.

Ma il restyling del testo al Senato, peraltro contenuto, non si è ancora concluso. Il Governo è infatti pronto a presentare in un’Aula un ristretto pacchetto di emendamenti (nove) che comprende anche alcuni ritocchi per uniformare il funzionamento del Reddito di cittadinanza (Rdc) ai criteri fissati dal Garante della privacy, comprese le ricadute sul monitoraggio delle spese effettuate con la “card” (la Carta Rdc). Nel dettaglio, la norma chiarisce che lo Stato potrà monitorare «i soli importi complessivamente spesi e prelevati» dalla Carta per il reddito di cittadinanza (l’attuale formulazione della disposizione invece era più generica, facendo riferimento, di fatto, alle spese effettuate sulla Card). Come anticipato il 17 febbraio dal Sole 24 Ore tra i correttivi messi a punto dall’esecutivo c’è quello che allunga da cinque a dieci anni la rateizzazione collegata alla cosiddetta “pace contributiva”, il meccanismo per consentire ai lavoratori in attività dal 1° gennaio 1996 di riscattare in tutto, o in parte, i periodi non coperti da contribuzione (fino a un massimo di cinque anni).

Il governo apre alla possibilità di concedere sei mesi di Cigs
Sul fronte più strettamente lavoristico, il governo apre poi alla possibilità di concedere sei mesi di Cigs «in acconto» a quelle aziende, operanti in più regioni e con oltre 500 lavoratori, coinvolte in complicati e pluriennali piani di riorganizzazione, già oggetto di specifico accordo presso il ministero del Lavoro. L’obiettivo è garantire continuità di sostegno al reddito ai lavoratori sospesi. Tra gli emendamenti approvati nella notte in commissione Lavoro, spicca la norma che integra il concetto di offerta di lavoro congrua per i percettori di reddito di cittadinanza. Oggi, tra i criteri per definire «non rifiutabile» un impiego, c’è quello che il nuovo lavoro debba avere una retribuzione superiore al 20% del trattamento di disoccupazione.

Per i beneficiari del reddito, l’asticella si fissa al 10% della misura massima del beneficio fruibile dal singolo (vale a dire, 780 euro, a cui aggiungere 78 euro, il 10%, per un totale quindi di 858 euro). Da segnalare, sempre in nottata, l’ok a un altro emendamento, primo firmatario il presidente della commissione Istruzione del Senato, Mario Pittoni (Lega) che, per tamponare gli effetti di quota 100 nella scuola, attribuisce, al prossimo concorso docenti, un punteggio aggiuntivo a titoli e servizio svolto dai precari storici (terza fascia). Si prova così a inserirli prima in classe, visto che a settembre si stimano 40-45mila cattedre vuote per effetto dei pensionamenti (ordinari e anticipati).

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